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20 Giugno 2021
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Cosa sono le non monogamie etiche

Cosa sono le non monogamie etiche

Cosa sono le non monogamie etiche?

Per dare una definizione si potrebbe dire che le non monogamie etiche sono quell’insieme di modelli relazionali basati sul consenso in cui si ha più di un partner.
No, non si tratta di tradimento, ma di dinamiche relazionali in cui tutte le persone coinvolte condividono uno stesso principio di base: l’amore è tanto, abbondante, irriducibile a una sola persona.

Ma perchè “etiche”? Perchè tutta la libertà che si guadagna non legandosi solo a una persona è limitata solo ed esclusivamente dal limite morale. Una persona non monogama etica deve fare innanzitutto un atto di responsabilità verso se stessa e i partner. Nella pratica, un comportamento etico in ambito non monogamo significa comunicare, non tenere segreti rispetto alle altre relazioni e, se ci sono, rispettare gli accordi presi.

Ci sono tanti tipi di modelli relazionali che ricadono sotto l’ombrello non monogamo. Quelli più conosciuti sono:

  • Il poliamore: la capacità di avere più relazioni insieme, siano esse sessuali e/o romantiche e/o sentimentali e/o platoniche e che si esplicitano secondo diverse modalità.
  • L’anarchia relazionale che si basa sull’autodeterminazione di tutte le persone e la rimozione di tutti i limiti non morali che vi si possano porre. I presupposti su cui si basa questo modello sono l’essere in grado di amare più di una persona e che ogni relazione è unica, speciale, valida e incomparabile. Per questo l’anarchia relazionale rifiuta ogni categorizzazione e quantificazione; per intenderci, unu anarchicu relazionale non definisce le persone con cui intrattiene relazioni amicu o fidanzatu, la categorizzazione sarebbe troppo limitante.
  • La relazione aperta: dinamica relazionale in cui si ha una coppia primaria e altre relazioni solo sessuali. La coppia è l’unica relazione in cui intercorre un sentimento.
  • Lo scambismo: pratica sessuale in cui una coppia intrattiene relazioni sessuali con altre coppie secondo diverse modalità a seconda del proprio assetto relazionale.

È poliamore, non poligamia

Poliamore e poligamia non sono sinonimi e spessissimo vengono confusi. Facciamo un po’ di chiarezza: la poligamia è il matrimonio tra più persone e si articola come poliginia (unione di un uomo e più donne) e poliandria (unione di una donna e più uomini).
Non so se includerei la poligamia nelle non monogamie etiche. Può sicuramente essere etica, ma bisogna considerare che in molte delle culture poligame, spesso il consenso non viene assunto come principio necessario come avviene nelle non monogamie etiche.
Ogni occidentale ha sentito parlare, almeno una volta nella vita, di harem di spose bambine, ma queste narrazioni dell’orrore non sono necessariamente realistiche. Il giudizio negativo che il mondo occidentale dà alla poligamia spesso è radicato nell’ignoranza del contesto culturale e sociale in cui la poligamia è comune. Anzi, oserei dire che questo giudizio negativo è anche intrinsecamente razzista proprio perché ignora qualsivoglia background culturale e dinamica sociale.

La poligamia nel mondo occidentale non è legale, e perché dovrebbe esserlo? Il matrimonio nasce come un’istituzione monogama, pensare di applicare questa categoria relazionale alle non monogamie etiche è di per sé una contraddizione. Sarebbe sicuramente carino per le persone non monogame avere gli stessi privilegi che hanno tantissime coppie. Per privilegi intendo le agevolazioni fiscali di marito e moglie così come quei convenientissimi pacchetti-vacanza per fidanzatini; è per questo che l’idea di una sorta di unione civile per persone non monogame è sicuramente attraente, anche se utopica. Bisogna considerare però che le non monogamie etiche vanno contestualizzate in opposizione alla monogamia: sancire un’unione plurima a livello sociale e istituzionale normalizzerebbe la non monogamia etica e la omologherebbe alla società eteronormata? Probabilmente. Sicuramente la problematica è aperta.

Committment: no, non sono scappatelle consenzienti

Tutte le persone nate e cresciute nel mondo occidentale hanno imparato a considerare il legame tra due persone valido solo quando culmina nell’atto di amore supremo: il matrimonio, che sancisce legalmente e spiritualmente questo vincolo indissolubile tra anime gemelle.

Le non monogamie etiche si potrebbero semplicemente definire una controcultura rispetto alla pervasività della monogamia: una persona non monogama rabbrividisce alla sola idea di matrimonio e legame indissolubile sancito dalla legge e dalla religione, ma questo non vuol dire che sia spaventata dal committment, insomma, dall’impegno duraturo.
Spesso nella monogamia il committment si misura con l’esclusività sessuale: non fare sesso con altre persone al di fuori del partner. Ma il committment non passa solo per aspetti puramente sessuali. Cosa si intende allora per committment? Lo definirei un’attenzione all’altru, duratura nel tempo, in modo da creare un clima di fiducia e apertura sul piano emotivo, anche nel caso in cui la relazione sia solo platonica o solo sessuale.

Considerato così, il committment è un presupposto condiviso sia da chi ha relazioni monogame che non monogame. La differenza tra queste due forme relazionali non è dunque relativa all’impegno, ma agli accordi non scritti e alle aspettative tra le parti.

Aspettative: oltre la pubblicità dell’Olio Cuore

Mi piacerebbe iniziare a spiegare cosa sono le aspettative partendo da un esempio. Olio Cuore, Mulino Bianco e tutta una lunga sfilza di pubblicità ci presentano l’ideale perfetto di famiglia felice. Questa è stata, e in parte è tutt’ora, l’unica rappresentazione della famiglia. Analizzando queste pubblicità si possono notare alcuni tratti comuni: tutti questi tipi di famiglia hanno un padre e una madre cisgender e abbastanza abili da saltare steccati con un paio di figli altrettanto normati. Il punto sta nel fatto che in questo modo, di riflesso, viene descritta la coppia come eterosessuale e monogama la cui unione esiste in vista di una famiglia.

Pierre Bourdieu

Quello che Olio Cuore ci presenta si chiama famiglia nucleare e coniugale. Per spiegare questi concetti scomoderei un noto antropologo, Bourdieu, secondo cui la famiglia nucleare e coniugale rappresenta un modello concettuale reso legittimo dallo Stato e dalla Chiesa, i quali fanno un lavoro vero e proprio per fare della famiglia un’entità integrata, unitaria, stabile e indifferente alla fluttuazione dei sentimenti dei singoli componenti.
Il fatto è che questo tipo di famiglia nasce come un concetto, una finzione dello Stato. È l’istituzione che poi trasforma l’obbligo d’amare in disposizione all’amore, alimentando quindi lo “spirito di famiglia”, ossia quel sentimento che genera devozione, generosità e solidarietà e che dà di conseguenza coesione al nucleo familiare.

In questo senso, quando i media rappresentano questo tipo di famiglia, si crea inevitabilmente una prescrizione di come la famiglia dovrebbe essere. Ma di riflesso vengono influenzate anche le relazioni che, per essere normate, devono aspirare ad essere come quella della mamma e del papà del Mulino Bianco. Ecco dove sta l’aspettativa: si impone un unico modello relazionale, quello monogamo.

Le non monogamie etiche quindi rifiutano questo tipo di aspettative e concepiscono le relazioni come fluide e spontanee, non soggette a vincoli monogami. È per questo che, quando ci si approccia alle relazioni non monogame è necessario un continuo atto di decostruzione: bisogna prendere tutte le pubblicità dell’Olio Cuore e buttarle nel cestino per lasciare spazio alle relazioni libere che non dipendono dall’aspettativa della società.

Un continuo atto di decostruzione

Jaques Derrida

Partiamo dalle basi: cos’è la decostruzione? Questa volta scomodiamo un famoso filosofo: Derrida.
Secondo Derrida decostruire è un continuo atto di costruzione. Immaginiamo un castello di lego in cui ogni mattoncino rappresenta un’istituzione monogama, decostruire significa scomporre il castello per costruire la fattoria di una comune anarchica.

Ma quali sono le dinamiche che vanno decostruite?
Ne La zoccola etica, famoso testo sulle non monogamie etiche, le psicoterapeute e sessuologhe Hardy e Easton parlano di “Starvation Economies” .
In molti credono che l’amore romantico, l’intimità e la connessione tra persone siano finite: dare tutto ciò a una persona significa non essere in grado di darlo ad altre. Come conseguenza, chi cresce secondo questo concetto diventa possessivu rispetto a persone, cose e idee che lu riguardano proprio perché considerano tutto ciò che lu tocca come proveniente da una una fonte comune e scarsa. In questo senso l’amore, il sesso, l’amicizia vengono tradizionalmente percepiti come finiti, di conseguenza la possessività si rende necessaria: c’è scarsità di amore, quel poco che si ha lo si deve tenere molto, molto stretto.
Le non monogamie etiche si propongono proprio di decostruire questo aspetto. Fidarsi del fatto che c’è più che abbastanza amore, calore e nutrimento emotivo è difficile, ma possibile. L’amore è abbondante, così abbondante che non lo si può quantificare: non esiste un limite effettivo all’amore, perché quindi amare una sola persona? Il fatto che non ci sia un limite implica che è a discrezione di ogni individuo capire la propria capacità di amare: c’è chi ama due, tre, sei persone e chi non ama nessuno… e paradossalmente amare tante persone non è meglio che amarne una. La monogamia non è problematica se viene assunta in modo critico, nella presa di coscienza che la società è fatta letteralmente su misura per le coppie monogame.

Dossie Easton e Janet W. Hardy

Decostruire significa anche radicare le Starvation Economies nel capitalismo. È la società capitalista che insegna che il valore di una persona si misura in base alla sua produttività e performatività. Così come il valore di un impiegatu si misura in base a quante ore lavora e a quanto riesce a produrre in quelle ore, allo stesso modo le relazioni si misurano in base a quanto possono dare in termini di status sociale e sicurezza economica. Le non monogamie etiche rifiutano questa concezione: non c’è nulla che qualcuno possa dare a qualcun altro, non siamo delle metà incomplete che necessitano di essere riempite. Questa concezione è rivoluzionaria perché l’amore, di qualsiasi natura sia, rimane anche quando eliminiamo qualsiasi aspettativa di essere moglie, marito, compagnu o fidanzatu e qualsiasi ipotetico conto in banca congiunto.

E un continuo atto di costruzione

Dopo aver smantellato i costrutti tipicamente e normativamente monogami bisogna chiedersi che tipo di scenario si apra con le non monogamie etiche.
Uno dei principi cardine è la cultura del consenso. Negli ultimi decenni si è potuta riscontrare una forte consapevolezza da parte della popolazione in tema di violenza sessuale, grazie in parte all’insorgere di movimenti come MeToo e Time’s Up. In questo contesto con le non monogamie etiche si rivendica come condizione imprescindibile del loro attuarsi il consenso di tutte le parti coinvolte. Il consenso è inteso come consenso al rapporto sessuale, ma anche alla dinamica relazionale: tuttu lu partner sono a conoscenza dell’esistenza di altru partner, per esempio.

Un’altra delle premesse improrogabili delle non monogamie etiche è la positività sessuale, per cui si intende un atteggiamento non giudicante e non moralizzante nei confronti del sesso. Per positività sessuale si intende un atteggiamento non giudicante e non moralista verso il sesso e tutto ciò che lo riguardi. In particolare:

  • L’educazione sessuale nelle scuole, che sia svincolata dai canoni eteromonocisnormativi.
  • La fine della stigmatizzazione delle malattie sessualmente trasmissibili e in particolare della sieropositività.
  • L’accettazione della libera professione del sesso come attività lavorativa valida.
  • La libertà di avere o non avere rapporti sessuali, l’importanza del consenso e la visione del sesso come non necessariamente penetrativo.
  • Un atteggiamento non giudicante verso qualsivoglia kink.

In conclusione

Per tirare le somme, parlerei di non monogamie etiche come un inno alla fluidità delle relazioni e alla crescita personale. Il continuo atto di decostruzione permette di smantellare tutta una serie di preconcetti che possono essere estremamente limitanti. L’imposizione sociale viene rifiutata, per aprire il mondo sentimentale delle persone a nuove frontiere di crescita, consapevolezza e amore libero.

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