LE DONNE E IL DESIDERIO

Polonia, inizio anni 90. Quattro donne di età differente fanno i conti con il proprio desiderio d’amore: Agata, madre di famiglia, si innamora del giovane prete della vicina chiesa; Iza soffre per essere stata lasciata dall’amante dopo anni di segreta relazione; Renata prova attrazione per la giovane Marzena che non si accorge di essere oggetto del suo desiderio. “L’amore sarà la cosa più importante nelle vostre vite. L’amore, il meraviglioso amore. Non allontanatevi dal vostro corpo, anche se è fragile e si dirige verso la morte. Non combattetelo, rispettatelo, non umiliatelo, non profanatelo”: queste le parole dette ai ragazzi a scuola, parole che le quattro donne di questo film sembrano aver dimenticato e dell’amore conservano l’idealità di qualcosa che doveva essere e invece non è stato. Il giovane regista polacco Tomasz Wasilewski scrive e dirige un film livido eppure coinvolgente e dal buon ritmo, grazie alla struttura del film, che non separa le storie, ma fa sì che i personaggi si sfiorino, si parlino in situazioni e luoghi uguali che differiscono solo dal punto di vista di colei di cui si seguono i fatti. Fino ad arrivare alla quarta vicenda, che sembra slegata e meno efficace delle altre, perché in apparenza meno sviluppata. Il regista utilizza uno stile scarno e efficace, tinteggia ogni scena di pallidi colori innaturali e spoglia i suoi personaggi in un processo di messa a nudo dell’animo e del desiderio stesso. Ci piace poi la scelta stilistica di seguire a volte le quattro donne in primissimo piano da dietro, perché il dietro è la parte nascosta, quello che non si vede e di sé non si mostra. E’ un film forte, notevole, disperato e senza mezze misure, rafforzato da rumori di fondo e silenzi piuttosto che da musiche ingombranti e didascaliche. Bellissimo e giusto il titolo originale, “United states of love”, la pellicola è stata premiata a Berlino 2016 per la Miglior Sceneggiatura e come miglior Regia, Montaggio, Costumi al Festival del Film Polacco 2016.

 

IN PROGRAMMAZIONE al cinema ARIOSTO di MILANO

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Vicepresidente dell’Associazione Culturale LaTW. Cura la sua personale rubrica di Cinema: “Visti dal Conte”. Nato nel 1965, si interessa da sempre al cinema, al mondo dello spettacolo e alla scrittura. Nel 1993 partecipa ad un corso di sceneggiatura condotto da Lara Fremder e Paolo Rosa. Negli anni successivi scrive recensioni cinematografiche per la pagina televideo di Telelombardia, azienda per la quale lavora dal 1986. Dal 2009 inizia a studiare recitazione teatrale presso l’Associazione Culturale Dedalus. Nel 2011 partecipa al “Premio Solinas – Storie per il cinema”. Nel 2011 e nel 2014 partecipa al Concorso letterario indetto dalla Biblioteca Comunale di San Donato Milanese classificandosi entrambe le volte al secondo posto. Nel 2015 ha diretto il suo primo cortometraggio.

adriano.cavicchia@latw.it