Mio carissimo… Parco Agricolo Sud Milano: Il Confronto

Miei Carissimi Milanesi,

come ben sapete il Parco Agricolo Sud Milano ci sta molto a cuore. Come abbiamo già avuto modo di dire, è il più grande parco periurbano d’Europa, ed è costituito da molteplici piccole realtà, ognuna con peculiarità che la caratterizzano in modo univoco, eppure coesistente in armonia con il tutto.

La questione della gestione del Parco è stata oggetto di molteplici episodi di questo programma, e per cercare di fare un po’ di chiarezza, quest’oggi Fabio Ranfi media il confronto tra Rosario Pantaleo, consigliere comunale e vicepresidente, a partire dall’ormai lontano 2011, del Parco stesso, e Alfonso Di Matteo, consigliere del Municipio 4.

Come abbiamo avuto modo di vedere nella puntata precedente di questa “saga“, l’obiettivo di Regione Lombardia è quello di semplificare la gestione amministrativa del Parco Agricolo Sud Milano, accomunandone le modalità a quella di altri parchi lombardi, come quello Nord e quello del Ticino e revocando così l’esclusiva gestionale della Città Metropolitana; eppure, le caratteristiche intrinseche che rendono il Parco Agricolo Sud Milano costituiscono una realtà molto più complessa, per cui, secondo il consigliere Pantaleo, la comparazione con il Parco Nord non regge.

D’altro canto, secondo Di Matteo, il fatto che il Parco Agricolo Sud Milano sia da ormai nove anni senza un vero e proprio presidente regolarmente eletto va a creare un vuoto di potere che è andato a determinare la vera e propria decadenza dell’intera realtà, e l’unico modo per arginare i danni sarebbe quello di rendere più incisiva la gestione della Regione all’interno del Parco.

Ma se pensate che le questioni alla base della querelle finiscono qui, vi sbagliate di grosso: l’ente di diritto pubblico che sarebbe posto a capo dell’amministrazione del Parco Agricolo Sud Milano non solo determinerebbe, secondo il consigliere Pantaleo, un allontanamento delle istituzioni dal territorio, ma il meccanismo stesso di elezione dell’organico amministrativo previsto dal decreto di legge regionale potrebbe causare una situazione tale per cui uno dei tre “grandi elettori”, ovvero Regione Lombardia, Città Metropolitana e Comune di Milano, potrebbe non aggiudicarsi nessun seggio – e la posizione più debole in questo scenario è proprio quella del Comune.

A questo si aggiunge la questione dei finanziamenti: il vicepresidente del Parco Agricolo Sud Milano Pantaleo afferma che il Parco sopravvive, attualmente, con 1.5 milioni di euro all’anno; eppure, data la sua estensione, la necessità di assunzione di personale e la presenza di numerose criticità che vanno risolte, il budget annuale ideale sarebbe di 5 milioni. La nuova proposta di legge regionale andrebbe ad istituire un nuovo regime di finanziamento che vedrebbe i Comuni del Parco Agricolo Sud Milano più coinvolti; in quest’ottica è difficile concepire anche solo l’idea di riuscire a raccogliere finanziamenti tali da arrivare al livello di 5 milioni di euro all’anno.

Date le premesse, ora tocca a voi, Miei Carissimi Milanesi: seguite con attenzione il confronto e traetene delle conclusioni. L’unica cosa certa è che le due parti non sembrano disposte a smuoversi dalle proprie posizioni, e il centrosinistra ha già annunciato la volontà di portare emendamenti, o addirittura un testo alternativo, in Giunta Regionale, quando questa si riunirà per la discussione della proposta il prossimo 28 luglio.

Per quest’oggi è tutto, ma siamo sicuri che la questione troverà ancora spazio all’interno dei nostri studi: come si suol dire, la “saga” continua. Così come continuano anche le nostre trasmissioni: non dimenticate di seguirci in diretta su Twitch, Facebook, YouTube o su questo sito ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle 18 alle 20.

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