Milano: una boriosa prima della classe

A scuola è sempre stato così: il primo della classe, un po’ secchione, che non passa i compiti ai compagni, che non aiuta quelli che sono rimasti indietro, che fa la spia alla maestra, che si isola sul suo banco, che non scherza e non ride in compagnia, è sempre risultato antipatico. Tanti bei voti, tanti successi, ma pochi amici.

La Milano degli ultimi anni è un po’ diventata così. La nostra vecchia Milano col coeur in man, della Madunina, sta lentamente scomparendo. Certo la città è sempre più ricca di eventi internazionali, di coraggiose proposte urbanistiche e architettoniche, di iniziative finanziarie e mediatiche. Ma è anche sempre più sola.

Prima vi era l’odiata Roma, ormai ridotta ad una precarietà inarrestabile da baraccone circense, ora è Milano ad assurgere al ruolo di antipatica di lusso. Morta l’istituzione Provincia che serviva come collante con i 134 comuni, è nata la Città Metropolitana. Un ente mai decollato, quindi inutile. Oltretutto senza testa perchè Sala, che dovrebbe esserne il capo, non se ne interessa e la vive come fastidio. Milano, la locomotiva d’Italia. Sicuramente! Ma su un binario unico. Non vi è neppure un grande amore con la Regione Lombardia. Finito, dopo le elezioni del 4 marzo, anche il feeling con il governo centrale. Lontani i tempi in cui da qui partivano le novità politiche.

Una città divisa in due, sia economicamente che politicamente; un divario troppo alto tra ricchi e nuovi poveri. Milano sta sul piedistallo, con la sua bella corona da regina in mostra, circondata da plaudenti cortigiani. Ma la città non può essere soltanto un bel castello incantato e la sua classe dirigente un’elite chiusa nel palazzo che non apre mai la finestra.

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Nato a Milano il 20/6/1951. Sposato, un figlio, un nipote e una gatta... Esperto di gestione delle risorse umane e di comunicazione istituzionale, scrittore di noir, ė stato assessore del Comune di Milano e Presidente del Consiglio Provinciale.

caputo.rob@gmail.com

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