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5 Marzo 2021
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Tampone sospeso, la risposta alle disuguaglianze

Tampone sospeso, la risposta alle disuguaglianze

Il tampone sospeso si basa sulla solidarietà. Prendendo spunto dal caffè sospeso napoletano, prevede che una persona paghi il suo e lasci qualcosa per quello di qualcun altro, in modo che chi non può permetterselo, lo faccia gratuitamente.

Questa è l’idea dietro il tampone sospeso. L’iniziativa è stata sviluppata da due gruppi che si sono fusi insieme. Medicina Solidale, composto da medici, e la Brigata Sanitaria Soccorso Rosso, nome dedicato a Franca Rame, che si pone come obiettivo la vicinanza agli indigenti, agli invisibili.

Ma chi sono gli invisibili a cui è rivolta l’iniziativa? Migranti, riders, abitanti delle case popolari, pensionati sociali, ma anche volontari di tutte le brigate volontarie e non solo, trovano personale medico ed infermieristico disponibile a fornire informazioni su come prevenire la pandemia e a effettuare il test veloce Covid-19.

È un’operazione di fondamentale importanza perché, iniziando a considerare nel tracciamento le persone che per qualche motivo sono fuori regola, fino ai senza fissa dimora, ci si rende conto che si tratta di migliaia di persone che circolano all’interno della città.

Se non si interviene in maniera umanitaria e sanitaria, viene lasciata fuori una parte di popolazione che non viene tracciata e nella quale il virus può fare quello che vuole.

Nella puntata di Good Morning Milano, il dottor Alessandro Lanzani di Medicina Solidale ha spiegato bene la realtà dietro l’iniziativa.

Il virus non guarda in faccia nessuno, colpisce chiunque. Il virus è internazionalista e globalizzante.

La loro idea si basa sull’articolo 32 della Costituzione, «perché in un contesto normale, che segue davvero questo articolo, noi non esisteremmo», spiega l’ospite. L’articolo 32, infatti, dice che la Repubblica riconosce la salute come un diritto fondamentale e fornisce cure gratuite agli indigenti.

In questa filiera un po’ distorta, il servizio è offerto da donne e uomini che sono scesi in strada, organizzandosi con dei tendoni, rispondendo a due valori. Il primo è la Costituzione della Repubblica Italiana e il secondo è il giuramento di Ippocrate.

 «Proprio in virtù di questi valori, ci siamo guardati in faccia e in maniera assolutamente gratuita ci siamo presi le nostre responsabilità, interloquendo con le istituzioni locali e nazionali, con l’ATM, affinché l’esperienza di strada possa essere offerta a chi viene lasciato fuori», prosegue il dottor Lanzani, individuando un vizio di forma semplicemente analizzando i dati. Infatti, se i tamponi sono fatti anche in strutture private a pagamento è perché la sanità pubblica non ha forze a sufficienza per riuscirci.

In Lombardia, ad esempio, grazie a questa iniziativa vengono effettuati circa 30.000 tamponi antigenici gratuiti. Ed è positivo, perché questi dati rientrano in quelli ufficiali del tracciamento pubblicati quotidianamente. Di fatto, però, questo tipo di tamponi costano sulla piazza di Milano tra i 40 e i 60 euro.

I tamponi però sono di due categorie. Il medico spiega che il primo tipo è meno costoso e di facile utilizzo, ovvero i tamponi antigenici rapidi, oggi di seconda generazione. Stanno arrivando anche quelli di terza generazione, precisi quasi come i tamponi molecolari, che sono la seconda tipologia. Questi ultimi hanno una precisione approssimata al 100% e sono quelli che ufficialmente sono utilizzati nel percorso Covid.

L’antigenico ha il vantaggio di poter essere fatto ovunque, rispettando le norme di sicurezza. Il risultato si ha dopo soli 15 minuti. Gli svantaggi, però, sono due. La specificità, cioè la capacità di non confonderlo con altri virus, dando un falso positivo. E la sensibilità, cioè trovare tracce minime di virus. In questi mesi però con i tamponi antigenici sono stati fatti grandi passi avanti.

Gli antigenici, inoltre, sono molto utili per avere un’idea più rapida. Quando viene trovato un positivo, scatta il regolamento ATS per cui, in un brevissimo lasso di tempo, il positivo viene confermato con un tampone molecolare. Il molecolare è poi riconosciuto gratuitamente dalla regione, quindi formalmente la fornitura di servizi gratuiti esiste, ma qualcosa non funziona perché la massa critica del servizio è inferiore all’utenza.

Tutto ciò porta a dei ritardi. Oggi si insegue il virus invece di precederlo. Si può notare facilmente dai dati del sabato e della domenica, spiega l’ospite, quando cade drasticamente il numero di tamponi effettuati e calano i positivi che poi ritroviamo al martedì. In questo modo diamo la possibilità al virus di circolare, anche in maniera asintomatica, e queste sono proprio sono le caratteristiche più pericolose per il contagio. Quindi, se c’è ritardo sul tracciamento, è molto complicato riuscire ad accerchiare il virus risalendo ai contatti che ci sono stati.

L’indice di letalità in Lombardia è arrivato al 5%, in una media nazionale che, nonostante stia cambiando di continuo, si colloca indicativamente al 2.8%. L’Italia senza la Lombardia arriverebbe al 2.5% di mortalità. Certo, nella regione ci sono fattori di svantaggio, come la mobilità, le fabbriche, la promiscuità. Quindi è evidente che questa regione sarebbe stata maggiormente colpita per via di questi fattori, ma qualcosa comunque non ha funzionato.

Medicina solidale e la Brigata sanitaria vogliono porsi come un’alternativa valida da prendere in considerazione. La volontà è di creare un’alleanza tra strutture sanitarie e civiche e il volontariato, per coprire il gap che c’è nel tracciamento.

Da qui parte la proposta politica dei volontari, arrivati al Senato il 13 gennaio, quando è stata approvata la mozione 0163. In quest’ultima si fa riferimento nel testo introduttivo ai tampone sospeso ed è stata votata una risoluzione che impegna il governo sostanzialmente in tre punti: tracciamento, più tracciamento, meno lockdown.

L’obiettivo è riuscire a spegnere i focolai prima che partano. È vero che i tamponi rapidi hanno un margine di incertezza ma stanno migliorando, spiega l’ospite.  «Ed è sempre meglio dell’incertezza che dà il nulla», prosegue.

Bisogna controllare preventivamente, ma anche intervenire per abbassare il prezzo dei tamponi. Nel Lazio è stato scelto come prezzo massimo 22 euro. In Sicilia il massimo è 15 euro. Anche in Lombardia dovrebbero arrivare nelle farmacie gli antigenici rapidi ma non si sa ancora quanto sarà il prezzo all’utenza.

Probabilmente alcune componenti partitiche politiche dovrebbero dire qualcosa. La Moratti, in breve tempo, qualcosa ha fatto. Dovremo onestamente congratularci con lei se questa operazione si conclude rapidamente.

Il tampone sospeso è in piazza Baiamonti, il sabato e la domenica. Dallo scorso sabato sono andati anche nelle periferie, in Viale Padova. Basta visitare la pagina Facebook di Medicina solidale, dove si trovano tutte le informazioni su questo servizio, gratuito e aperto a tutti.

Perdere tempo in questo periodo è una responsabilità molto grave. Il peggiore dei triage è lasciare le cose così come stanno. E pesa 500 morti al giorno.

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