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2 Giugno 2020
Lui canta con i segni

Lui canta con i segni

Lui fa musica che non può sentire.
Lui trasforma la musica e le sue emozioni in versi e segni.
Lui è Francesco Brizio, in arte Brazzo, ed è un cantante rap che canta con la voce e con le mani, ma non sente la musica.

Volere è potere, volare senza pare, in alto puoi andare, la voce può sfondare. Con le mani non fai salti mortali, insegui i segnali e vola senza ali.

Foto copertina FB Brazzo
“A volte le parole non bastano, serve una bomba di colore e la rivoluzione”, Brazzo.

La musica è una sfida personale

Francesco Brizio, in arte Brazzo, è sordo e questo non l’ha mai fermato. È nato sordo da una famiglia di sordi, ma ha iniziato a parlare all’età di 5 anni. Da quel momento ha intrapreso un percorso con la logopedista che è durato 10 anni, grazie alla quale adesso non solo parla, ma è riuscito a realizzare il sogno di quando era bambino: diventare un cantante rap.

Anni fa avevo iniziato a pensare al mio desiderio di cantare, ma ero imbarazzato perché sono sordo. Una mia amica mi ha stimolato a cantare e da li è iniziato come una sfida, poi col tempo è diventato una passione.

Inizia così la sua carriera da rapper, grazie al supporto di una logopedista e di un’amica che lo aiuta a tenere il tempo mentre canta. Nel 2016 esce il primo singolo e il primo videoclip della canzone Sono sordo mica scemo, una canzone forte e con un testo provocatorio.

Con le mie canzoni cerco di abbattere la barriera comunicativa e i pregiudizi, far conoscere il nostro mondo, le nostre difficoltà quotidiane e diffondere la lingua dei segni.

A gennaio 2020, Brazzo arriva sul palco di Italia’s Got Talent, dove si esibisce con il suo cavallo di battaglia Volere è potere commuovendo giudici e pubblico e superando le selezioni.

Segnare per comunicare

La musica di Brazzo non è fatta solo per essere ascoltata. I suoi pezzi rap sono accompagnati dai segni della LIS, la Lingua Italiana dei Segni, cosicché riescano a raggiungere anche quella parte della popolazione che non sente.

Non tutti hanno fatto come me che sono andati dal logopedista, alcuni hanno scelto di segnare per comunicare. Ma in Italia non è stata riconosciuta la LIS.

Il mancato riconoscimento della LIS come lingua vera e propria da parte dello stato italiano è un problema per la popolazione sorda, che in questo modo continua ad essere discriminata e trattata come una minoranza di persone con disabilità, quando invece vorrebbe essere trattata come una minoranza linguistica.

Io ho dato una grossa scossa con il mio brano “Sono sordo mica scemo”: ho voluto provocare, rivelare i nostri disagi sociali, chiedere più integrazione perché siamo emarginati dalla vita sociale. A volte i sordi vengono esclusi dal mondo: ma noi possiamo fare tutto, non solo nella musica ma anche competere nello sport in massima serie, entrare nel mondo della televisione, dello spettacolo e della moda perché come dice la canzone “in fondo siamo tutti esseri umani”. Bisognerebbe assicurare la piena integrazione delle persone sorde nella vita collettiva. Ed è per questo che ho voluto cantare e segnare, per dare un messaggio forte a tema sociale, al fine di agevolare il riconoscimento della nostra lingua. È un nostro diritto ed è il nostro unico modo/mezzo per comunicare. Per noi segnare equivale a parlare, è la nostra lingua naturale. Sono nato sordo e accetto serenamente la mia sordità, ma la società italiana ci ha impedito di andare oltre, siamo esclusi dal mondo sociale e culturale. La TV di Stato non ci permette di avere i sottotitoli in tutti i canali, nonostante, come tutti, siamo tenuti a pagarne il canone. Manca l’accessibilità negli uffici pubblici e servizi di interpretariato nelle scuole. La conoscenza è fondamentale, ma noi ci siamo sempre dovuti arrangiare da soli.

Sordità ed emergenza sanitaria

Le persone affette da sordità possono fare tutto, nella vita quotidiana trovano sempre soluzioni, trovano sempre il modo per rendere le difficoltà delle cose semplici. Alla domanda “cosa è la cosa più difficile nella vita quotidiana?” posta dal nostro intervistatore, Brazzo ha fatto fatica a trovarne una, ma una difficoltà c’è ancora “chiamare e rispondere al telefono”.

In caso di emergenza, telefonare a qualcuno. Perché se non c’è la possibilità di fare una videochiamata urgente è difficile comunicare.

Con la diffusione del virus Covid-19 e le misure di prevenzione messe in atto dal governo italiano, sono stati creati dei numeri appositi da chiamare per avere informazioni o chiedere aiuto. Purtroppo però, con il mancato riconoscimento della LIS, questo servizio è difficilmente accessibile alla popolazione italiana affetta da sordità.
Manca un servizio che può essere contattato anche tramite una video chiamata, mancano interpreti in ospedale e indossando tutti le mascherine risulta difficile leggere il labiale.
È questa la nuova battaglia di Brazzo, che denuncia la mancanza di sostegno nei confronti di quella parte della popolazione che non sente.

Mojo Days ep.07 – Francesco Brizio alias Brazzo

Li chiamiamo spesso sordomuti, ma dovremmo chiamarli solo Sordi.Pensiamo che siano "limitati", poi conosci uno come Brazzo e scopri che possono anche cantare… oggi è il giorno di Brazzo

Gepostet von Mojodays am Montag, 4. März 2019
Intervista con Mojo Days

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