Le Biblioteche Comunali non si dimenticano delle Periferie

La biblioteca Sormani è un luogo magico. Questa è la frase di apertura di questa nuova puntata di Focus Periferie, nella quale ospitiamo Giuseppina Sansica, responsabile della biblioteca centrale di Milano, ebbene la Sormani. Le biblioteche comunali di Milano rappresentano, come in passato, ancora oggi un luogo unico e magico, dove accedere all’informazione e ampliare i propri orizzonti. Insieme formano il cosiddetto Sistema Bibliotecario di Milano (SBM), «una rete ed infrastruttura della pubblica lettura», al centro della quale si trova la Sormani, con attorno «diversi punti di accesso». Approfondiamo dunque come è composto il sistema bibliotecario e come funziona, con un particolare focus sulle rionali, le biblioteche comunali che si trovano nei numerosi quartieri e nelle periferie di Milano.

Un servizio gratuito per tutti e di tutti

Il Sistema Bibliotecario di Milano si divide in tre parti costitutive: la biblioteca centrale Sormani, le 24 rionali e un bibliobus. 22 delle biblioteche rionali si trovano nei quartieri periferici di Milano, dando la possibilità in modo capillare ai cittadini di tutta la città di accedere alla lettura. Il bibliobus rappresenta inoltre una biblioteca itinerante che ogni giorno si sposta in una piazza diversa, creando nuovi punti di distribuzione e occasione di incontro con il libro. Per trovare la biblioteca più vicina a sé o scoprire le fermate del bibliobus, si può consultare una mappa messa a disposizione dal sito web del SBM. «I servizi [delle biblioteche comunali] sono gratuiti, per tutti e di tutti», spiega Giuseppina Sansica. Per usufruire di tali servizi occorre solamente iscriversi al sistema, da qualsiasi sede oppure direttamente online. «Negli ultimi anni si può usufruire di alcuni servizi anche da remoto», sottolinea Sansica. Soprattutto in seguito all’emergenza sanitaria, il Sistema Bibliotecario Urbano di Milano ha dovuto adattarsi, ampliando i propri servizi nell’ambito del digitale, per esempio creando una newsletter che funge da mezzo diretto per le comunicazioni da parte delle biblioteche. I servizi tradizionali comunque rimangono gli stessi, ovvero l’accesso alle sale di lettura, il prestito di libri e il suo rinnovo. Dal 2020, per essere sempre più vicini ai cittadini e andare verso la città a 15 min, è stata sottoscritta una forma di collaborazione con 30 edicole e 7 librerie indipendenti che operano sul territorio milanese. Questo per allargare la rete di lettura del sistema e dunque aumentare le sedi di ritiro di libri prenotati precedentemente dal catalogo online.

Un mondo che si espande verso le periferie

Negli ultimi tempi, la rete di lettura milanese si è estesa ancora di più. Oltre alle biblioteche comunali, circa 20 biblioteche di condominio e 21 associazioni e parrocchie operano sul territorio, offrendo servizi di prestito e accesso ai libri. Le biblioteche di condominio nascono in via Rembrandt al civico 12, grazie a Roberto Chiappella, come nuovo luogo di aggregazione che crea relazioni e coesione sociale. «La biblioteca, infatti, non è solamente un presidio culturale, ma diventa un elemento di riferimento territoriale dove chiunque si può appoggiare», sottolinea Walter Cherubini, presidente Consulta Periferie Milano. Tantissime realtà associative promuovono dunque collaborazioni con le diverse biblioteche del territorio. «Cittadini, associati o meno, diventano pertanto dei veri e propri promotori culturali e sono di supporto alla realtà della biblioteca», spiega Cherubini.

Le biblioteche a 360 gradi diventano biblioteche sociali

I servizi delle biblioteche si rivolgono a tutti: a bambini, ragazzi, adulti e anziani, insomma a cittadini di tutte le età. Tutti possono entrare in biblioteca e usufruire dei suoi servizi, essendo appunto aperta a 360 gradi. Circa 85.158 erano gli utenti iscritti e attivi nel 2019 che hanno prestato almeno un libro nel corso dell’anno. Questo numero poi aumenta significativamente considerando anche i frequentatori regolari delle biblioteche. Oggi, racconta Giuseppina Sansica, «la biblioteca è diventata una biblioteca sociale, che presta molta attenzione alla coesione sociale, al dialogo e all’inclusività attraverso diverse iniziative che creano confronto tra generazioni e utenti diversi». Tra queste iniziative si citano le collaborazioni con le biblioteche di condominio, le quali vengono sostenute e accompagnate dalle biblioteche comunali circa la loro creazione e la formazione dei nuovi bibliotecari di condominio. Il progetto “Biblioteche in Rete a San Vittore” consiste, invece, in una rete per le biblioteche del carcere San Vittore che offre attività di promozione della lettura per i detenuti. «Queste iniziative dimostrano come la biblioteca si impegna anche fuori dalle proprie mura per andare incontro a pubblici diversi» e richieste diverse del territorio, sottolinea Sansica. Anche se, con l’avvento del digitale, potrebbe sembrare che la rilevanza delle biblioteche stia venendo meno, non è così. Come abbiamo visto la realtà della biblioteca evolve nel tempo, si rinnova e si riinventa e non potrà mai essere estinta.

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