Miei carissimi… Fridays For Future

Miei Carissimi Milanesi,

venerdì 23 settembre si terrà l’undicesimo sciopero globale per il clima. Una data importante, che si colloca a una settimana esatta dalla tragica alluvione delle Marche e a due giorni di distanza dalle elezioni politiche.

Nella puntata di oggi, Fabio Ranfi, accompagnato da Martina Comparelli e Lorenzo Barili di Fridays for Future Milano, mette ordine ai pezzetti di informazioni che tutti noi abbiamo recepito da fonti, spesso anche fondamentalmente diverse tra loro, che cercano di adattare la narrazione sulla crisi climatica alle proprie esigenze, politiche ed economiche.

Fridays for Future è un movimento di giovani attivisti, ma non è l’unico – ricordiamo, ancora una volta, le azioni di disturbo degli attivisti di Extinction Rebellion e Scientist Rebellion al Gastech di due settimane fa – e, soprattutto, il fatto che sia costituito principalmente da giovani non deve essere considerato a detrimento delle sue battaglie.

Non è un caso, infatti, che le posizioni dei gruppi attivisti sullo stato emergenziale del clima siano ormai condivise, perlopiù all’unanimità, dalla comunità scientifica; negare la crisi climatica è ormai sinonimo di negare l’evidenza, soprattutto perché ormai sono stati raccolti molti dati, e tutti puntano alla stessa risposta.

Contrariamente a quello che un’esigua minoranza di esperti continua a sostenere, quella che stiamo vivendo non è una nuova fase del ciclo delle ere glaciali che ha caratterizzato il nostro pianeta da tempo immemore. Ne La Grande accelerazione, Mc Neill ed Engelke parlano proprio della velocità con cui i cambiamenti climatici che stiamo vivendo hanno preso piede, e propongono di fare iniziare una nuova era geologica, l’Antropocene, proprio in corrispondenza dell’aumento smisurato della produzione, e relativo consumo, di energia a livello globale.

Questa era geologica potrebbe essere non solo la più breve, ma anche l’ultima: ci troviamo, infatti, a dover affrontare, entro il limite di un decennio, una crisi che ha causato cambiamenti negli equilibri creati nel corso dei 542 milioni di anni di vita del pianeta dalla comparsa degli organismi pluricellulari – e questo genera, soprattutto nei giovani che si vedono privati di un futuro, molta ansia.

La lotta per il clima è una lotta generazionale, non solo perché i cosiddetti “boomer” – o meglio, le grandi corporazioni multinazionali che sono state create a partire dagli anni Cinquantahanno sfruttato le risorse della Terra senza preoccuparsi del futuro; ma anche perché, per lungo tempo, la realtà sulla crisi climatica è stata tenuta nascosta mediante operazioni economiche e politiche.

Tra queste, la più grave, e forse anche paradossale, è che i primi studi sul clima e addirittura alcuni degli indicatori utilizzati ancora oggi per descrivere la situazione, come l’impronta ecologica, sono stati commissionati proprio dalle multinazionali del petrolio, con il beneplacito dei governi.

D’altronde, si sa, è difficile cambiare le proprie abitudini di vita, e rinunciare ai privilegi che si considerano come elementi costituenti della quotidianità, soprattutto quando i problemi sono solamente delineati all’orizzonte, troppo lontani per preoccuparsene. Eppure, la crisi climatica è strettamente connessa ai tempi geologici: i dieci anni che abbiamo per iniziare a combattere seriamente per il clima sono meno di un secondo, comparati ai 542 milioni di anni di esistenza del pianeta.

Miei Carissimi Milanesi, venerdì 23 settembre si scenderà in piazza per manifestare contro la pratica di piegare la narrazione sul clima al volere dei potenti e dei potentati, e contro quella parte della classe politica che, dopo tutto quello che è successo quest’estate, continua a negare o a sminuire il problema della crisi climatica.

E contemporaneamente, si richiederà a gran voce l’adozione di misure a breve e lungo termine per iniziare a fare qualcosa di concreto per il clima, come previsto dagli Accordi di Parigi del 2015, che ormai fin troppi firmatari hanno relegato nel dimenticatoio.

L’appuntamento è per venerdì, alle ore 9:30 e alle 18, in piazza Cairoli: si lotterà per il clima, per il trasporto pubblico, e per la scuola.

di Andrea Bonfiglio

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