Cerca
27 Gennaio 2020
Kayros, una seconda possibilità per giovani ribelli

Kayros, una seconda possibilità per giovani ribelli

Oggi insieme a noi in studio per un’ultima puntata di GoodMorning Milano prima della chiusura natalizia, ci sono Alessia Villani responsabile della comunicazione e Don Claudio Burgio presidente della Comunità Kayros.

Kayros è un progetto nato presso l’oratorio di Vimodrone che si occupa di ragazzi minorenni che vengono presso questa comunità per una messa alla prova. Il carcere a un minorenne può solo far male, per cui Kayros  per questi ragazzi significa intraprendere un percorso di redenzione che gli evita di affrontare il processo. 
“Non esistono ragazzi cattivi”, così Don Claudio Burgio ci tiene a presentare questo progetto. I ragazzi e le ragazze con cui si interfacciano i volontari della comunità sono semmai spavaldi, con atteggiamenti prevaricatori, ma non di certo irrecuperabili, bisogna semplicemente trovare il modo giusto di approcciarli cercando di accompagnarli a dare il meglio di sé. All’interno della comunità a testimonianza di ciò si registra una recidiva bassissima, anche perché i ragazzi vengono spinti a intraprendere un percorso che li porti a trovare un lavoro e a sviluppare una propria autonomia. Ad alcuni dopo una prima accoglienza presso la struttura gli si può offrire la possibilità di rimanere dopo il compimento della maggiore età anche oltre il periodo della messa alla prova.

All’interno del progetto Kayros i ragazzi svolgono molteplici attività, dallo sport alle proposte culturali, come il teatro. Un giovane anche se ha sbagliato, ha le capacità di inventarsi un futuro e mettersi al passo con le esigenze di oggi; attraverso la scuola la formazione, i momenti di condivisione e di amicizia viene a contatto con la vita comune di tutti i giorni, vivendo un’esperienza molto forte, che lo aiuta a redimersi. 

Dietro a questa comunità operano molti volontari, i quali danno una mano per lo svolgimento delle attività, inventandosi nuove modalità di approccio ai ragazzi. Come ci spiegano i nostri ospiti, si può collaborare insieme a Kayros in molteplici forme.

Alessia Villani, responsabile della comunicazione, ha conosciuto l’associazione tramite sua mamma. Attraverso il web ci si preoccupa di far conoscere la realtà di Kayros, mostrando chi sono i ragazzi e come all’interno della comunità gli viene data una seconda possibilità: grazie alle attività che vengono svolte insieme ai ragazzi, internamente ed esternamente alla comunità, e alle collaborazioni con i Municipi di Milano.
Come ci spiega Alessia vi sono anche ragazzi maggiorenni che vivono nella Comunità, i quali non si sentono pronti a fare il salto con la propria vita.
Ragazzi che molte volte si presentano autonomamente presso la comunità per solidificare il loro percorso, altri invece arrivano da più parti di Milano e non solo per chiedere una mano.

I ragazzi con cui si interfaccia il Don sono cambiati negli anni, i ragazzi di oggi hanno legami affettivi con i loro genitori forse eccessivi, i genitori stessi sono molto protettivi. Questi giovani possono essere spavaldi però hanno fragilità psichiche, con cui ci si deve confrontare.
Per far sì che cambi qualcosa è necessaria una rivoluzione culturale, un’operazione culturale molto larga. Un primo cambiamento necessario sarebbe il passaggio dalla giustizia retributiva alla giustizia riparativa. 
Avere uno sguardo diverso sui ragazzi è possibile, basta conoscerli ed entrarci in relazione. “Se un ragazzo viene solo punito ed escluso, poi da adulto non contribuirà al benessere della città”.
Il problema della tossico dipendenza non è scomparso e bisognerebbe ripensare le comunità in quest’ottica, cercando di togliere i ragazzi da questi giri che creano dipendenza. 
Il disagio psichico sta crescendo a vista d’occhio, ragazzi si fanno di psicofarmaci, facilmente accessibili perché i prezzi sono molto bassi, che li stordiscono, e di conseguenza non riescono a dare continuità al loro impegno, a portare avanti i propri progetti.
Il gioco d’azzardo è un altro problema, che negli anni è diventato uno dei modi apparentemente più semplici per fare soldi e più difficile da estirpare. 
Al di là del lavoro svolto dagli oratori, manca una progettualità più seria a livello delle istituzioni operanti nel settore. 

Quest’anno per dare una mano a Kayros è stata avviata una campagna di Crowdfounding dal titolo Non lasciamoli soli. Per fare una donazione al progetto basta andare sul sito dell’associazione e premere il pulsante dona, inserire i dati necessari e l’importo della propria offerta.
I soldi verranno utilizzati per creare 2 appartamenti volti ad ospitare i ragazzi maggiorenni, che vogliono aiutare e che vogliono entrare a far parte della comunità.
La campagna di Crowdfounding terminerà ad aprile, quindi i volontari sono fiduciosi di riuscire a raccogliere abbastanza fondi.

Kayros
Via XV Martiri, 28
20090 Vimodrone
Email ufficiostampa@kayros.it
Facebook www.facebook.com/kayros.onlus

www.kayros.it

Condividi

Archivi