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17 Giugno 2019
Milano: un po’ apple, un po’ pear

Milano: un po’ apple, un po’ pear

In Europa brillano di luce propria tre stelle: Londra, Parigi e Milano. Sono in assoluto le più grandi produttrici di ricchezza, le vere locomotive economiche dei loro paesi. Per la capitale inglese e per quella francese si tratta di una cifra che si aggira intorno ai 700 miliardi. Milano non è da meno con 600 miliardi, un ottimo risultato anche considerando il rispettivo numero di abitanti.

Le tre grandi metropoli svettano in assoluto come punto di attrazione per cultura, ricerca, università. Quando si parla di Milano ci si riferisce alla vasta area metropolitana e non certo solamente a quello che si trova all’interno delle mura spagnole. E questo diventa una negatività per la mancanza di una istituzione forte in grado di sorreggerla.

Defunta la Provincia, la neo Città Metropolitana non è mai decollata e vivacchia in un limbo indefinito: tutto questo a causa della pessima legge Del Rio, ma anche perché il sindaco Sala, che è anche a capo della Città Metropolitana, di questa amministrazione ben poco se ne è occupato. Se si fossero messe a regime tutte le eccellenze presenti nella vasta area il successo di Milano sarebbe stato ancora maggiore. Altre due negatività pesano sulla città: il rating nazionale che abbassa quello di Milano e le periferie in forte ritardo soprattutto quelle a ridosso dei Comuni di prima fascia. Quello delle periferie è un nodo irrisolto della giunta Sala… Le violenze dei gilet gialli dovrebbero invece fare riflettere l’amministrazione della città su quanto sia pericoloso dimenticarsi di una vasta fetta di cittadini.

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Scritto da
Roberto Caputo
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