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1 Dicembre 2021
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UmaniLive0.2 – Infertilità, scegliere di adottare ed essere adottati

UmaniLive0.2 – Infertilità, scegliere di adottare ed essere adottati

ospiti

Nella seconda puntata di “Ma che razza di Umani” affrontiamo il tema della adozione da un doppio punto di vista: di chi adotta e di chi è invece adottato. Maurizio non può avere figli e sceglie di adottarne uno. Manuel, al contrario, è un ragazzo adottato che aiuta persone adottate tramite la sua associazione. Insieme ci aiutano a comprendere meglio sentimenti e meccanismi legati al tema.

Dalla parte del padre

Maurizio Vittadini è referente per il Nord Italia del Gruppo Svitati 47, una community di volontari molto attiva a vivace composta da persone con la Sindrome di Klinefelter e dai loro familiari. Il loro nome deriva dal codice identificativo che si utilizza, in medicina clinica, per definire questa patologia: 47 XXY. Un cromosoma in più che diventa un cromosoma di troppo. Anche se il nome del gruppo è auto-ironico, c’è poco da scherzare. Stiamo parlando di una patologia cronica con conseguenze spesso invalidanti. A causa della Klinefelter, infatti, Maurizio subisce addirittura una ischemia coronarica. E’ a questo punto che tocca il fondo. Riesce però a riemergere quando smette di pensare solo a sé stesso e mette il proprio dolore in comune con chi come lui è uno… svitato. A quel punto Maurizio ribalta tutto il mondo che lo circonda. Uno dei sintomi della Klinefelter è l’infertilità: Maurizio, insieme a sua moglie, sceglie allora di adottare un figlio, spingendosi fino in India. Il figlio conserva il suo vero nome, come sua radice identitaria, come rispetto, gesto d’amore.

Dalla parte del figlio

Manuel Bragonzi ha conosciuto la violenza da piccolo ed adesso aiuta i bambini invisibili come lui: ossia i bambini senza una famiglia. Aiutare gli altri per lui significa rinascere. Le nostre scelte, a volte, possono davvero cambiare il mondo che ci circonda. Manuel è il presidente di Anfad (Associazione Nazionale Figli Adottivi) che aiuta i ragazzi e i genitori che vivono esperienze di adozione, dando un sostegno sia materiale che psicologico. Manuel non è stato abbandonato da sua madre. Manuel è testimone diretto della morte di sua madre. Manuel scappa lontano, custodendo il segreto dei suoi orribili ricordi e il sogno di trasformarli in bellezza. E’ un sogno così forte e denso che solo un bambino può portare con sé. Si rifugia in un bosco del Cile, dove rimane a vivere da solo per tre anni. Lì i folletti buoni si prendono cura di lui, amorevolmente, per molto tempo, per tutto il tempo che gli è necessario. Alla fine, però, le tante ferite si trasformano, magicamente, in una nuova vita. Manuel viene adottato da una famiglia milanese e ricomincia tutto daccapo. La sua nuova necessità è, adesso, quella di restituire l’amore imparato dalla bellezza della natura agli altri bambini. La memoria è un legame indelebile e Manuel non lo rinnega. Il Manifesto di un adottivo di Angela Tucker, vuole sensibilizzare e cambiare punto di vista sul problema adozioni. Manuel si occupa di questo. Nei parametri per l’adozione, in Italia, dopo i tribunali e i servizi sociali, alla fine il vero protagonista è sempre e comunque il bambino. E’ lui che sceglie. La sua memoria è fondamentale. Anche per Manuel è così. Puoi chiamarlo Mànuel oppure Manuèl, per lui fa lo stesso. Non sarà certo un accento a modificare la sua straordinaria caparbietà.

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