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23 Ottobre 2019
S’ infiamma, di nuovo, Quarto Oggiaro

S’ infiamma, di nuovo, Quarto Oggiaro

Non siamo più negli anni 90. I vecchi boss sono tutti in galera, il quartiere è stato ampiamente riqualificato, ma a Quarto Oggiaro si è tornati di nuovo a sparare.

I figli, i nipoti, le seconde file hanno ripreso a tessere la tela criminale dello spaccio, delle rapine, della prostituzione. La mano pesante della ‘drangheta tiene soggiogato il quartiere, come se gli anni bui non fossero mai finiti. Eppure un riscatto sociale era avvenuto ed ora tutto è fermo. I narcos e i clan hanno ricominciato a dettare la loro legge. I nomi sono conosciuti.

Anche se una nuova generazione si è fatta avanti. Si fanno notare i cosiddetti ” pazzi ” come li hanno definiti, che stanno cercando di salire le gerarchie della malavita a colpi di pistola ed ad agguati. Tira una brutta aria. Tra faide e rivalità che si trascinano da anni le forze dell’ordine fanno quello che possono e molti risultati positivi li hanno ottenuti. I molti arresti ne sono un chiaro esempio.

Ora, però, si tratta di ricostruire un tessuto sociale che si è sfaldato troppo in fretta. Aumentare i servizi, intervenire nelle situazioni di degrado, prima che esplodano; insomma presidiare politicamente il territorio. Ahimè, è la triste storia di alcune periferie abbandonate, dove la malavita italiana e straniera la fanno da padrone dettando le loro regole criminali. E la grande Milano non può certamente nascondere queste realtà e buttare la polvere sotto il tappeto.

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Roberto Caputo
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Roberto Caputo

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