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17 Giugno 2019
Sono un nostalgico del vecchio San Siro

Sono un nostalgico del vecchio San Siro

Ebbene sì, io lo chiamo ancora San Siro. Per me sarà sempre San Siro, senza nulla togliere al grande Meazza.

Io sono stato assessore allo Sport del Comune di Milano e quello stadio era un po’ come un figlio: straccocolato. Dopo i mondiali del 90″ il suo terreno era diventato un campo di patate e bisognava spesso intervenire sostituendo le zolle che arrivavano dall’Olanda. Un costo altissimo di centinaia di milioni per l’amministrazione comunale. Insopportabile. Trattai con le due società, l’Inter di Pellegrini non ne volle sapere, il Milan di Berlusconi accettò di accollarsi per intero quelle spese avendo in cambio la gestione del terreno. Ebbi coraggio e fui un antesignano di una nuova gestione, per il bene del calcio e della Scala del calcio.

Oggi sentire parlare di ruspa e di abbattimento mi provoca una fitta al cuore. Una storia non si cancella così. Sono per un’operazione di ammodernamento, di rifacimento, ma sono anche molto realista. Se questa operazione non fosse possibile, se costasse troppo, allora si scelga la soluzione drastica, ma dopo aver esperito tutte le possibilità. Per fortuna le due società hanno trovato un accordo e si è scartata la concezione dei due stadi, poi bisognerà superare l’ostacolo della proprietà. Inevitabilmente si pone un problema con la Corte dei Conti: si interpellino i tifosi, poi la decisione spetterà alla politica ed al Consiglio Comunale. Ma San Siro rimarrà sempre nel cuore di tutti i milanesi.

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Scritto da
Roberto Caputo
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