Il ritorno del Teatro Caboto: Gianluca Frigerio e Ciro Cipriano

Dopo 12 anni nella bellissima sede di Via Caboto, zona Wagner, il Teatro Caboto viene sfrattato a causa di problemi gestionali e di ristrutturazione: il supporto del pubblico e la vincita di un un bando regionale non hanno purtroppo consentito al Teatro di rimanere in quella che storicamente era la sua casa.

Qualcun altro si sarebbe arreso, ma il pubblico c’era, le idee c’erano, la voglia di ricominciare c’era. Improvvisamente, una nuova sede adatta alle esigenze del Teatro è stata trovata. La struttura era buona, ma con tanti lavori da fare. Il Teatro Caboto si è ritrovato a Baggio, in un posto completamente nuovo e completamente diverso da quello precedente, ma pronto a ripartire fin da subito. La nuova programmazione è partita il 2 novembre e i fondi raccolti dai biglietti a offerta libera contribuiranno a portare avanti la ristrutturazione della nuova sede, che comincerà a maggio di quest’anno.

Tutto lo staff del Teatro Caboto continuerà a portare in scena i propri spettacoli di teatro in prosa, commedia comica, commedia gialla e teatro per ragazzi fino ad aprile, presso l’oratorio San Giovanni Bosco di Via Mar Nero, 10. Successivamente ci sarà lo stop da maggio, per poi giungere a ottobre con la nuova stagione nella sede finalmente ultimata.

Gianluca Frigerio, direttore artistico del Teatro Caboto
Ciro Cipriani, responsabile del Teatro ragazzi
Teatro Caboto
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Di Chuck Palahniuk, il succo d'arancia. Di Anthony Burgess, l'ultraviolenza. Di Zoran Zivkovic, il tè blu. Di Wulf Dorn, le mucche. Di Gianluca Morozzi, l'ascensore.

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