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1 Ottobre 2020
Tutti in bici come nella Cina di Mao

Tutti in bici come nella Cina di Mao

Bici per muoversi a Milano

Prima dell’emergenza pandemica e del “tutti in casa” in città ogni giorno entravano 600.000 auto e migliaia di persone portate dai treni pendolare e dai bus.

La provincia di Milano supera ampiamente i tre milioni di abitanti ed è a ridosso di Monza e di Lodi. Quindi nelle ore di punta i mezzi pubblici erano affollatissimi. Adesso con la “distanza sociale” questo non è più possibile, pena la ripartenza del contagio. È vero non vi saranno gli studenti e tutti coloro che possono lavorare da casa, ma comunque gli utenti dei mezzi saranno tantissimi.

La soluzione per il sindaco Sala è stata quella dell’utilizzo delle biciclette e quindi si sono create rapidamente delle improbabili piste ciclabili. Apprezzo l’ardore verde del sindaco, ma bisogna essere realisti. Non vedo migliaia di persone da Gorgonzola Locate Triulzi Magenta Abbiategrasso ecc  marciare come un sol Pantani verso la metropoli e neppure tutti sportivoni in città.
È evidente che le soluzioni dovranno essere altre. Non facili ovviamente. Però sarebbe utile spiegare a Sala che Milano è una città metropolitana e lui ne è il capo grazie alla sciagurata legge Delrio.

Stiamo andando verso una fase nuova, di cui ancora conosciamo poco. Proprio per questo credo che molte scelte andrebbero discusse con i cittadini perché incidono sulla loro vita.

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Roberto Caputo
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Roberto Caputo

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