L’inferno di Piazza Selinunte

Molti anni fa era un quartiere residenziale a ridosso del primo hinterland milanese e a poca distanza dalle belle ville di San Siro. Un agglomerato sociale molto solido costituito da un radicato ceto popolare e operaio.

Poi tutto è mutato in peggio. Lentamente vi è stato un cambio nell’insediamento urbano con l’arrivo massiccio di abitanti del Magrheb: le case popolari hanno vissuto una sempre maggiore situazione di degrado e molte di queste hanno subito una costante occupazione illegale da parte di nomadi. Dei vecchi residenti, chi ha potuto è fuggito, e la situazione per chi è rimasto è ormai diventata insostenibile. Le scuole, in molti casi, hanno una percentuale di studenti non italiani superiore al settanta per cento, ma la cosa più preoccupante sono le condizioni di criminalità diffusa: spaccio e prostituzione anche minorile sono una drammatica realtà. Violenza, minacce e furti nei negozi fanno ormai parte della quotidianità.

Un quartiere fuori controllo, dove vince la paura e le persone oneste hanno il terrore a uscire di casa. Il pericolo è quello di trovarci ben presto in un contesto off limits dove regna l’impunità e ogni tentativo di risanamento è destinato a fallire. Ma nessuno fa nulla. Assente ormai da tempo l’amministrazione comunale… Ahimè.

Rate This Article

Nato a Milano il 20/6/1951. Sposato, un figlio, un nipote e una gatta... Esperto di gestione delle risorse umane e di comunicazione istituzionale, scrittore di noir, ė stato assessore del Comune di Milano e Presidente del Consiglio Provinciale.

caputo.rob@gmail.com