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27 Febbraio 2021
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San Siro, il progetto di Aceti e Magistretti per salvarlo

San Siro, il progetto di Aceti e Magistretti per salvarlo

Circa cinque anni fa l’ingegnere Riccardo Aceti ha realizzato un progetto con i suoi studenti del Politecnico di Milano. Obiettivo primario della ricerca era analizzare le peculiarità che caratterizzano San Siro. In secondo luogo, lo studio serviva per festeggiare i novant’anni dello stadio, la cui prima edificazione è del 1926. La terza ragione della ricerca era la finale di Champions League tra Atletico Madrid e Real Madrid che avrebbe avuto come teatro proprio lo Stadio Meazza. Questo studio, quindi, sarebbe stato anche un modo per rendere San Siro più iconico agli occhi di tutto il mondo.

Oggi a tutte queste ragioni se ne è aggiunta un’altra, fondamentale: salvare San Siro dalla demolizione, dimostrando come la riqualifica dell’edificio sia possibile con un progetto adeguato.

Gli ingegneri Riccardo Aceti e Nicola Magistretti, ospiti della puntata di Good Morning Milano, hanno raccontato il loro progetto per la ristrutturazione di San Siro, partito proprio dalle ricerche di Aceti al Politecnico.

Nell’ambito dello studio sopracitato, è stata ipotizzata una forma di riuso parziale dello stadio partendo dal terzo anello, settore che oggi rimane in parte inutilizzato. In questo spazio, decostruendo delle porzioni di strutture prefabbricate, si possono effettuare lavori senza dover alterare la forma dello stadio.

Il punto focale dell’intervento proposto riguarda l’inserimento di una grande
galleria panoramica che sostituirebbe le campate del terzo anello esistente, utilizzato sempre meno negli ultimi anni. Questa nuova struttura si poggerebbe sulle torri già esistenti che permetterebbero, inoltre, l’accesso alla galleria stessa. L’idea è stata realizzata dall’ingegnere Aceti tenendo in considerazione la fruizione dei nuovi spazi commerciali, multimediali e museali sette giorni su sette.

Questo nuovo progetto di Aceti e Magistretti, inoltre, si inserisce nel contesto urbano e storico dello stadio senza stravolgerli. Per gli ingegneri è fondamentale conservare tutti quegli elementi caratteristici del Meazza. Lo stadio, infatti, quando fu progettato nel 1925 ed edificato nel 1926 era già pionieristico, perché presentava le tribune a ridosso del campo, scelta inedita per gli altri stadi già esistenti.

La necessità di ristrutturare e riqualificare il Meazza nasce dall’analisi sulle condizioni di San Siro che, inizialmente, decretava il suo stato decadente e poco sicuro. Tutto questo però non rispecchia la realtà ed è confermato dall’esito del collaudo decennale presentato all’inizio di novembre al Comune di Milano. Tant’è vero che, tra le varie disamine fatte nel 2020 dai vari professionisti incaricati del collaudo, c’era proprio l’aspetto strutturale unito a quello funzionale. Il risultato? Un esito positivo che ne allunga l’utilizzabilità per i prossimi dieci anni. Si tratta di un ottimo biglietto da visita per la riqualificazione dello stadio stesso, spiega Aceti.

L’ingegnere Nicola Magistretti, invece, ha curato maggiormente l’aspetto economico della possibile ristrutturazione. I pilastri che sostengono l’ipotesi di riqualifica e ammodernamento del Meazza sono quattro, spiega Magistretti, idealmente rappresentati dai quattro piloni principali dello stadio costruiti nel Novanta.

  1. Stadio come icona, monumento, memoria. Lo stadio Meazza di San Siro è icona, monumento, memoria storica, sportiva, architettonica, culturale, emozionale per la città di Milano, per lo sport e la cultura. Tutti questi valori sono riconosciuti in Italia e nel mondo.
  2. Sostenibilità economico-finanziaria, costruttiva e ambientale. Il costo della ristrutturazione è circa 300.000.000 di euro, pari a meno del 50% del costo di uno stadio costruito ex novo. La realizzazione di questi lavori, inoltre, permetterebbe l’utilizzo dello stadio 365 giorni all’anno. Un esempio lampante di questa possibilità è costituito dai lavori per lo stadio Bernabeu di Madrid, spiega Magistretti. In Spagna, infatti, la riqualificazione dello stadio in atto permette la continuità nello svolgimento delle partite del Real Madrid. Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, invece, l’idea è di installare pannelli fotovoltaici sulla copertura dello stadio, per promuovere fonti di energia alternativa e rinnovabile.
  3. Possibilità di riqualificare e ammodernare. Il progetto presentato da Aceti al Comune di Milano permette non solo di dare allo stadio un’immagine architettonica moderna e tecnologica, ma anche di ricavare all’interno dello stadio lo spazio necessario per tutte le attività collaterali previste. Spazi di servizio, magazzini, uffici, spazi commerciali, merchandising, ristoranti, bar, musei delle squadre potranno essere realizzati.
  4. Riduzione di consumo del suolo, con vantaggi urbanistici e ambientali per la collettività e la popolazione del quartiere. Si vorrebbe proporre al Comune di Milano la costruzione di un social housing al posto degli edifici di lusso previsti dal progetto per la costruzione di un nuovo stadio. Quest’ultima proposta ha attirato anche l’attenzione di alcuni investitori che si impegnerebbero proprio nella costruzione di edifici per meno abbienti.

Per Aceti e Magistretti il perno centrale della discussione dovrebbe tornare ad essere il Comune che al momento sta esaminando questa opzione. Gli ingegneri, però, vorrebbero sedersi ad un tavolo, anche con gli investitori che hanno mostrato loro il proprio sostegno, per valutare davvero questa opzione. «Ci sentiamo un po’ come Davide contro Golia», affermano ironicamente gli ospiti.

Se questi lavori iniziassero nel 2022, potrebbero essere terminati nel 2025, per avere al 100% la riqualificazione prospettata in vista di Milano Cortina 2026.

Riteniamo che la nostra idea sia win-win: vince il comune, gli investitori, le squadre, i cittadini.

Crediti immagine di copertina
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