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20 Gennaio 2021
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Priorità alla Scuola tra nuove e vecchie contraddizioni

Priorità alla Scuola tra nuove e vecchie contraddizioni

Maddalena Fragnito, ricercatrice e attivista del movimento intergenerazionale Priorità alla Scuola, durante la prima puntata di Good Morning Milano, ha spiegato una delle tematiche più discusse in questo periodo: la riapertura delle scuole e i possibili risvolti nei prossimi mesi.

La pandemia, spiega l’ospite, ha reso evidenti tante criticità riguardanti la scuola: innanzitutto quanto sia stata trascurata la scuola pubblica negli ultimi trent’anni e il totale disinteresse che la classe politica ha nei confronti dei diritti dei minori e del diritto all’istruzione.

L’ultimo messaggio scritto sugli striscioni appesi davanti a tutte le scuole a dicembre era “ci si vede il 7 gennaio”, una frase a metà tra il provocatorio e il “minatorio”, era lo slogan però di chi già aveva consapevolezza di ciò che sarebbe accaduto a gennaio. Una consapevolezza derivata dal fatto che un problema rimasto tale per nove mesi non sarebbe sicuramente stato risolto durante le vacanze natalizie. E cosi è stato.

La scuola sicuramente non è un luogo sicuro a prescindere dal resto, prosegue Maddalena Fragnito, ma da aprile sono stati adottati dei sistemi di monitoraggio dei contagi che garantiscono una sorveglianza attiva. Le classi che, ad esempio, sono andate in quarantena hanno dimostrato che le misure adottate funzionano. Le norme di sicurezza nelle scuole però devono essere incrementate e devono essere le stesse in tutte le Regioni italiane.

L’ospite poi sottolinea come non bisogna dimenticare la mancanza di rispetto e di fiducia nei confronti del lavoro di presidi, professori, professoresse e personale ATA costretti a cambiare in meno di ventiquattr’ore il lavoro realizzato fino ad un attimo prima a causa di un nuovo DPCM.

Alcuni studi già ad Aprile avevano dimostrato che la DAD (Didattica a Distanza) non funziona perché incrementa la dispersione scolastica e la differenza interregionale. Oggi gli studi proseguono e riguardano le problematiche psicologiche legate agli effetti della mancata presenza nelle aule. Anche per queste ragioni, il punto fondamentale per Priorità alla Scuola è rendere davvero quest’ultima prioritaria e non relegarla soltanto ad uno slogan, aggiunge l’attivista.

Tra le richieste nel breve e nel lungo termine di Priorità alla Scuola, chiude Maddalena Fragnito, ci sono innanzitutto la garanzia di un’apertura delle scuole in presenza e in continuità, l’incremento di spazi grazie alla ristrutturazione e il conseguente utilizzo di edifici abbandonati. Fra le altre misure necessarie e fondamentali troviamo anche la stabilizzazione dei precari, le riaperture delle infermerie per avere una sorveglianza attiva. Un esempio virtuoso è la Toscana che, per un ritorno in classe in sicurezza dopo le vacanze natalizie, ha fatto uno screening su tutta la popolazione. Inoltre è fondamentale inserire il personale scolastico ad alto rischio nella fase uno del vaccino.
Questo discorso si intreccia bene con richieste più a lungo termine che portano a finanziamenti più importanti per la scuola, a partire dal Recovery Fund, affinché si investa in tutta la Penisola.

Oggi Priorità alla Scuola sta svolgendo studi per poter avanzare proposte economiche ben strutturate, nella speranza di incontrare i rappresentanti del governo quanto prima.

Crediti immagine di copertina:
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