Mio carissimo… RETTORE

Miei Carissimi Milanesi,

ritorniamo a parlare di università, un argomento che quest’anno assume un’importanza particolarmente significativa anche alla luce del caro-affitti, dell’inflazione e dell’aumento del costo dell’energia.

Eccezionalmente in esterna, Fabio Ranfi ha intervistato Elio Franzini, rettore, professore e filosofo dell’Università degli Studi di Milano.

Milano è tante cose; tra queste, anche una città universitaria, nonostante questa sua fama sia spesso eclissata da altre realtà. Dei quattordici atenei presenti sul territorio regionale, otto sono collocati proprio entro i confini del Comune di Milano, e ogni anno circa 12.000 ragazzi e ragazze da tutta Italia e dall’estero si riversano in città per studiare.

Le mansioni che le università sono chiamate a ricoprire sono tre: formazione, ricerca e terza missione. Gli atenei milanesi, negli ultimi anni, si sono concentrati in modo particolare su quest’ultimo punto, portando cultura e sapere sul territorio – basti pensare al progetto MUSA, di cui abbiamo avuto modo di parlare durante il giornale web DalVivo.

Vediamo quindi insieme i punti salienti dell’intervista, per capire che cosa fa l’Università degli Studi di Milano per la città e per i suoi alunni.

Nel 2024 ricorrerà il centenario dalla fondazione dell’Università degli Studi di Milano; che novità ci sono in serbo?

Dovrebbe essere ormai risaputo ai più che anche l’Università degli Studi di Milano avrà delle facoltà dislocate a MIND, il quartiere ex Expo di Milano.

Il rettore Franzini è fiducioso che la prima pietra di questi nuovi edifici sarà posata prima dell’anniversario, ma gli studenti delle facoltà scientifiche, le prime che potranno trasferirsi a MIND, dovranno aspettare almeno il 2025.

Questo significa che gli iscritti alle facoltà umanistiche avranno a disposizione gli edifici di Città Studi per seguire le lezioni, un fatto che indubbiamente contribuirà al miglioramento della qualità della didattica, come vedremo tra poco.

Milano è una delle città più care d’Italia, cosa fa l’Università per aiutare gli studenti in tal senso?

La domanda, verrebbe da dire, sorge spontanea, dato il periodo socio-economico che stiamo vivendo: i prezzi, anche dei generi alimentari, sono più alti rispetto ad altre città italiane.

A questo si va ad aggiungere il problema affitti: gli studentati sono pochi e le graduatorie d’accesso molto stringenti – a questo proposito, il rettore Franzini ammette che gli alloggi a disposizione al momento non riescono nemmeno a coprire i posti previsti dal cosiddetto “diritto allo studio”, e che Milano avrebbe bisogno di almeno 2.000 posti letto per gli studenti fuorisede.

Parlando di posti a disposizione, anche quelli nelle aule scarseggiano: perché?

L’Università degli Studi di Milano, in controtendenza rispetto ad altri atenei, durante e dopo la pandemia Covid ha aumentato il numero massimo di iscritti ad alcune facoltà.

Per questo motivo, la didattica a distanza continua ad essere sfruttata, ma con modalità diverse rispetto a quelle in vigore durante l’emergenza sanitaria: gli studenti sono, infatti, invitati a prenotare i posti in aula mediante un’app, che riconosce quando ci sono studenti prenotati in esubero rispetto alla capienza massima dell’aula.

Quando questo accade, viene aperta un’altra aula da cui gli studenti possono seguire la lezione “da remoto”, rispettando al contempo le norme di sicurezza sul sovraffollamento.

Cosa si può fare per migliorare la qualità dell’educazione in Italia?

Il rettore Franzini è adamantino nell’affermare che l’unico modo per offrire un percorso formativo complessivo di qualità agli studenti, è quello di investire sul diritto allo studio.

Il Pnrr, in questo senso, ha già fatto qualcosa, poiché dei fondi sono stati stanziati per migliorare l’orientamento offerto agli studenti durante la scelta del loro percorso formativo; eppure, è necessario fare molto di più, a partire dall’aumento degli stipendi degli insegnanti delle scuole medie e medie superiori.

Miei Carissimi Milanesi, la cultura è un bene prezioso, soprattutto quando è applicata al territorio per promuoverne lo sviluppo e il miglioramento della qualità della vita di chi vi abita; mentre passeggiate per le strade meneghine, fermatevi a contemplare quanta “cultura” si è stratificata anno dopo anno, generazione dopo generazione.

Al momento, l’Italia è penultima, in Europa, per numero di laureati; si può fare di più, si deve fare di più, e Milano AllNews è pronta a essere testimone di questo percorso.

di Andrea Bonfiglio

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