Cerca
13 Luglio 2020
Sicurezza, Parco Sempione e dintorni

Sicurezza, Parco Sempione e dintorni

Sicurezza reale e percepita, due facce della stessa medaglia che, purtroppo, spesso non combaciano.
Milano città culturale, dal respiro internazionale, capitale culturale e finanziaria d’Italia non si può definire certo un ghetto e, rispetto a molte altre città europee il balzo in avanti è netto. Purtroppo, basta un niente per essere catapultati in realtà ancora critiche. Quartieri interi che sono vere e proprie sacche di fragilità. Zone che diventano centri di spaccio a cielo aperto, altre che lo sono sempre state nelle quali si è cercato di intervenire senza risolvere il problema.

Le conseguenze non sono solo nelle inchieste che di giorno in giorno leggiamo sui giornali, sulla vita dei cittadini hanno un’incidenza diretta, quotidiana.

Sono le mamme che spingono le carrozzine dei propri figli e si guardano intorno, sono i lavoratori che sperano di non trovare il finestrino rotto della propria auto, sono gli anziani che hanno paura e tengono stretti la borsa e il portafoglio, sono i giovani che dietro gli alberi vedono i coetanei che spacciano. E in questi casi la differenza fino ad ora l’hanno fatta i presidi: i negozi, le associazioni, le scuole, gli stessi comitati di residenti.

E’ compito della politica trovare le soluzioni, è compito delle forze dell’ordine tutelare i cittadini. Ma quando questo binomio non funziona, cosa succede? Il risultato è che in alcuni quartieri dopo le 17 è meglio non girare a piedi, che quando si torna a casa ed è notte si ha paura. Persino quelle zone che sono state riqualificate e che oggi sono fiore all’occhiello della Milano bella, da vivere, come il Parco Sempione diventano zone fragili.

L’episodio di violenza ai danni di una ragazza lo scorso mese di agosto ha fatto discutere, poi l’arresto del suo aggressore ha messo un po’ di pace a una vicenda dolorosa, non solo per la vittima, ma per tutta la città. Perché quando succede qualcosa del genere, la ferita sanguina per tutti i milanesi. Quella ragazza è una figlia, una moglie, un’amica, un’anziana: siamo tutti noi.

Poi la rissa, sempre al Parco Sempione. Un militare e un agente fanno dei controlli su alcuni extracomunitari, il ragazzo fermato reagisce male e chiama i suoi a rinforzo. Il militare è costretto a sparare un colpo a vuoto per ripristinare l’ordine, dopo che uno degli stranieri aveva cercato di portargli via l’arma. Il bilancio: due senegalesi di 28 e 35 anni sono stati arrestati. Un agente ha riportato contusioni alla spalla e a un ginocchio, il militare ha un occhio tumefatto.
Una situazione inaccettabile.

Non si può lasciare un posto così bello in mano alla criminalità.
E noi? Noi guardiamo, ascoltiamo, speriamo che non ci succeda mai nulla di brutto, ma in fondo ci chiediamo cosa faccia la politica?
La risposta, almeno per me, è che la politica fa del suo meglio ma a volte non basta: serve di più. Serve mettere in atto le promesse fatte in campagna elettorale quando da destra a sinistra si parlava solo di sicurezza e periferie.

Roberto Caputo

Condividi
Roberto Caputo
Scritto da
Roberto Caputo

Archivi