Non passi sotto silenzio il caso della bambina promessa sposa

Ha avuto tanto coraggio Malijka , madre di una bimba di 10 anni promessa sposa dal padre in Bangladech. L’uomo stava partendo per il suo paese di origine portando con sè la giovane figlia che lui aveva destinato ad un uomo per il matrimonio. La madre ha strappato il suo passaporto e quello della bimba, denunciando il grave fatto alle autorità competenti, raccontando i molteplici maltrattamenti subiti e la costrizione in casa a studiare il Corano da parte del marito.
Purtroppo è l’ennesima violenza che si perpetra nei confronti di una donna, usando la religione come pretesto.

Il caso di Suma, portata via dall’Italia con l’inganno dalla propria famiglia e uccisa in Pakistan, ci fa comprendere che la questione è assolutamente drammatica.
Dobbiamo prendere le difese delle migliaia di figlie e mogli che, purtroppo, subiscono senza potersi ribellare. Il problema dell’accoglienza deve essere indissolubilmente legato a quello della conoscenza e del rispetto dei diritti e dei doveri della nostra Nazione. Le donne che si battono ogni giorno contro i soprusi che subiscono sul lavoro ed in famiglia hanno il dovere di accollarsi questa tematica tenuta da sempre in secondo piano, perchè le cose purtroppo si vengono a sapere solamente dopo una tragedia.
Malijka è stata una madre coraggiosa, ma quante madri non hanno avuto la possibilità di salvare la propria bambina? E quante madri subiscono una situazione di segregazione? Questa è una battaglia di civiltà che ci deve vedere tutti presenti.

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Nato a Milano il 20/6/1951. Sposato, un figlio, un nipote e una gatta... Esperto di gestione delle risorse umane e di comunicazione istituzionale, scrittore di noir, ė stato assessore del Comune di Milano e Presidente del Consiglio Provinciale.

caputo.rob@gmail.com

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