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12 Luglio 2020
C’era una volta l’Idroscalo

C’era una volta l’Idroscalo

Il destino dell'Idroscalo

Il cosiddetto mare dei milanesi, una delle più vaste aree europee a verde sportivo, rischia di entrare in una pesante crisi che si prospetta di difficile soluzione.

Agli inizi degli anni 2000, la Provincia di Milano si diede l’obiettivo importante di una seria riqualificazione di quel polmone verde situato ai confini della grande metropoli. Servivano tanti soldi. Vennero trovati.
Un grande sponsor partecipò con una importante iniezione di liquidità a questo progetto. Ci si prese cura del verde, si aumentarono le attività sportive, vennero ampliate le strutture. L’Idroscalo iniziò una nuova vita.

Migliaia di cittadini ripresero a frequentarlo in tutte le stagioni dell’anno. Dai bambini che partecipavano ai moltissimi corsi, agli atleti che si allenavano e gareggiavano, alle numerose famiglie che lo utilizzavano nei giorni festivi. Divenne anche il luogo di gare mondiali.
Il futuro era roseo. Il parco venne abbellito da opere artistiche che scultori illustri permisero di esporre.

Poi, una brutta legge sciolse la Provincia per dar vita alla Città Metropolitana. Mai nata. O meglio, sulla carta esisteva ma non nella realtà. L’Idroscalo venne abbandonato. Furono anni bui.
Per fortuna si trovò uno sponsor e si diede vita ad un consorzio di gestione. Ma la soluzione apparve subito debole.
E’ notizia di questi giorni la rinuncia dello sponsor e il grido d’allarme del consiglio di amministrazione del consorzio. E l’Idroscalo torna a traballare.

E’ incredibile come si possa trascurare una struttura così importante ed è altrettanto incredibile che Milano la viva come un fastidio e non se ne occupi.

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Roberto Caputo
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Roberto Caputo

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