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26 Agosto 2019
Riapertura del tracciato storico: i Navigli

Riapertura del tracciato storico: i Navigli

Votato all’unanimità in Regione Lombardia lo scorso giugno 2018, la riapertura del tracciato storico milanese dei Navigli è ancora sulla bocca dei cittadini.
Il progetto prevede la riapertura delle acque del Naviglio della Martesana (Cassina de Pomm) in collegamento con la Darsena, la Vettebbia e il sistema dei canali irrigui di Milano Sud.

Immagine soggetta a copyright progettonavigli.comune.milano.it

Sono stati formulati un piano di fattibilità e un piano costi – benifici gestito da gestito da diversi associazioni online (www.progettonavigli.comune.milano.it), fino alle istituzioni universitarie come il Politecnico di Milano. 

Le zone d’interesse del progetto sono di fatto impartite in cinque macro – aree al fine di attuare una pronta ri-connessione idraulica in seguito al completamento dell’opera. 

  1. Tratto A: riapertura del canale in Via Melchiorre Gioia da Cassina de Pomm a via Carissimi;
  2. Tratto B: riapertura del canale in corrispondenza della Conca dell’Incoronata da Viale Monte Grappa a Via Castelfidardo;
  3. Tratto C: riapertura del canale in corrispondenza dell’Università degli Studi di Milano e del Policlinico, in Via Francesco Sforza da via Laghetto a Corso di Porta Romana;
  4. Tratto D: riapertura del canale in corrispondenza di Piazza Vetra e della Basilica di San Loreno Maggiore, in Via Molino delle Armi da via Vettabbia a Corso di Porta Ticinese;
  5. Tratto E: riapertura del canale in corrispondenza della Conca di Viarenna da via Marco d’Oggiono alla Darsena;

Il tratto C, famoso per essere oggetto di numerose discussioni, comprende la zona dell’Università Statale da via Laghetto a Corso di Porta Romana, che risentirà maggiormente dei disagi generati dai lavori in concomitanza della metropolitana M4 nell’area attigua di Santa Sofia.  In questo tracciato infatti l’acqua scorrerà a 2,60m al di sotto del livello della strada e si predisporrà un apposito spazio ciclo-pedonale per eventuali emergenze, come guasti o soppressione dei vagoni dell’M4. 

All’appello non mancano le limitazioni alla mobilitazione. La chiusura prossima all’area di Via Francesco Sforza e via Molino delle Armi, diventerà di forte vocazione locale, dove verranno disegnati degli spazi di seduta apposta per la cittadinanza. 
In termini di accessibilità delle aree vicine al centro è predisposto un piano per la realizzazione di aree funzionalmente capaci di far transitare le masse dei veicoli che non saranno coattivamente ridotte. Tutt’altro, saranno messi in servizio precisi spazi e assi di accesso facilmente raggiungibili. 

Prototipo simulato della riapertura del canale in Piazza Vetra e la messa in servizio della metropolitana M4

La Conca di Viarenna subirà una forte connotazione di verde con aiuole piantumate sul lato destro del canale, allo scopo di interrompere la continuità della sponda più profonda. Nel merito della questione di fatto i cittadini hanno voluto esprimere la loro preferenza per la piantagione di alberi e costruzioni di giardinetti, coniugando il seme del progetto: innovazione e qualità ambientale

Aspramente giudicati gli aspetti finanziari del progetto che vedono la stessa cittadinanza milanese divisa. In vero, sono stati stimati oltre 100mln di euro per la sola progettazione delle opere, cui vanno sommate oltre 4mln di euro per la sicurezza. Considerando infine gli oneri fiscali, l’opera complessiva è valutata a 150mln di euro. 

In seguito ai numerosi incontri avvenuti a Palazzo Marino durante l’inizio dell’estate, la riapertura del tracciato storico desta tuttavia diverse esternazioni discordanti da tutte le correnti politiche all’interno del Pirellone. Il minimo comune denominatore però resta uguale per tutti i milanesi, ossia la volontà di abitare in una città che possa abbracciare l’innovazione rispettando la qualità ambientale. Il desiderio di vivere in una smart city.

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Scritto da
Karoline Gapit
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