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22 Settembre 2019
LA PAZZA GIOIA

LA PAZZA GIOIA

L’incontro di Beatrice, bipolare, con Donatella, depressa grave, all’interno di una comunità che assiste chi vive disagio mentale segna il loro futuro di donne. C’è un desiderio profondo nel nuovo film di Paolo Virzì: quello dei personaggi è di essere felici, anche solo per un attimo; quello del regista (anche sceneggiatore con Francesca Archibugi) è di distinguere chi vive la follia reale da coloro che vengono etichettati/e come pazzi/e dalla famiglia, dalle Istituzioni e dal resto del mondo. Mondo che condanna le persone a essere rinchiuse in strutture spesso non adeguate e non necessarie. Non sempre è la migliore misura per chi ha commesso atti violenti contro sé stessi o altri: alla base ci deve essere il dialogo, il capire la singola situazione e trattarla di conseguenza. In questo il film del regista livornese si schiera con convinzione senza giudicare mai i due personaggi e trattandoli sempre come donne in stato di sofferenza: per questo le muove con cura, le fa scontrare e aprire, le rende amiche, le trasforma rendendole consapevoli. Quel che condanna è tutto ciò che sta dietro le loro vite, quel mondo popolato di genitori respingenti incapaci (perché inetti e, loro sì, folli!) di fornire aiuto e amore. Un gran bel film che cresce piano come la storia che racconta, e che chiude in maniera forte e commovente i conti del passato. Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti sono bravissime a fornire corpi e menti ai due personaggi. Da vedere.

 

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Adriano Cavicchia
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Adriano Cavicchia
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