Miei carissimi attivisti antimafia

Miei carissimi Milanesi,
questa domenica, 22 maggio, Libera organizza la terza edizione il torneo “Sulle nostre gambe“, una sfida di calcio a cinque, basket e beach-volley per ricordare la strage di Capaci (per iscrivervi basta mandare una mail al seguente indirizzo: coord.liberamilano@gmail.com).

Questa giornata di memoria e sport sarà un’occasione di incontro e confronto tra i volontari di Libera, i cittadini, gli studenti e i rappresentanti delle istituzioni. Saranno presenti anche i minori parte del progetto di giustizia riparativa “Amunì” che grazie a Libera stanno intraprendendo un percorso che li porti a riscoprire l’importanza della legalità.

Il torneo sarà, ovviamente, anche un momento per ricordare le vittime innocenti uccise dalle mafie i cui nomi saranno riportati sulle magliette che i giocatori porteranno in campo.

Oggi sono con noi Silvia Spazzini e Cristina Cozzoli di Libera che ci parleranno di questo evento e di quanto sia importante l’attivismo antimafia.

Sulle nostre gambe: un torneo per ricordare

L’evento “Sulle nostre gambe” avrà luogo domenica 22 maggio a partire dalle ore 9.00 al centro sportivo Playmore in via della Moscova 26. All’inizio la dottoressa Alessandra Dolci, coordinatrice della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano offrirà una riflessione sulle stragi del 1992. Il torneo, poi, si protrarrà fino al pomeriggio con le premiazioni delle squadre vincitrici e un rinfresco gentilmente offerto a tutti i partecipanti.

Per conoscere tutte le iniziative proposte da Libera potete seguire le loro pagine social: @libera_milano e @presidioleagarofalo_milano.

Libera, un’associazione di antimafia sociale

L’evento di questa domenica è organizzato da Libera, una rete di associazioni, cooperative sociali, movimenti e gruppi, scuole, sindacati, coinvolti in un impegno che, come afferma il loro sito, non è solo “contro” le mafie e la corruzione, ma è anche “per“: «per la giustizia sociale, per la ricerca di verità, per la tutela dei diritti, per una politica trasparente, per una legalità democratica fondata sull’uguaglianza, per una memoria viva e condivisa, per una cittadinanza all’altezza dello spirito e delle speranze della Costituzione».

Uno dei principi etici e pratici su cui si basa Libera, infatti, è proprio la propositività, la capacità di seguire un progetto concreto attraverso il sostegno alle associazioni che già agiscono sul territorio. Da questo impegno è nato il progetto Amunì, che a Milano si declina come progetto Andemm, e che si rivolge a ragazzi che sono inseriti in un percorso di messa alla prova.

9.53 citazione

Lea Garofalo, la mafia colpisce anche a Milano

Nonostante la nostra città sia ormai tristemente nota come la capitale della mafia, si fatica a collegare l’immagine che abbiamo di Milano con questo fenomeno. Fino a una decina di anni fa, infatti, pensavamo di esserne praticamente immuni, di avere dei forti anticorpi pronti a proteggerci dalla piaga mafiosa.

Ma non è così, è stato un evento tragico ad aprirci gli occhi: l’omicidio di Lea Garofalo, arrivata a Milano appena diciasettenne, insieme al compagno Carlo Cosco, per sfuggire alla famiglia ‘ndranghetista in cui era nata e all’ambiente di Petilia Policastro. A Milano, però, Carlo Cosco entra a far parte dei circoli della ‘ndrangheta milanese.

Con la nascita della figlia Denise, Lea decide di cambiare radicalmente le cose e diventa testimone di giustizia. Proprio per questo il suo ormai ex-compagno la ucciderà, stragolandola in un appartamento in Corso Sempione, il 24 novembre 2009.

L’evento crea una nuova consapevolezza nella cittadinanza: non solo la mafia esiste a Milano, usa anche gli stessi metodi per uccidere che la hanno resa temibile nelle altre parti d’Italia. Così si costituisce il presidio Lea Garofalo di Libera Milano con l’intenzione di partecipare al processo per l’omicidio di Lea e stare vicino alla figlia Denise. Oggi questo presidio organizza discussioni e iniziative legate a tematiche come memoria, impegno, antimafia, legalità e cittadinanza attiva.

A Lea Garofalo è anche dedicato il Giardino Comunitario Lea Garofalo, costruito proprio su quel numero 6 di via Montello che la ‘ndrangheta per anni aveva usato per nascondere armi e droghe e per sparatorie e regolamento di conti.

Grazie per aver seguito questa puntata di Miei Carissimi Milanesi. Vi diamo appuntamento a lunedì a partire dalle 19:30, al seguente link: https://www.milanoallnews.it/diretta/.

Se volete recuperare le puntate che vi siete persi invece potete trovarle qui.

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