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9 Agosto 2020
Una casa per l’inclusione e l’accoglienza

Una casa per l’inclusione e l’accoglienza

Oggi abbiamo con noi in studio Simona Sambati della Casa della Carità di Milano.

La Casa della Carità è stata voluta nel 2004 dal cardinal Martini, il quale voleva costruire una realtà in cui potesse sussistere un pensiero valido sia per le persone credenti che per gli atei. I garanti della struttura infatti sono stati sin dall’inizio due persone: una nominata dal Sindaco di Milano e l’altra nominata dalla Chiesa.
Diciassette anni dopo la Casa della Carità è un punto di riferimento per Milano e per le persone in difficoltà in senso più ampio. Le fragilità con cui si viene a contatto all’interno della struttura sono molteplici e spesso sono più vicine a noi di quanto possiamo immaginare. Tutti possiamo ritrovarci in una situazione di fragilità e tutti possiamo uscirne.

La Casa della Carità è una realtà complessa e articolata, che vuole essere appunto una casa per gli abitanti milanesi. All’interno della struttura si cerca di instaurare una relazione con le persone che chiedono aiuto, con l’obiettivo di ridare loro dignità; si offrono a queste persone svariati servizi tra cui: il centro d’ascolto aperto tutte le mattine della settimana, l’ufficio legale, il centro medico e 140 posti letto all’interno della casa situata in zona Crescenzago. Questi servizi sono garantiti dai volontari e dai professionisti che operano all’interno della struttura di accoglienza.
Nel 2018 sono state aiutate più di 4 mila persone ed ospitate più di 600.
Casa della Carità è un luogo di cultura e di pensiero non solo di accoglienza, ed è proprio qui che risiede l’eccezionalità di questa struttura. Come ci spiega Simona Sambati è un’osservatorio privilegiato dal quale ci si interroga: lasciarsi interpellare dalle persone che chiedono aiuto vuol dire rispondere a un senso di responsabilità che deve essere collettiva e pubblica.

Oggi Casa della Carità accoglie per lo più persone straniere, particolarmente segnate dai percorsi migratori che subiscono, la maggior parte arrivano dopo essere passati dalla Libia e perciò si portano dietro fragilità sempre più difficili da gestire. 

L’Accademia del Laboratorio Culturale della Casa della Carità è un luogo di cultura a cui il cardinal Martini teneva in modo particolare. Oggi il centro è presieduto da Don Colmegna, il quale si spende particolarmente per portare, con l’aiuto della cultura, le persone in difficoltà al di fuori del proprio stato di bisogno. 
Un grande lavoro culturale che deve essere portato avanti è l’accettazione del diverso. Su questo tema sono state promosse diverse iniziative culturali aperte alla cittadinanza.
Un luogo importante di incontro tra culture differenti è la Biblioteca del confine, ovvero una biblioteca inserita in un sistema bibliotecario più ampio, la quale cerca di recuperare una serie di libri che possono valorizzare le lingue africane, o le lingue differenti da quella italiana. La tessera per accedere ai servizi di questa biblioteca è gratuita. 
All’interno dei progetti culturali vengono coinvolte anche le scuole del quartiere e insieme al Centro Studi SUC si promuovono conferenze con ospiti anche internazionali di un certo livello, come Zygmunt Bauman
Le iniziative culturali promosse da Casa della Carità sono tutte gratuite e vanno dalle letture di poesie a concerti a presentazioni di libri. Insieme al Centro Studi SUC si è anche organizzato un Film Festival all’interno dello Spazio cinema Anteo, nel tentativo di utilizzare sempre più linguaggi per sensibilizzare più persone possibili.

Nell’aprile del 2017, nasce la Campagna Ero straniero – l’umanità che fa bene, promossa da diverse realtà tra cui l’ACLI, l’Oxfam, Legambiente, Action Aid, CGIL e molte altre tra cui anche l’ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione). 
Una campagna plurale con una grande energia mossa da un’unico obiettivo: fare un grande lavoro culturale, dando un volto diverso all’immigrazione, fornendo esempi positivi di accoglienza. 
La campagna ha avuto l’appoggio di centinaia di sindaci di diverse città italiane, e grazie anche all’appoggio di papa Francesco c’è stato un grande riverbero sui territori, con la conseguente moltiplicazione delle adesioni, sono state coinvolte così diverse realtà tra cui: parrocchie, centri culturali e botteghe del commercio equo e solidale.
Oltre all’obbiettivo culturale, la campagna Ero straniero aveva anche un’altro obiettivo più concreto. A livello legislativo insieme agli avvocati dell’ASGI si è scritta una proposta di legge popolare sul tema dell’immigrazione. Grazie al lavoro degli attivisti e dei volontari che hanno aderito alla campagna si sono raccolte 90 mila firme in presenza di un autenticatore. 
La proposta è formata da otto articoli e prevede diverse modifiche alla legislazione attuale sul tema delle migrazioni.
Per quanto riguarda gli irregolari, ovvero coloro che sono acceduti regolarmente in Italia ma che non sono riusciti a mantenere il loro status di regolari, la proposta di legge prevede l’abolizione del reato di irregolarità, e la regolarizzazione di quelle persone che possono comprovare un’integrazione all’interno dello Stato italiano. Questo punto della proposta di legge darebbe una soluzione al problema dell’aumento delle persone irregolari, che negli ultimi anni, stanno crescendo in modo incontrollato a causa delle norme recentemente approvate dal Governo italiano.
La proposta di legge prevede anche un’allargamento dei canali di accesso al nostro Paese, reintroducendo un canale di ingresso per il lavoro,
ciò farebbe cadere la grande distinzione tra rifugiati e migranti economici.
Inoltre si prevedono: misure per l’integrazione, maggiori garanzie e partecipazione alla vita democratica degli stranieri attraverso il voto amministrativo. 
Nei 6 mesi a disposizione sono state raccolte 90 mila firme che sono state portate fisicamente al Parlamento dai volontari e dagli attivisti delle Associazioni che si sono spese per la campagna Ero straniero
Dalla consegna delle firme sono passati 18 mesi. Ad oggi in Parlamento vi sono state 4 audizioni. Arrivati a questo punto “ci si auspica che la politica prenda in considerazione queste proposte concrete, a portata di mano e riesca a farle proprie”.

Casa della Carità
Via F. Brambilla, 10
20128 Milano
Email relazione@casadellacarita.org
Facebook www.facebook.com/CasaDellaCaritaMilano

www.casadellacarita.org

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