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5 Marzo 2021
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Kerkis, il teatro antico tra classicità e attualità

Kerkis, il teatro antico tra classicità e attualità

Perché è importante occuparsi ancora oggi di teatro antico greco e latino? Al di là della lingua e del divario del tempo, le tematiche ci riguardano da vicino: scontri generazionali tra genitori e figli, scontri con noi stessi tra razionalità e passione, scontro con il destino e la convivenza con il peso delle nostre scelte. Tutti questi temi li troviamo nei testi che ancora oggi ci toccano da vicino e che Kerkis affronta.

Eleonora Fedeli, ospite oggi di Good Morning Milano, è attrice, socia collaboratrice, assistente organizzativa dell’Associazione Kerkis. Teatro antico in scena.

Kerkis viene dal greco, è il punto di contatto che, all’interno della struttura dell’antico teatro, collega il settore dedicato al pubblico allo spazio occupato dagli attori. «Il nome è stato scelto per definire la nostra idea di teatro», spiega l’ospite, «che deve essere un punto di contatto tra il pubblico e gli attori in scena. Questo già ci identifica, perché vogliamo abbattere la quarta parete».

L’associazione si occupa da 10 anni di teatro antico e lo fa in modo particolare: sono l’unica realtà nel nord Italia che ha ogni anno una stagione teatrale con un cartellone completo di testi del teatro antico. Nasce come realtà universitaria dell’Università Cattolica per studenti e docenti. Ha creato poi una sua storia in autonomia, con una grossa componente giovane.

Le scuole sono uno dei canali più importanti per l’associazione. Per alcuni istituti, infatti, su richiesta realizzano alcune letture e alcune scene in video, sperando di poter andare presto direttamente nelle scuole. Questa collaborazione è fondamentale perché lavorano in stretta relazione con i docenti che sono attualmente in difficoltà e cercano soluzioni alternative per i propri studenti.

Fra gli spettacoli più amati nella scuole ci sono le commedie di Plauto. L’evergreen è l’Anfitrione. La comicità plautina ha sempre successo ed è sempre attuale.

La verità è che tutto quello che noi vediamo oggi parte dal teatro antico. Chi ha voglia di andare a scoprirlo lo nota subito. Ad esempio, è evidente proprio con Plauto e le sue commedie. Basti pensare alla parola sosia che viene proprio dall’Anfitrione. Nello spettacolo, infatti, uno dei personaggi si ritrova a fare i conti con un suo doppio identico e affronta una profonda crisi di identità. È bello scoprire quante cose ci portiamo dietro da quelle esperienze. Questi spettacoli toccano la sensibilità di chi ascolta e, per questo, sono compresi facilmente.

Kerkis, inoltre, in quanto associazione, permette ai propri soci di accedere a tutti i contenuti multimediali del sito e agli eventi online.

In partenza proprio stasera c’è I fili di Arianna, che è una chiacchierata su alcune tematiche scelte di volta in volta. Nell’appuntamento di oggi, ad esempio, si parla di Oreste, grande personaggio delle tragedie greche. Nella storia affronta un processo perché ha ucciso sua madre per vendicare l’assassinio del padre. L’opera offre una serie di riflessioni su temi molto importanti e attuali, come la giustizia e la genitorialità.

Kerkis ha lanciato una campagna di crowdfunding creata durante l’emergenza sanitaria, per abbattere la barriera delle schermo digitale e superare questi mesi difficili per continuare con il loro lavoro, dato che i teatri sono chiusi. In questo momento delicato l’associazione immagina e progetta tutte le possibili soluzioni per raggiungere il suo pubblico – in scena,  fuori scena, in presenza e a distanza.

Per accedere alla campagna crowdfunding si può accedere dal sito di Kerkis o dal sito di Rete del dono.

Crediti immagini di copertina:
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