Cerca
20 Giugno 2021
La WebTV di Milano. Un nuovo modo di fare giornalismo. Le notizie utili, pensate e create insieme a voi.
Il complesso panorama dell’identità sessuale

Il complesso panorama dell’identità sessuale

La sigla LGBTQIA+ può essere di difficile comprensione per chi si approccia per la prima volta alla comunità, ma questa complessità vuole essere rappresentativa della moltitudine e varietà di identità che rientrano in questo mondo.
Le lettere della sigla si riferiscono rispettivamente a persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer (termine ombrello che indica qualsiasi tendenza di genere, sessuale, relazionale diversa da ciò che è considerato dalla società come normato), intersex, asessuali/aromantici. Il “+” è usato per includere tutte le altre identità che rientrano nella comunità LGBTQIA, che molto spesso rappresentano categorie interne a quelle sopra descritte.

Da attivista riconosco che i tecnicismi del mondo LGBTQIA+ possano risultare molto complessi. Questa serie di articoli vuole chiarire le varie tendenze spiegando la differenza tra identità sessuale, orientamento sessuale e orientamento romantico e relazionale.

In questa prima parte mi concentrerò in particolare sull’identità sessuale, una dimensione varia che comprende il sesso biologico, l’identità di genere e i ruoli di genere.

1) Sesso biologico

Per sesso biologico si intende l’insieme di elementi anatomici e biologici che costituiscono il fenotipo.
Oltre al sesso maschile e femminile, esiste l’intersessualità, la condizione di persone nate con caratteri sessuali che non rientrano nelle tipiche nozioni binarie del corpo maschile o femminile.
Essere biologicamente maschio, femmina o intersex costituisce una condizione che trascende l’orientamento sessuale. Rispetto invece all’identità di genere, socialmente si tende ad associare il sesso biologico con il genere, ma le due cose sono distinte.

Intersessualità

Il termine intersessualità comprende le diverse variazioni fisiche che riguardano in primo luogo gli elementi del corpo considerati “sessuati”, ovvero principalmente cromosomi, marker genetici, gonadi, ormoni, organi riproduttivi, genitali, e in secondo luogo l’aspetto somatico del genere di una persona, ovvero le caratteristiche di sesso secondarie, come per esempio barba e peli.
Queste variazioni nella maggior parte dei casi non minacciano la salute fisica, eppure spesso le persone con queste variazioni biologiche subiscono una pesante medicalizzazione per via delle implicazioni della loro condizione rispetto al genere sociale. Le persone intersex vengono sottoposte ad interventi di correzione per renderle conformi al fenotipo maschile o femminile nei primi mesi di vita, senza il loro consenso e spesso senza reale necessità medica.

2) Identità di genere

Il genere è un costrutto sociale e culturale, distinto dal sesso biologico. Il genere è performativo: all’essere uomo o donna si applicano attributi tipicamente maschili e femminili che si reiterano attraverso comportamenti specifici e ruoli di genere socialmente e culturalmente stabiliti.

Per identità di genere si intendono due principali tendenze: essere cisgender o trans.

Cisgender

Termine che indica una persona il cui sesso biologico corrisponde al genere culturalmente assegnatovi. Per esempio una donna cisgender è una persona il cui sesso biologico è femminile e che si identifica come donna.

Trans

Per trans si intende un termine ombrello che descrive una differenza tra il sesso biologico e l’identità di genere.
L’identità trans comprende sia le identità transessuali che transgender.

Transessualità

Condizione in cui il sesso biologico non corrisponde al genere. Le persone transessuali si identificano nel genere binariamente opposto a quello assegnato alla nascita e possono decidere di sottoporsi a transizione medica: una serie di operazioni e terapie ormonali volte a cambiare il sesso biologico.
Per molti anni, secondo il Manuale di Classificazione dei Disturbi Mentali redatto dall’Associazione Americana degli Psichiatri e l’International Classification of Diseases, le persone transessuali sono state descritte come affette del disturbo di identità di genere (DIG), descritto come distonia e disforia nei confronti del proprio sesso di nascita. Il 19 giugno 2018 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha eliminato la transessualità dalla lista dell’International Statistical Classification of Diseases, Injuries and Causes of Death.
Distinguiamo in questa categoria persone MtF (“Male To Female”, in italiano traducibile con “da maschio a femmina”, termine che viene usato per descrivere una donna in transizione) e FtM (“Female To Male”, in italiano traducibile con “da femmina a maschio”, termine che viene usato per descrivere un uomo in transizione).

Transgender

Indica una persona la cui identità di genere trascende il binarismo maschio-femmina. “Transgender” è anche un termine ombrello che indica una serie di identità più specifiche:

  • Agender/Genderless/Gender neutral/neutrosis: persona che non si identifica con alcun genere.
  • Androginu: persona la cui espressione di genere non rientra nei canoni binari.
  • Demigender: persona che ha una connessione parziale con un genere e vi si identifica seppur in modo limitato.
  • Gender fluid: persona che oscilla tra il sentirsi appartenente a un genere e a nessun genere oppure tra il sentirsi appartenente a diversi generi. La concezione del proprio genere non rimane fissa, ma varia a seconda del contesto.
  • Intergender: persona la cui identità di genere è una combinazione di intentià maschile e femminile. A differenza della persona genderfluid, la concezione del proprio genere è fissa.
  • Non-binariu/gender queer: descrive un’identità di genere che non si conforma al genere maschile o femminile. È un termine ombrello sotto cui ricade qualsiasi condizione in cui non ci sono linee marcate tra i vari generi.
  • Pangender: persona la cui identità di genere comprende più generi. A differenza della persona genderfluid, la persona pangender ha una concezione del proprio genere fissa e a differenza della persona intergender, non si identifica in un solo genere che sintetizza maschile e femminile.
  • Terzo genere: termine ombrello usato in antropologia e sociologia per indicare i ruoli di genere accettati legalmente e/o culturalmente al di fuori del binarismo. Alcuni esempi di terzo genere in diverse società sono: le persone Hijra in India, caratterizzate da sesso maschile e che adottano ruoli di genere e identità di genere femminili. Ci sono poi le persone Two spirits nelle società nativo-americane che non si identificano in un genere esclusivamente maschile o femminile.

3) il ruolo di genere

Per ruolo di genere si intende l’aspetto che del genere è performativo: attraverso scelte e comportamenti specifici la persona assume e mette in atto caratteristiche tipicamente associate ad un genere.

Il ruolo di genere comprende:

  • Espressione di genere: il modo in cui la persona esprime esteriormente il proprio genere. Il presentare le proprie caratteristiche fisiche come conformi ad un’identità di genere specifica.
  • Ruoli sociali e culturali: indica i comportamenti, gli attributi e le qualità che culturalmente vengono associate ad un genere.

Breve excursus filosofico sul genere

Il ruolo di genere è un costrutto culturale che prende le mosse da fondamenti religiosi, biologici e sessuali che fondano la differenza tra i due generi. Ci sono tantissime teorie sulla formazione dei ruoli di genere, rilevante è quella struttural-funzionalista secondo cui i ruoli di genere sarebbero funzionali alla conservazione della famiglia, concepita come sistema sociale di matrice religiosa. Per salvaguardare questo si sistema si attribuisce la funzione riproduttiva alla donna, che procrea e si occupa dei figli, e la funzione produttiva all’uomo che lavora e provvede agli altri membri della famiglia.


Secondo alcune teorie femministe, invece, la differenza delle strutture di ruolo maschili e femminili è frutto dell’imporsi del potere/dominio maschile in ambito sociale. Chi occupa tradizionalmente ruoli di potere è un uomo e anzi, proprio in quanto uomo il leader, il superiore di un ufficio o il funzionario viene legittimato. Il fatto che le donne possano occupare posizioni al vertice non cambia la struttura del dominio, soprattutto perché le donne al potere sono tali in virtù di caratteristiche tipicamente maschili che fanno proprie. Istituzioni politiche e rapporti di potere esercitano così un effetto regolativo e repressivo non solo sulle donne, ma anche sugli uomini.

A questo proposito è interessante considerare il fenomeno della mascolinità tossica, che si potrebbe definire come esasperazione del ruolo di genere maschile. In questo senso le caratteristiche che tipicamente e culturalmente vengono associate all’uomo (la produttività, la forza, il carisma) vengono estremizzate. Per altro la mascolinità tossica implica che quella maschile è l’unica categoria valida, giusta, accettabile, in questo contesto il vero uomo non può permettersi di essere fragile, rabbia e violenza sono indicatori di potere e il femminile o è visto come una preda o è disprezzabile proprio perché tutto ciò che non è maschile è da denigrare. Si pensi a frasi come: “non fare la femminuccia”, che indicano proprio questa svalutazione del della donna, le cui caratteristiche culturalmente e archetipicamente intese (emotività, cura, attenzione all’altro) sono da rifiutare per non considerarsi ed essere considerati uomini effeminati, di serie B. In questo modo si blocca il naturale sviluppo emotivo dell’uomo.


Ma perché il femminile è da sempre, nella storia, categoria oppressa?
Il genere, inteso come performativo, è una maschera che ci mettiamo e allo stesso tempo ci viene messa addosso dalla società, insomma, è semplicemente un insieme di atti e modi di apparire culturalmente imposti. Il fine di questa mascherata sarebbe negare il desiderio sessuale femminile che, secondo Freud, inconsciamente è ritenuto come un desiderio insoddisfacibile, pericoloso. L’origine di questa concezione è data dal rapporto dell’infante con la madre, una tensione a tornare un unico organismo che sviluppa il complesso di Edipo.In questo senso il desiderio femminile potrebbe “risucchiare” la vita che è stata donata e quindi donare la morte. Il tabù dell’incesto viene istituito proprio per placare questo desiderio inconscio e, di riflesso, istituisce legami di parentela specifici: la famiglia eterosessuale composta da madre, padre e figli (maschi preferibilmente). Questa “legge eterosessuale e eteronormativa” ha creato due tipi di soggetti: coloro che hanno il Fallo (gli uomini) e coloro che sono il Fallo (le donne). Essere il fallo significa essere allo stesso tempo donne, oggetto e strumento, essere significate dalla legge dell’uomo. La donna in questo senso diventa come un mezzo per l’uomo per riconoscere la propria differenza, una differenza che nello sconcertante desiderio materno sarebbe annullata.

Queste teorie mostrano come il genere sia una costruzione sociale estremamente volatile. Le teorie sul genere di personalità come Butler, de Beauvoir, Rubin, Wittig indagano l’origine e lo sviluppo del genere nella cultura e nell’esistenza dell’essere umano, mostrando che, molto spesso, questo costrutto si fonda nell’esistenza delle persone. Insomma, non esiste il genere senza qualcunu che si identifichi in esso.

Milano AllNews è e continuerà ad essere una testata giornalistica ad uso gratuito e libero, ma se vorrete accordarci la vostra fiducia, ci impegneremo sempre più profondamente nel mostrarvi e raccontarvi Milano e la Città Metropolitana nella maniera più completa possibile.
Milano AllNews è social webtv, news, articoli, podcast e longform.
Tutti formati editoriali per costruire un racconto il più completo possibile.

Basta un click e una piccola donazione per dar fiducia a questo nostro progetto condiviso.

Condividi

Archivi