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19 Settembre 2019
La Milano “di mezzo”

La Milano “di mezzo”

Buone notizie per la candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026. C’è ancora molto da fare, ma le possibilità di una vittoria sono decisamente aumentate. Dopo Expo sarebbe un evento internazionale che metterebbe la nostra città al centro di una grande operazione turistica, commerciale,  sportiva. E già il Salone del Mobile e le settimane della moda hanno ampiamente dimostrato le nostre capacità di ottima accoglienza. Questa  la metropoli che ci piace.

Poi, purtroppo, vi è l’altra Milano. Una Milano orribile, quella delle case popolari di via Ricciarelli, dove un mostro massacra di botte il suo bambino di due anni, dopo averlo anche torturato bruciandogli i piedi con un accendino. Eppure questo assassino era dedito alle rapine, consumava droga, occupava abusivamente una casa senza che la giustizia lo fermasse. 

Questa è stata la punta più drammatica e dolorosa dell’iceberg. Ma basta spostarsi di pochi metri in piazza Selinunte, per passare da un inferno all’altro. Ahimè situazioni di degrado e di emergenza sono diffuse in tutte le periferie milanesi. Un lungo elenco: da Stadera al Corvetto, a Calvairate solo per citarne qualcuna. Vi è una illegalità ed una violenza che colpisce e penalizza i cittadini onesti e premia la micro criminalità ed i delinquenti. Una condizione a rischio, che è sul punto di esplodere. Dal Palazzo vi è disattenzione; come si suol dire “si chiude un occhio”, ma gli occhi andrebbero ben aperti. Questa è ” la Milano di mezzo”. Una Milano che proprio non ci piace.

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Roberto Caputo
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Roberto Caputo

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