Focus Periferie – Speciale Vigentino

Il Vigentino è l’Antico Comune autonomo che oggi costituisce la punta meridionale della città, appartiene alla zona del Municipio 5 ed è noto per l’importante asse ferroviario via Ripamonti, sulla cui direttrice troviamo le frazioni di Selvanesco, Macconago e Quintosole, rimaste ancora immerse nel verde del Parco Agricolo Sud.

Il Vigentino entra a far parte del Comune di Milano il 14 dicembre 1923 accompagnato da un’agiata condizione economica derivante dal settore agricolo, che ha costituito per lungo tempo l’attività principale del quartiere.
Infatti, è solo dal XX secolo che il Vigentino inizia a interessarsi allo sviluppo edilizio, spinto soprattutto da una crescita demografica, che nel 1923 conta 2.000 abitanti (più del doppio del secolo precedente). Nel primo decennio del nuovo secolo viene costruito il primo complesso residenziale pubblico di Milano, lo IACP Ripamonti, dedicato all’accoglienza delle famiglie a basso reddito, di cui viene demolito un intero blocco abitativo a causa dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e infine, a partire dagli anni 2000, Aler inizia un processo di vendita degli appartamenti portando così a una riqualificazione del condominio.
L’ex consigliere di zona Amedeo Iacovella ci conferma che oggi il quartiere raggiunge i 123.000 abitanti, dislocati su un territorio piuttosto ampio, che conserva ancora nell’inglobato borgo Macconago un carattere rurale e il secondo castello medievale di Milano, dopo quello Sforzesco.

Un altro tesoro di arte e storia del Vigentino colpito dalla Damnatio memoriae è la Chiesa di Santa Maria Assunta: un gioiello barocco che, dopo una serie di trasformazioni, conserva ancora oggi importanti cicli di affreschi attribuiti alla scuola del Cerano. La chiesa in Via dell’Assunta è luogo di culto e nucleo di riferimento della zona dell’allora centro del Vigentino. Oggi purtroppo il quartiere soffre della mancanza di luoghi di aggregazione: non ha un centro né un punto di incontro per coltivare la socialità tra le persone ed è così che, come racconta l’ex consigliere di zona, si è deciso di recuperare alcuni luoghi della zona per renderli fruibili e soprattutto vivibili dai cittadini.

Oggi gruppi di cittadini volontari prestano particolare attenzione anche alla pulizia delle strade, che analogamente ai concittadini delle generazioni precedenti, espongono sui raccoglirifiuti cartelli con la scritta: «Questa non è una discarica, prendiamoci cura dell’ambiente».
Prendersi cura di un territorio significa anche conoscere la sua storia e perciò nasce l’idea di alcuni accademici di istituire un convegno che ricostruisca i tasselli fondamentali delle vicende storiche di un antico e indipendente Vigentino.

Se si guarda alla storia e ci si prende cura del territorio allora si pianifica anche un futuro, che nel caso del Vigentino ha in programma una riapertura delle attività commerciali sulla tratta del Ripamonti, implementate dalla costruzione di Smart City Lab: un incubatore dedicato alle imprese e alle start up che operano in ambito “Smart city”.
Infine, l’apertura di un grande studentato lungo Viale Isonzo permetterà di ospitare giovani universitari fuori sede e sicuramente darà un impulso molto più vivace al Vigentino.




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