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26 Agosto 2019
Filippini: la comunità straniera più popolosa di Milano

Filippini: la comunità straniera più popolosa di Milano

Gli stranieri residenti a Milano? Per la maggior parte provengono dalle oltre 7.000 isole dell’arcipelago delle Filippine. Ecco un breve ritratto della comunità presente nella nostra città.

Oggi si parla fin troppo dello straniero e della misura in cui è presente sul territorio italiano. Ma spesso, la percezione che si ha delle comunità internazionali nelle nostre città è un’altra dalla realtà. Nella cosmopolita Milano, vi siete mai domandati quale sia la comunità straniera più numerosa? Scommetto di sì e che in pochi vi siate dati la risposta esatta.

Non parliamo di arabi né di cinesi, la comunità più numerosa per cittadini residenti a Milano è quella filippina.  Sono i dati alla mano a parlare: “i registri riportano che nel 1970 c’erano circa 16 filippini a Milano. Il numero è cresciuto a 1.551 verso la fine degli anni ’80 e nel 1995 se ne contavano 6.505 tra i residenti. Con una comunità così in costante crescita, il governo filippino ha aperto le porte del Consolato Generale a Milano nel 1995 per essere un punto di riferimento per la comunità presente nel Nord Italia. Oggi, la comunità filippina a Milano si stima essere intorno ai 50.000 residenti” ci racconta il Console Generale Irene Susan Barreiro Natividad.

A Milano il Consolato Generale si trova in viale Stelvio e sono ogni giorno moltissimi i cittadini filippini che vi si rivolgono, per motivi burocratici e per mantenere un contatto con il loro lontano Paese. Delle oltre 7.000 isole che compongono il paradisiaco arcipelago tropicale delle Filippine, quella che ha dato i natali alla maggior parte dei filippini di Milano è l’isola di Luzon, in particolare la regione di Batangas. A Milano i filippini sono tra gli immigrati meglio integrati anche dal punto di vista linguistico e in questo si riflette maggiormente l’influenza della plurisecolare dominazione spagnola che, oltre a insinuarsi nella loro lingua nazionale – il tagalog -, è intrisa nella loro cultura. Contrariamente a quanti in molti possano credere, infatti, i filippini pur essendo asiatici si distaccano per molteplici versi dalla più nota cultura orientale cinese o del Sol Levante. A tavola, niente bacchette. Nella sfera spirituale non c’è ricerca del Nirvana, bensì le Filippine sono lo stato asiatico col maggior numero di cristiani, tanto che la religione ufficiale è per l’appunto il cattolicesimo. Qui a Milano la prima parrocchia a tenere messa in lingua tagalog e inglese – quest’ultima è infatti la loro seconda lingua ufficiale, eccezion fatta per la miriade di dialetti parlati nelle diverse province  – è stata la Basilica di Santo Stefano Maggiore, ribattezzata anche come “parrocchia dei migranti”. 

I progetti del Consolato sono diversi durante il corso dell’anno solare, infatti questo intrattiene stretti rapporti con la comunità milanese, così come con quelle del resto del Nord Italia attraverso oltre 200 associazioni filippine. Lo scorso anno, come ci racconta il Console Generale, il Consolato e le associazioni della comunità filippina hanno collaborato con il Comune di Milano attraverso la carica del vicesindaco Anna Scavuzzo in un seminario informativo volto a educare i giovani membri della comunità sugli effetti delle droghe e promuovere varie attività di carattere sociale. 

Ogni anno la città accoglie a braccia aperte le maggiori iniziative di questa volenterosa comunità: “la celebrazione della festa nazionale filippina è quasi sempre l’evento annuale più atteso e più partecipato dalla comunità. Quest’anno, migliaia di filippini, non solo milanesi ma provenienti da varie parti del Nord Italia, si sono riuniti all’Idroscalo lo scorso 16 giugno per onorare i nostri eroi, ricordare la nostra lotta per la libertà come nazione indipendente e celebrare la bellezza e la ricchezza della nostra cultura attraverso la danza, musica, la cucina e una sfilata in costumi tradizionali. I filippini a Milano celebrano anche molte feste di carattere religioso in onore del santo patrono della città, del bambino Gesù o della Beata Madre” ci racconta il Console. Mentre altri momenti di aggregazione sono i tornei sportivi che coinvolgono la comunità, come quelli di basket e di bowling.

I filippini a Milano non solo vantano il record come più numerosi, ma anche come più integrati nella società e nella cultura italiana. Le prime generazioni hanno iniziato a svolgere in Italia lavori di assistenza alla persona e tutt’oggi la maggior parte dei cittadini filippini è impiegata come collaboratore domestico. Ma le nuove generazioni, quelle dei figli nati in Italia, della loro origine hanno fatto tesoro ma sono fieri della cultura del territorio italiana e sono in tanti a frequentare le università. 

La Console Generale ci racconta anche di come per i filippini sia particolarmente semplice integrarsi con il retaggio culturale italiano e con le tradizioni locali: “i filippini, in generale, sono un’etnia che si adatta facilmente. In Italia ritengo sia più semplice per i filippini integrarsi proprio perché condividiamo una religione comune ed entrambi apprezziamo la famiglia. Nell’arco di tempo tra il 2017 e il 2018 un totale di 291 matrimoni tra cittadini filippini e italiani sono stati solennizzati e segnalati al Consolato Generale di Milano”.

Ben integrati e numerosissimi, sono loro i filippini della città più europea d’Italia, resa più all’avanguardia anche dalla loro presenza. Proprio nel centro della città, vicino al Duomo, è stato aperto il primo fast food europeo della catena filippina Jollibee, un marchio noto nell’arcipelago e in tutto il mondo che ha attirato per i primi mesi folle di cittadini da tutta l’Europa, in fila anche per diverse ore per provare l’iconico chicken joy, il pollo fritto più amato delle Filippine. Tra cultura asiatica e radici spagnole, i filippini sono tra le comunità più amate della città di Milano e, senza ombra di dubbio, ne sono pienamente parte.

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