Mia carissima alternanza scuola-lavoro

Miei carissimi Milanesi,
l’alternanza scuola-lavoro, o PCTO, è ormai un tema caldo. Le manifestazioni degli studenti e le occupazioni dei licei l’hanno portata al centro del dibattito pubblico. Ma l’alternanza è un tema complesso perché varia molto a seconda di come la si svolge e dell’indirizzo dei propri studi.

Un recente studio di Skuola.net ha preso in considerazione l’esperienza di 2.500 studenti che hanno svolto l’alternanza scuola-lavoro durante il periodo pandemico: solo il 37% si è detto soddisfatto delle attività svolte.

Sono anche i professori a essere scettici: di recente 48 docenti del liceo classico Berchet di Milano hanno diffuso una lettera con cui «chiediamo al Ministro competente di attivarsi per un’immediata e definitiva abolizione dell’obbligo di PCTO».

Per fare il punto sull’alternanza scuola-lavoro e in generale sulla situazione della scuola nel periodo post-pandemia, sono con noi i professori Giacomo Negri e Fabio Gallarati.

Pandemia e scuola, un quadro desolante

La scuola è stata radicalmente cambiata dalla pandemia e non è stato un cambiamento in meglio. Il Covid-19, anzi, ha messo in evidenza alcune delle falle strutturali della scuola, come hanno testimoniato le moltissime occupazioni che hanno avuto luogo nella nostra città.

Gli studenti, notano i professori, hanno preso consapevolezza di ciò che la pandemia gli stava negando perché, anche se spesso non lo riconosciamo, provano un forte interesse verso la propria formazione.

Inizialmente, vivere la scuola in modo completamente diverso da quello tradizionale ha entusiasmato studenti e docenti, ma piano piano si è scivolati verso un baratro di demotivazione. I ragazzi si trovano in netto ritardo con le richieste delle istituzioni, non riescono a recuperare e i docenti si sentono come se li stessero perdendo.

Davanti alla completa distruzione della routine scolastica e della socialità a essa connessa, gli studenti si sono mobilitati per chiedere maggiore investimenti nella scuola, revisione del sistema di valutazione, ma soprattutto rivoluzione (o addirittura abolizione) dell’altarnenza scuola-lavoro.

Lo studio di Skuola.net sull’alternanza scuola-lavoro

Lo studio di Skuola.net ha portato a interessanti riflessioni sui possibili fattori di apprezzamento dei PCTO. La ricerca è stata condotta poco prima che cadessero le restrizioni e dà quindi un quadro piuttosto accurato dell’esperienza di alternanza svolta da molti ragazzi in pandemia.

Durante la pandemia il 56% degli studenti ha dovuto seguire corsi teorici per certificare le ore di alternanza, mentre il 24% ha dovuto accontentarsi di simulazioni di pratica aziendale. Solo il 20% degli studenti ha potuto veramente inserirsi in realtà lavorative. Il gradimento dell’esperienza però è dipeso molto da questo fattore, se infatti globalmente solo il 37% degli intervistati si è detto soddisfatto, tra coloro che hanno “messo le mani in pasta” questa percentuale sale al 66%.

Inoltre, il 67% di chi si è detto soddisfatto dall’eserienza è stato coinvolto attivamente nelle mansioni più importanti del processo lavorativo, ovviamente dopo una adeguata formazione che è stata impartita al 72% degli studenti.

Altri fattori importanti sono la presenza di un tutor e la coerenza con il percorso di studi. Tra i soddisfatti 9 studenti su 10 avevano fatto esperienze in accordo con il proprio percorso di studio o i loro interessi e 6 su 10 erano stati seguiti da un tutor durante tutta la durata del proprio percorso.

PCTO: linee guida, problemi e progettualità

Ci sono delle linee guida. C’è il riferimento a una delibera del consiglio europeo del 2018 a cui dovrebbero aderire i percorsi per le competenze trasversali e orientamento. C’è un progetto molto ambizioso che è quello di aderire all’agenda 2030. Il progetto è quello di creare delle generazioni adulte in grado di fare scelte di autovalutazione trovando uno spazio e un ruolo nella società e tenendo conto di un futuro sostenibile. Ci sono già tutte le carte per farlo funzionare, ma questo viene vissuto come un impiccio da insegnanti e studenti

– Fabio Gallarati

L’alternanza scuola-lavoro potrebbe essere, in teoria, un’enorme opportunità, eppure non è sempre così. I problemi sono molteplici, ma il più pressante è la mancanza di un contatto tra linee guida e realtà: gli istituti sono spesso lasciati soli e la responsabilità di organizzare i PCTO ricade sulle spalle dei docenti, già oberati di lavoro, o sugli studenti, che devono affidarsi a contatti personali per trovare un posto.

L’obiettivo dell’alternanza dovrebbe essere offrire attività lavorative di livello e conformi alle inclinazioni degli studenti, ma questo necessita una seria progettazione che non può essere garantita dai fondi di cui dispone la scuola in questo momento.

Il problema è che è inutile mandarli [gli studenti] a fare mere esecuzioni. A cosa può servire il PCTO? A collegare il mondo della scuola con il mondo del lavoro, anche nel senso dei diritti che si hanno sul posto di lavoro che agli studenti sono completamente sconosciuti.

– Giacomo Negri

«La scuola non è, e non può diventare, un’agenzia di collocamento per attività interinali, o per la produzione in serie di “pezzi di ricambio” aziendali» hanno lamentato i 48 professori del liceo classico Berchet di Milano nel loro appello al ministo Bianchi.

Ed effettivamente è così: l’obiettivo dell’alternanza non è creare manovalanza, ma permettere agli studenti di sviluppare competenze di cittadinanza, relazione, comunicazione. Solo questo permetterà loro di ottenere una capacità fondamentale nel nostro mondo di continuo progresso tecnologico: la capacità di aggiornarsi continuamente.

Questa almeno è la teoria.

Grazie per aver seguito questa puntata di Miei Carissimi Milanesi. Vi diamo appuntamento a venerdì per la sesta puntata dello speciale Milano-Ucraina che potrete seguire, a partire dalle 19:30, al seguente link: https://www.milanoallnews.it/diretta/.

Se volete recupere le puntate che vi siete persi invece potete trovarle qui.

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