Mia carissima giustizia

Miei carissimi milanesi,
il 12 giugno saremo chiamati a votare per un referendum sulla giustizia composto da cinque quesiti abrogativi. I quesiti, però, sono piuttosto complessi per chi non studia legge e questo potrebbe diventare un ostacolo piuttosto significativo per uno strumento democratico importante come il referendum.

Il rischio più grande è l’astensionismo: l’incomprensione potrebbe portare a un generale scoraggiamento e a una diserzione di massa rispetto all’esercizio di un diritto fondamentale. L’affluenza alle urne sarà importante anche perché, per passare, il referendum dovrà raggiungere il quorum: dovrà recarsi alle urne almeno la metà degli aventi diritto al voto più uno.

Per arrivare preparati al 12 giugno, avendo compreso meglio le ragioni del sì e del no, abbiamo invitato nel nostro studio Lorenzo Nicolò Mezza e Issa Tallawi.

Primo quesito

Abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi

Il primo quesito del referendum di domenica riguarda la cosiddetta legge Severino secondo cui sono incandidabili tutti coloro che vengono condannati. Questa legge prevede anche che i politici in carica, i senatori come i consiglieri comunali vengano espulsi o decadano in modo automatico qualora fosse emessa verso di loro una sentenza di condanna. Per i politici degli enti locali questo accade anche in caso di sentenza non definitiva.

Il referendum chiede di abrogare questa legge e di lasciare che sia un giudice, caso per caso, a valutare i politici che vogliono candidarsi o che ricoprono già una carica.

Secondo quesito

Limitazione delle misure cautelari: abrogazione dell’ultimo inciso dell’art. 274, comma 1, lettera c), codice di procedura penale, in materia di misure cautelari e, segnatamente, di esigenze cautelari, nel processo penale

Il secondo quesito si occupa di detenzione come misura cautelare e chiede di “cancellare” una parte del codice di procedura penale. Oggi, prima di una sentenza definitiva, l’imputato può essere detenuto qualora sussista il rischio di fuga, inquinamento delle prove o reiterazione del reato.

Il referendum chiede di abrogare quest’ultima possibilità salvo nel caso di reati gravi, come l’associazione mafiosa.

Terzo quesito

Separazione delle funzioni dei magistrati. Abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati

Il terzo quesito riguarda la separazione delle carriere dei magistrati. Un magitrato può esercitare infatti la professione di pubblico ministero o di giudice e può decidere di cambiare ruolo – passando quindi da una carriera all’altra – fino a quattro volte cambiando regione.

Votando sì al referendum questo passaggio non sarà più possibile e le due carriere risulteranno, di fatto, completamente separate.

Quarto quesito

Partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari. Abrogazione di norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte

Per passaggi di livello e avanzamenti di carriera i magistrati vengono valutati dai consigli giudiziari a cui partecipano magistrati, avvocati e professori universitari. Quando si arriva al voto, però, i membri laici – professori e avvocati – non possono votare; il referendum, invece, introdurrebbe questa possibilità.

Quinto quesito

Abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura

Il quinto quesito riguarda la candidatura al Consiglio Superiore della Magistratura: i magistrati devono presentare almeno 25 firme per potersi candidare. Il referendum andrebbe a eliminare questo obbligo: non serviranno firme per candidarsi così che anche un giuduce indipendente possa farlo senza rifarsi alle “correnti”.

Come votare al referendum sulla giustizia

Il referendum sulla giustizia si terrà questa domenica, 12 giugno; le urne saranno aperte dalle 7:00 alle 23:00. Per votare basterà apporre una x sul sì o sul no nelle cinque schede contenenti i cinque quesiti.

Grazie per averci seguito anche stasera, Miei Carissimi Milanesi torna venerdì con una nuova puntata dello speciale Milano-Ucraina, sempre alle 19:30, in diretta al seguente link: https://www.milanoallnews.it/diretta/.

Se volete recuperare le vecchie puntate potete trovarle qui.

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