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20 Gennaio 2021
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Il Lupo Bianco della filantropia

Il Lupo Bianco della filantropia

Copertina olmo

La vita non è stata semplice per lui. Partito dal nulla, è diventato un simbolo di resilienza, carità e fratellanza.

Lui è Carlo Olmo, l’Umano #ZeroQuindici più conosciuto come il Lupo Bianco.

All’inizio la vita mi ha tolto tutto. Poi mi ha ridato tutto. Oggi è tempo di restituire tutto

Carlo Olmo

Il bambino dagli occhi tristi

Oggi Carlo Olmo è famoso per essere il filantropo che durante la pandemia di Covid-19 ha offerto il suo aiuto alle città di Vercelli e Bergamo. Il Lupo Bianco della beneficienza la cui zampata solidale è arrivata, negli anni, anche in Vietnam, Nepal, Iraq, Kenya, Perù e Uganda.

Carlo Olmo nasce a Lecco nel 1965. Figlio di una prostituta, cresce in un orfanotrofio vicino a Mantova, dove si ammala di epatite e subisce frequenti abusi, fino a tentare più volte il suicidio. Poi un giorno si presenta in orfanotrofio un distinto avvocato di Vercelli, Piero Olmo. Lo vede e decide di adottarlo.

Avevo sette anni e colui che sarebbe diventato mio padre mi scelse perché, come mi rivelò anni molti anni dopo, ero il bambino con gli occhi più tristi di tutto l’orfanotrofio.

Carlo Olmo

La seconda vita di Carlo

Nonostante la madre non riuscisse ad accettare la decisione del marito di accogliere in casa un orfano, per di più denutrito, malato e indietro negli studi, per Carlo comincia una vita di agi e opportunità.

A 15 anni inoltre Carlo incontra il suo maestro di arti marziali cinesi che “educa la mia coscienza, insegnandomi a trovare un equilibrio anche nel dolore”.

Il terremoto emotivo

Dopo la maturità Carlo si iscrive all’università Sceglie la facoltà di Giurisprudenza per assecondare il desiderio del padre, sacrificando le sue passioni che erano la fisica, la matematica e l’astronomia.

Lo studio della materia giuridica, però, inizia pian piano a piacerli, tanto che, una volta avvocato, arriva a celebrare 400 processi l’anno anche internazionali per casi di mafia e droga. Poi una sera del 2005 viene chiamato a difendere, come avvocato d’ufficio, un uomo e una donna che aspettano subire l’interrogatorio in carcere. Carlo non ha il tempo di leggere gli atti e così scopre l’accaduto nella sala del parlatorio, attraverso il discorso del pubblico ministero.

“Cosa mi direbbe se le facessi vedere e le dimostrassi che quel bambino di 7 anni è suo figlio?
E cosa mi direbbe se le mostrassi che lei e sua moglie per salvare il vostro negozio avete richiesto l’aiuto economico di 30.000€ a un russo vostro amico?
E cosa mi direbbe se io le dicessi che quel russo vostro amico per darvi 30.000€ per salvare il vostro negozio vi ha chiesto in cambio per 15 giorni vostro figlio da abusare?
E cosa mi direbbe se io le dimostrassi che quest’uomo ha preso il bambino con il vostro consenso e l’ha portato per 15 giorni a New York negli Stati Uniti, alla mattina telefonava a voi per essere rincuorato, al pomeriggio venivano fatti degli acquisti per renderlo sereno, alla sera venivano fatti vedere al bambino in una suite d’albergo filmati pornografici e poi tutta la notte veniva violentato?E cosa mi direbbe se io le facessi vedere tutto questo?”

Pubblico Ministero

A quel punto Carlo interrompe l’interrogatorio e si rivolge al pubblico ministero per ritirarsi dal caso, in quanto troppo coinvolto dal punto di vista emotivo. Ma l’interrogatorio continua.

“Coraggio avvocato, perché questa è la materia del futuro”

Pubblico Ministero

Il giorno dopo Carlo restituisce la tessera da avvocato.

Il lupo bianco

Da allora Carlo ha abbracciato totalmente la sua vocazione al bene, diventando un filantropo, conosciuto come il Lupo Bianco.

“Il Lupo Bianco è un’immagine sciamanica con cui mi identifico per comunicare e condividere quello che faccio. Si tratta di un simbolo di resilienza, carità e fratellanza”.

Carlo Olmo

Negli anni, il Lupo Bianco, ha contribuito ad aiutare e finanziato: un pozzo in Iraq; un ospedale in Uganda per alleviare la piaga dell’infibulazione; un orfanotrofio in Nepal; un asilo in Perù; una biblioteca e un dormitorio in Kenya e la rete elettrica in un villaggio in Vietnam.

Durante il periodo della pandemia da covid-19, il suo contributo è stato essenziale per la città di Vercelli e non solo. Ha donato mascherine e materiale sanitario che hanno permesso ai medici di mettere in atto le misure di sicurezza anti-covid e continuare il loro lavoro. Le azioni del Lupo Bianco hanno ispirato molta gente, Carlo Olmo infatti riceve costantemente aiuti dai cittadini desiderosi di contribuire, anche con poco, alle sue azioni benefiche.

Per questo suo impegno, per le sue azioni benefiche, Carlo Olmo è stato nominato dal presidente Sergio Mattarella cavaliere al merito della Repubblica, il più alto degli ordini della Repubblica italiana. Anche la città di Vercelli ha deciso di mostrare la propria gratitudine nei confronti del Lupo Bianco donandoli il premio del Bicciolano d’Oro 2020.

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