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5 Marzo 2021
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Frieco e l’economia circolare locale

Frieco e l’economia circolare locale

Frieco è una società benefit. La startup è un mix tra società non profit e profit grazie alla quale il profitto è utilizzato per portare beneficio alla società e all’ambiente. Trasformano i rifiuti in nuovi prodotti o oggetti da reimmettere sul mercato, grazie all’utilizzo di un macchinario che riduce le dimensioni dei rifiuti stessi, compattandoli. Le attività coinvolte sono così in grado di diminuire le emissioni inquinanti, partecipando alla nuova economia sostenibile.

Roberto Frisina, CEO e co-founder di Frieco, racconta nella puntata di Good Morning Milano il servizio offerto dalla startup.

La tecnologia di triturazione brevettata di Frieco è in grado di ridurre realmente di sette volte il volume iniziale di tutti i rifiuti inorganici come, ad esempio, contenitori in plastica, vetro, cartone e carta, alluminio. Così, per esempio, se ci sono sette sacchi di plastica, alla fine se ne avrà solo uno. In questo modo si possono ridurre anche i mezzi di trasporto coinvolti per trasportare il materiale riciclato.

Il macchinario può avere una dimensione variabile. Proprio per questa ragione la startup organizza un sopralluogo iniziale in cui valuta le quantità e la tipologia di rifiuti prodotti dai propri clienti. Ci sono, infatti, varie versioni dei macchinari che vanno bene anche per ristoranti di piccole dimensioni e attività commerciali che non hanno grossi spazi a disposizione.
Questo progetto permette di ridurre dell’80-85% i rifiuti prodotti nel luogo stesso in cui si trova il macchinario.

Il lavoro di Frieco rientra nella definizione di economia circolare locale, perché porta benefici economici a tutti coloro che hanno a che fare con questo sistema.

Il punto nodale del loro lavoro è la possibilità di essere sostenibili senza spendere. Forse anche risparmiando. Utilizzando questo servizio, infatti, c’è un regolamento ben preciso per il quale, riciclando, c’è uno sconto sulla TARI per le utenze commerciali con partita IVA. Si risparmia perché, sui 10 kg di materiale ritirato, 15 kg sono riconosciuti come sgravo sulla tassa dei rifiuti per chi aderisce a questo circolo virtuoso.

Il nuovo progetto territoriale di Frieco, Da cosa nasce cosa, porta avanti proprio questa idea di economia circolare locale, infatti è nato e cresciuto nel Municipio 9. I partner finanziari e operativi del progetto sono Fondazione di Comunità, Repubblica del Design, le associazioni Revel, BovisAttiva, Bepart, studio di progettazione Ghigos, gruppo di ricerca DHoC del dipartimento di design del Politecnico e chiaramente il Municipio 9.

Nei quartieri milanesi di Lancetti, Isola, Dergano e Bovisa Frieco e i suoi partner vogliono sensibilizzare l’azione collettiva che riguarda il riciclo dei rifiuti per dimostrare che questi oggetti possano essere utili alla comunità stessa.

L’iniziativa Da Cosa Nasce Cosa riprende la strategia europea di contrasto alle plastiche, specialmente monouso. I cittadini dei quartieri coinvolti sono invitati a partecipare fornendo imballaggi di plastica che verranno inseriti in contenitori capaci di ridurne il volume attraverso la tecnica brevettata dalla start-up Frieco. La materia ottenuta sarà così pronta per essere trasformata in manufatti per uso pubblico (come panchine, arredamenti da interni o esterni) da un laboratorio locale. Il progetto richiede la partecipazione attiva della cittadinanza. Ha in sé lo scopo non solo di ridare vita alla plastica, mettendo in crisi il nocivo sistema monouso, ma vuole anche sottolineare l’importanza della partecipazione, senza la quale la soluzione al problema dell’inquinamento dei rifiuti non potrà esserci. 

Il prossimo obiettivo di Frieco è arrivare con la propria attrezzatura anche ai condomini.

Per ora in cantiere c’è un progetto col comune di Milano per il riciclo di mascherine, sempre in maniera locale. La proposta è quella di riciclare le mascherine attraverso degli impianti localizzati. Frieco si occuperà anche di fornire dei contenitori di cartone a tutte le attività aderenti all’iniziativa in modo gratuito. In questi contenitori i clienti e la cittadinanza possono differenziare le mascherine stesse. «Grazie alla collaborazione con associazioni del territorio, faremo queste raccolte sempre con microimpianti a costi moderati e otterremo prodotti che costituiranno una rinascita per la comunità stessa», spiega Roberto Frisina.

Per approfondire le tematiche affrontate oggi si può consultare il sito di Frieco e per avere maggiori informazioni sul servizio si può inviare un’email a info@frieco.it.

Crediti immagini di copertina:
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