Mio carissimo… Stadio Meazza

Miei Carissimi Milanesi,

oggi torniamo a parlare di un argomento molto importante, che noi di Milano AllNews stiamo seguendo da tempo: lo stadio di San Siro. Lo faremo assieme a due ospiti in quello che, speriamo, sarà un dibattito costruttivo.

L’ospite in studio, l’architetto Andrea Bonessa, è uno dei portavoce del Comitato Referendum X SanSiro; l’associazione si batte affinché la cittadinanza possa intervenire attivamente nella discussione sul futuro dello stadio, attraverso l’indizione di due referendum, uno abrogativo della decisione del 2021 relativa alla cessione dei terreni, e l’altro propositivo.

In collegamento dal Parco dei Capitani, dietro lo stadio, abbiamo invece l’ingegnere civile Christian Busato, il cui compito è illustrare le prospettive future per la zona qualora lo stadio venga effettivamente demolito.

L’architetto Bonessa incentra la sua argomentazione sul senso civico: dato che la decisione del 2021 ha stabilito che i terreni sarebbero stati ceduti per la realizzazione di opere di interesse pubblico, viene naturale domandarsi perché la questione sia gestita da grandi finanziarie immobiliari e dalla dirigenza delle due squadre calcistiche milanesi.

Bonessa si lamenta anche del fatto che il Comune, nonostante la sempre maggiore presenza sul territorio, continua a creare ostacoli all’intervento della cittadinanza proprio relativamente alla questione dello stadio – è di tre giorni fa, infatti, la notizia dell’ennesimo rifiuto di indizione dei due referendum, poiché, secondo Palazzo Marino, non hanno fattibilità tecnica e contabile.

Su quest’ultimo punto l’ingegnere Busato è d’accordo con l’Amministrazione, poiché l’ampliamento della platea di voci che potrebbero influire sulla decisione di abbattimento dello stadio, voci che potrebbero esprimersi sulla questione per motivi anche molto diversi rispetto agli aspetti tecnici e sociali, potrebbe non giovare al Municipio 7, area già fortemente carente di strutture ricreative e di infrastrutture di connessione con gli altri Municipi e con l’hinterland.

È anche vero, tuttavia, che anche in tempi recenti la popolazione italiana è stata chiamata alle urne per quesiti referendari tutt’altro che semplici e di immediata comprensione; secondo Bonessa, quindi, la questione si ricollega agli interessi privati delle finanziarie immobiliari e delle squadre di calcio. Le opere di edilizia pubblica che hanno lasciato un’impronta significativa per la rigenerazione urbana negli ultimi anni sono praticamente inesistenti – l’ultima è stata la Darsena. L’intervento di privati nel finanziamento degli interventi ha causato lo sviluppo di una città per enclavi, un’ulteriore suddivisione del territorio che si basa su criteri economici, ovvero la “ricchezza del circondario”. Secondo questo ragionamento, le periferie più problematiche non riuscirebbero a migliorarsi proprio a causa della mancanza di interesse ad intervenire da parte di finanziatori privati.

Insomma, Miei Carissimi Milanesi, è palese che le argomentazioni sollevate da ambo le parti siano valide, e sembra proprio che noi cittadini dovremo limitarci ad osservare l’evoluzione della vicenda dalle retrovie. Lo stadio Meazza è un pezzo di storia del Municipio 7, eppure rimane da chiedersi se lo spostamento altrove della struttura porterebbe giovamento ai residenti.

Noi di Milano AllNews ci siamo dedicati alla vicenda da quando è sorta, e sicuramente continueremo a farlo fino alla sua risoluzione. Miei Carissimi Milanesi torna mercoledì con una puntata speciale, dedicata al 29° anniversario dell’attentato mafioso di via Palestro: non mancate!

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