Miei Odiatissimi CPR – i buchi neri di CILD

Miei Carissimi Milanesi,
negli ultimi anni un tema che ricorre frequentemente nel panorama dei media nazionali e internazionali è il problema dell’immigrazione.
Ma avete mai sentito parlare dei Centri di permanenza per i rimpatri? Cosa sono, a cosa servono? E, soprattutto, vi siete mai chiesti cosa succede all’interno di questi centri?
Le domande e i dubbi al riguardo sono molti e dare una risposta non è affatto facile vista la scarsa quantità di informazioni, spesso veicolate in modo non corretto o incompleto.
Oggi con noi, a fare un pò di chiarezza riguardo la situazione degli “ospiti” del Centro di permanenza di Via Corelli a Milano, Federica Borlizzi, della Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili.

Ma chi effettivamente può finire in un Centro di permanenza?

La detenzione amministrativa viene anche definita detenzione senza reato, perché, come sostiene Federica Borlizzi, viene colpito dalla detenzione amministrativa non chi ha commesso un reato ma chi ha violato una norma amministrativa riguardante l’ingresso e il soggiorno nel territorio dello Stato.

Dunque, se un cittadino straniero arriva irregolarmente in Italia, privo dei requisiti utili per l’ottenimento della protezione internazionale, potrebbe essere trattenuto nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr).

“Ormai da diversi anni la società civile è un osservatore importante sulla detenzione amministrativa e nel nostro rapporto di 300 pagine abbiamo introdotto il termine buchi neri, perché è stata la prima immagine che abbiamo affiancato al tema della detenzione amministrativa e a questi centri, che sono luoghi opachi, impenetrabili, sono luoghi di violazione dei diritti fondamentali di chi vi è trattenuto”

Federica Borlizzi

Diversamente dal carcere, non si hanno dati pubblici sui Cpr e questa assenza di dati causa ovviamente dei problemi di trasparenza sulla gestione di questi posti.
Infatti, a causa di una normativa viene impedito l’ingresso all’interno dei Cpr alla società civile e ai giornalisti. Gli unici che possono accedere senza autorizzazione e in maniera tempestiva sono i parlamentari della Repubblica, quelli europei e, dal 2016, anche il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale.

“Le poche volte che i trattenuti riescono a fare trapelare qualche immagine e qualche video rimaniamo davvero scioccati da quello che vediamo, rispetto la qualità del cibo, alle condizioni di trattenimento, per non parlare dei ragazzi in crisi epilettica lasciati sul pavimento”.

Federica Borlizzi

Insomma, per citare le parole di un ex trattenuto che ha vissuto anche l’esperienza del carcere: “Il Cpr è un luogo peggiore addirittura del carcere per chi ci finisce dentro. La condizione che ho vissuto è stata di privazione della dignità umana”.

Miei Carissimi Milanesi, il caso di Via Corelli a Milano e degli altri nove Centri di permanenza sparsi per l’Italia sono l’ennesima prova di quanto fornire una giusta informazione sia importante.
Quindi vi incoraggio a non essere pigri e andare a visitare il sito buchineri.cild.eu poiché è una perfetta testimonianza che permette a tutti di comprendere quella che è la detenzione amministrativa, grazie l’utilizzo di interviste degli addetti ai lavori e di ex-trattenuti.


Grazie per averci seguito anche questa sera, vi diamo appuntamento venerdì, in occasione della Giornata Mondiale delle Donne e Ragazze nella Scienza, sempre alle 19:30 in diretta su https://www.milanoallnews.it/diretta/.
Riguarda le vecchie puntate cliccando qui.

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