Risolto Giallo- Michele Ieri

Risolto Giallo è finalmente tornato dopo la pausa estiva: in questa puntata, Sorgato e Mazzavillani vi allieteranno con il loro humor molto British; a farne le spese, Michele Ieri, medico di emergenza e scrittore, conosciuto agli appassionati del genere giallo grazie alle sue due creature, Nessuno deve sapere e Il diritto di uccidere.

Lo stile di Ieri si differenzia dal giallo classico, e in modo particolare da quello italiano, sia dal punto di vista della caratterizzazione dei personaggi che nell’ambientazione.

I personaggi dei due libri pubblicati da Mondadori, Giandomenico e Riccardo, si presentano come due personaggi liberi da convenzioni sociali e, in un certo senso, da preoccupazioni – insomma, due cani sciolti, come li definisce Ieri, uniti da una amicizia vera, priva di interessi e che li spingerebbe addirittura a rischiare la vita l’uno per l’altro.

E in un certo senso è proprio questo legame talmente forte che determina una frattura con il classico giallo italiano, in quanto sembra andare a prendere il ruolo che, tradizionalmente, ricopre l’appartenenza ad un’Arma: Giandomenico è un ex poliziotto, che ha dovuto lasciare le forze dell’ordine dopo essere rimasto invischiato in un affare di droga. Riccardo, invece, è un criminologo, abbastanza introverso – l’esatto opposto di Giandomenico, che invece può essere descritto come “puro”.

Per chi se lo stesse domandando, i nomi non sono stati scelti a caso: Ieri ha inserito nelle sue opere molti elementi che hanno caratterizzato la sua vita, e non solo la sua carriera di scrittore. La musica di Modugno e la comicità di Ric e Gian ritornano e si intrecciano nella trama dei due libri, spesso segnando anche passaggi fondamentali della narrazione.

Cosa possiamo aspettarci da Michele Ieri nel prossimo futuro? Sicuramente un terzo libro su Giandomenico e Riccardo, ma anche una traslazione in romanzo della sua vita come medico di emergenza: la gestione del dolore, il mutamento della visione della vita e l’accettazione di alcuni limiti che, solitamente, si tende ad ignorare.

di Andrea Bonfiglio

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