Dear… White People

Miei Carissimi Milanesi,

in questa puntata il direttore Fabio Ranfi torna alle origini (letteralmente), trattando due tra i temi più sentiti e attuali che la nostra redazione è andata affrontando nel corso degli anni: scuola e periferie.

Le periferie, specialmente quelle delle grandi metropoli, sono realtà dinamiche, che si evolvono a un ritmo ben più serrato di quello del centro città; questo vale ancora di più per Milano, città che ha visto quartieri sorgere e cadere anche a seguito dell’avanzata delle periferie.

Uno dei fenomeni che ha interessato queste aree in tempi recenti è il white flight, ovvero la tendenza per le famiglie italiane di mandare i propri figli a studiare presso scuole private, o presso scuole pubbliche afferenti a bacini di utenza diversi da quelli di residenza, nel tentativo di sfuggire all’avanzata della presenza di bambini stranieri.

Ne parliamo con l’ospite in studio, Milena Piscozzo, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “Riccardo Massa” nel quartiere Gallaratese, una delle scuole secondaria di primo grado in cui è stato adottato con successo il metodo Montessori, tipicamente utilizzato nell’ambito delle scuole elementari.

Secondo l’esperienza come preside della professoressa Piscozzo, le scuole di periferia, così come le periferie stesse, devono essere ambienti dinamici; si sente spesso dire che i programmi scolastici italiani devono essere svecchiati, ed esperimenti in tal senso si compiono molto spesso proprio nelle scuole di periferia, dando in molti casi risultati oltremodo positivi.

Tuttavia, l’esperienza di Milena Piscozzo non si limita all’essere dirigente scolastico: la professoressa, infatti, è capogruppo della divisione dell’Osservatorio Nazionale Integrazione Alunni Stranieri e Intercultura che lavora sulla stretta relazione tra scuole e periferie.

Dalle rilevazioni del gruppo, e dall’esperienza maturata sul campo dei suoi membri, nasce il Manifesto delle Scuole delle Periferie Urbane, un documento aperto imperniato su dieci punti che vanno a delineare i punti di forza delle scuole di quartiere in periferia.

Le scuole di periferia sono ambienti effervescenti, e hanno portato grandi innovazioni nella storia italiana.

Milena Piscozzo

L’approccio multiculturale tipico delle realtà metropolitane, secondo l’intento dell’Osservatorio, deve evolversi in un approccio interculturale: un momento di creazione di spazi condivisi in cui vi è arricchimento reciproco, mediante l’interazione con “l’altro”, con la realtà al di fuori delle mura domestiche, dai confini della città o dell’Italia. Perché, che lo si voglia o meno, la realtà in cui viviamo è fortemente globalizzata, non solo a livello economico, ma anche sociale e culturale.

L’accettazione di entrambe le facce di questa medaglia permette la creazione di una contro-narrazione che va ad opporsi alla tendenza di descrivere la realtà secondo un rigido incasellamento, che spesso porta all’accoppiata “scuola di periferia” e “ambiente pericoloso”. In ambiti educativi aperti alle esigenze di tutti gli alunni che li frequentano, infatti, diminuiscono sensibilmente le tendenze violente e distruttive frutto del fallimento ad integrarsi, spesso a causa dell’auto-segregazione dei giovani di etnia diversa e preponderante.

Questo concetto è riassunto perfettamente dalle parole della professoressa Piscozzo, in particolare con l’espressione “creare uomini e donne di pace“; accettazione, interazione, integrazione e plurilinguismo sono le parole d’ordine alla base del successo di realtà come l’Istituto Comprensivo “Riccardo Massa”, un successo determinato anche dalla collaborazione con altre realtà e con le istituzioni.

Non è raro, infatti, che nei quartieri periferici le scuole diventino spazi di opportunità, di aggregazione giovanile al di fuori degli orari di lezione, mediante attività come il dopo scuola, gestite anche da enti diversi dalla scuola stessa.

Ancora più significativamente, all’interno del Manifesto si può notare come due dei punti cardine siano proprio “ente locale” e “rete nazionale”, per sottolineare l’importanza della comunicazione tra i diversi livelli amministrativi e la volontà di portare avanti l’ambizioso progetto dell’Osservatorio in un numero sempre maggiore di città italiane.

Miei Carissimi Milanesi, se siamo riusciti a stuzzicare la vostra curiosità o voglia di apprendimento leggendo fin qui, non perdetevi questa puntata della rubrica e sentite con le vostre orecchie una delle testimonianze – forse – tra le più importanti per la società in cui viviamo. Una storia di sudore e fatica, ma anche di successo; una storia che racconta la creazione di bellezza e la valorizzazione delle relazioni umane; una storia che, molto probabilmente, si sta svolgendo nella scuola dietro l’angolo, e che, forse, in molti si stanno perdendo a causa di pregiudizi. Noi, intanto, ne aspettiamo gli sviluppi, e chissà, magati anche il gran finale – rigorosamente a lieto fine – magari proprio questo settembre.

La nostra rubrica tornerà, come ogni settimana, mercoledì – non mancate, però, per il consueto appuntamento con Focus Periferie, in programma domani alla stessa ora.

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