Miei carissimi fuorisede

Miei carissimi Milanesi,
il 19% di coloro che decidono di lasciare la propria città per studiare arrivano proprio in Lombardia e Milano è una delle mete più gettonate: sono 65.000 gli studenti fuorisede nelle università della nostra città.

Ma come Milano dà, Milano toglie: si stima che un fuorisede a Milano spenda circa 15.000 euro l’anno, tra casa, tasse universitarie e altre spese. Questa situazione è dovuta anche alla mancanza di posti in studentati pubblici che coprono solo il 15% della richiesta.

Ne parliamo oggi con Chiara Azzolin e Andrea Bertocchi di Studenti Indipendenti Statale.

Trovare una casa

Il primo scoglio che un fuorisede incontra quando si trasferisce a Milano è sicuramente la ricerca di un alloggio. Alcuni studenti impiegano fino a otto mesi per trovare casa sia per i prezzi insostenibili, sia per i contratti spesso in nero o con condizioni inaccettabili. L’unico modo per sistemarsi facilmente è avere dei contatti, ma questa strada non è praticabile da tutti, sopratutto non dagli studenti che vengono da lontano.

I prezzi delle case variano a seconda della zona, ma secondo Udu (Unione degli universitari) il prezzo medio è di 350 euro per una doppia e 580 euro per una singola. A questi dobbiamo aggiungere le tasse universitarie e il prezzo dei libri, il cibo e i trasporti che non offrono particolari agevolazioni per gli studenti. Questi costi possono diventare insostenibili soprattutto per famiglie che devono sostenere il percorso universitario di più figli.

Milano e i fuorisede

Davanti a un numero così elevato di fuorisede è lecito chiedersi: perché Milano? Forse perché la si immagina come una terra di opportunità e lavoro, ancora prima che come città universitaria, una sorta di New York tutta nostrana.

Eppure Milano riserva tante sorprese anche in negativo: è la città dello stress e soprattutto della competizione che gli studenti universitari sentono particolarmente forte, in un ambiente poco accogliente e inclusivo come è invece quello di altre città universitarie.

Questo pesa sulle spalle degli studenti, soprattutto quelli che, arrivando da altre zone d’Italia, si sentono già spaesati e soli in una città grande dove più che una persona ci si sente come un numero. La pandemia ha giocato un ruolo importante su questo disagio diminuendo i momenti di incontro e le possibilità di occupare spazi dentro e fuori l’università.

Città delle opportunità sì, se si ha un certo supporto economico alle spalle.

– Chiara Azzolin

La socialità quindi è fondamentale, ma ha un costo che può essere proibitivo per chi già deve sostenere le altre spese che la città impone. Per questo Studenti Indipendenti si impegna per creare spazi di socialità alternativa con feste a cui accedere a basso costo, assemble, corsi peer-to-peer e gruppi di studio.

Socialità vuol dire avere dei luoghi e degli spazi che siano dedicati all’incontro e all’ascolto […] non ci sono solo le birrette con gli amici, ci sono anche assemblee e momenti di ritrovo più politici in cui si cerca di costruire qualcosa insieme. Vogliamo che la socalità sia a basso costo, che sia accessibile a tutte e tutti e in un luogo sicuro.

– Chiara Azzolin

Grazie per averci seguito anche questa sera, vi diamo appuntamento a venerdì, sempre alle 19:30, con la sesta puntata dello speciale Milano-Ucraina. Potete seguire la diretta al seguente link: https://www.milanoallnews.it/category/miei-carissimi-milanesi/.

Se volete recuperare le vecchie puntate, invece, potete trovarle qui.

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