Una tazza di caffè: benefici e controindicazioni

Molti di noi non riescono a fare a meno di terminare il pasto con una bella tazza di caffè. Oggi però ci poniamo un quesito: caffè sì?…Caffè no?

Per molto tempo questa bevanda nervina è stata sotto l’occhio del ciclone e molto spesso criticata e demonizzata, ma cerchiamo di fare chiarezza su alcuni aspetti, in quanto, se consumato nelle giuste dosi e senza un forte abuso, il caffè può anche diventare un buon amico della nostra salute.

Il caffè è ricco di sostanze che possono avere dei particolari effetti sul nostro organismo, prima fra tutte la 1,3,7-trimetilxantina, più comunemente nota come caffeina.

struttura molecolare della caffeina

Questo composto ha la nota capacità di migliorare l’attenzione e la risposta da parte del nostro organismo, proprio per questo molto utilizzati anche per migliorare le performance fisiche in ambito sportivo. La caffeina infatti va ha ridurre l’azione inibitorio di alcuni neurotrasmettitori, quali l’adenosina, generando quindi in contrapposizione la nota azione stimolante. Inoltre questo composto influenzerebbe anche i valori di altri neurotrasmettitori, generando un incremento della serotonina, un aumento di adrenalina e noradrenalina e, in caso di assunzione cronica, una stimolazione del rilascio di aceticolcolina con incremento dell’azione della dopamina. Questo ultimo fattore spiegherebbe inoltre la blanda azione protettiva che il consumo di caffè avrebbe nei confronti della Malattia di Parkinson.

Il caffè è ricco anche di ulteriori composti di natura antiossidante e antiinfiammatoria. Fra questi possiamo ricordare l’acido clorogenico e i suoi derivati, sostanze capaci di ridurre la pressione arteriosa, di favorire il controllo glicemico e di evitare forti picchi glicemici. Inoltre questi composti presenterebbero una forte azione lipolitica, favorendo quindi la mobilizzazione e il consumo dei grassi accumulati a livello del tessuto adiposo. Altro composto fondamentale presente nel caffè è la trigonellina, anch’essa con azione ipoglicemizzante, riducendo quindi, insieme all’azione dell’acido clorogenico, il rischio relativo al diabete di tipo 2. Inoltre la trigonellina sembrerebbe ridurre l’insorgenza di carie dentali, impedendo l’adesione alla superficie dei denti dei batteri responsabili di questo fenomeno.

Tuttavia, è bene anche sottolineare le controindicazioni di questa bevanda nervina, legate molto spesso ad un abuso nel suo consumo, o ad alcune situazioni patologiche o fisiologiche preesistenti nel soggetto. Il caffè tende ad incrementare la secrezione dei succhi gastrici da parte dello stomaco, proprio per questo andrebbe evitato o almeno ridotto nei soggetti che soffrono di reflusso gastroesofageo, ernia iatale o ulcera gastrica. Inoltre alcuni composti fenolici sarebbero in grado di legare il ferro in forma non eme (quello presente negli alimenti di origine vegetale), riducendone l’assorbimento da parte dell’intestino. Proprio per questo è bene consumare il caffè lontano dai pasti per evitare interferenze con il ferro presente in verdura e ortaggi. Anche la stessa caffeina sembrerebbe interferire con l’assorbimento del calcio a livello intestinale, tuttavia tale fenomeno non sembrerebbe influire tanto sullo sviluppo di ossa fragili o di osteoporosi se già di per se i livelli di calcio e vitamina D risultano buoni. Inoltre la caffeina andrebbe ad interferire con l’azione di molti farmaci e terapie, quali ad esempio la terapia con levotiroxina (Eutirox) per i soggetti che soffrono di ipotiroidismo; per questo le bevande contenenti caffeina devono essere assunte lontane dalla terapia e dall’assunzione del farmaco. Alcuni studi dimostrano inoltre che un forte abuso di caffeina durante l’allattamento possa causare irritabilità e difficoltà del sonno da parte del neonato, mentre un consumo controllato e moderato non causerebbe affatto problemi.

In conclusione possiamo quindi dire che, se consumato moderatamente e senza abuso, salvo condizioni patologiche e fisiologiche particolari, il caffè può essere un vero amico della salute. Ricordiamo quindi le nostre tre tazze, possibilmente non troppo ravvicinate ai pasti principali.

Rate This Article

flavio.valentino91@gmail.com

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: