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31 Maggio 2020
Da Machu Picchu all’Everest con il Parkinson e una donna a fianco

Da Machu Picchu all’Everest con il Parkinson e una donna a fianco

Copertina articoli MCRDU

È possibile che un uomo di 64 anni, malato di Parkinson, scali il monte Everest? 
Se si chiama Tiberio Roda, tutto è possibile! 
Quando a Tiberio, imprenditore ed ex-CEO delle Trafilerie San Paolo a Erba (CO), è stato diagnosticato il Parkinson, la sua risposta è stata immediata: «Dottore, se è una gara la vinto io!». Era il 2013 e da allora la sfida alla malattia è andata avanti con la stessa tenacia con cui Tiberio ha lavorato per la sua azienda. Senza mai perdere un colpo.

Lui è un uomo che non si arrende. Lui è un uomo che ha la passione nel sangue. Lui è un ribelle.
Lui è l’Umano.Zero.Sei di Ma che Razza di Umani.

Questa è la storia di Tiberio Roda che da imprenditore e CEO delle Trafilerie San Paolo è diventato istruttore dell’associazione Rock Steady Boxing, mettendo il suo spirito imprenditoriale al servizio di un nuovo scopo: proporre una terapia per il trattamento dei sintomi del Parkinson.

Tiberio Roda e Paola Roncareggi Rock Steady Boxing Como Lake
Tiberio Roda e Paola Roncareggi, allenatori della Rock Steady Boxing Como Lake

Spirito imprenditoriale

Il lavoro alle Trafilerie San Paolo è stato una delle grandi passioni di Tiberio. Prima di lui, suo padre aveva portato avanti la fabbrica di famiglia fino a farla diventare un’azienda leader nel settore della produzione di matasse di acciaio trafilate e Tiberio non poteva essere da meno.
L’innovazione è stata la vera e propria spina dorsale dello sviluppo delle Trafilerie San Paolo che spinge Roda alla continua ricerca di soluzioni sempre migliori sia per i clienti che per le maestranze. 

«In famiglia siamo tutti cresciuti con l’esempio di un padre imprenditore seriale, non potevo e non volevo fare altre scelte»

Tiberio Roda
Tiberio Roda, CEO delle Trafilerie San Paolo di Erba (CO)
Tiberio Roda, CEO delle Trafilerie San Paolo di Erba (CO)

Seconda vita

Nel 2013 arriva la diagnosi di Parkinson e Roda, con la stessa passione e lo stesso spirito di innovazione con i quali gestiva l’azienda di famiglia, si è guardato intorno per cercare la terapia migliore con cui gestire i sintomi della malattia. 

Informandosi sul web, Tiberio scopre la Rock Steady Boxing, un’associazione americana fondata a Indianapolis da Scott Newman, che propone ai malati di Parkinson un allenamento di boxe senza contatto. Questa pratica aiuta a ridurre i sintomi della malattia, migliorando la qualità di vita. 

Tiberio nel 2014 vola così in America, a Indianapolis, dove partecipa al corso di coaching della Rock Steady Boxing. Detto fatto. Ritornato in Italia non perde tempo e fonda, con l’aiuto della sua compagna Paola Roncareggi, la Rock Steady Boxing Como Lake. Si tratta della prima e unica filiale italiana della Rock Steady Boxing. Inizia così la seconda vita di Tiberio. 

Tiberio e Paola al Philadelphia Museum of Art davanti la statua di Rocky Balboa
Tiberio e Paola al Philadelphia Museum of Art davanti la statua di Rocky Balboa

«Per una vita il lavoro è stato la mia passione, poi la passione ti cambia la vita. Quando la mia vita ha preso un’altra piega ho deciso che non mi sarei arreso. Ho messo la mia passione a servizio di un altro scopo»

Tiberio Roda

Nulla di grande si fa da soli

Come la malattia non cambia solo la vita delle persone che ne sono affette, ma anche quella dei loro familiari, così la boxe è molto più di uno sport individuale. Un combattente come Tiberio ce la fa anche perché non è da solo. Accanto a lui, infatti, c’è una donna forte, intelligente e innamorata: la sua compagna Paola.
Lei lavora a Milano e si occupa di comunicazione. Nel 2014 consegue il diploma di coach della Rock Steady Boxing a Indianapolis, diventando la prima donna istruttrice di boxe senza contatto in Europa. 

«Nasco come sportiva. Ho sempre praticato qualche sport fin da bambina, in particolare la pallavolo. Per questo mi è parso naturale il passaggio alla Rock Steady Boxing.»

Paola Roncareggi

Le sfide: da Machu Picchu all’Everest

Molti sono i progetti della Rock Steady Boxing Como Lake, accanto ai corsi settimanali di boxe senza contatto. Progetti che sono veri e propri guanti di sfida lanciati alla malattia. Nel 2017 Tiberio e Paola lanciano “10 Mountains in 10 Years”, ideato dallo sportivo Enzo Simone con l’obiettivo di raccogliere fondi per sensibilizzare in merito a malattie come il Parkinson e l’Alzheimer. Il progetto prevede escursioni su dieci montagne diverse nell’arco di dieci anni. La prima è stata Machu Picchu; la seconda è stata la Sicilia e l’Etna, impresa che sarà raccontata nel documentarioPilgrimage to enlightenment.

Tiberio vuole spingere i propri limiti ancora più in là. Lui punta più in alto. Punta al campo base dell’Everest, perché: «Se non ti vuoi arrendere, ti devi muovere, ma muovere forte!». 
Come spiega Paola, infatti: «Perché non provare a esercitarsi anche con un gruppo di Persone con Parkinson, caregiver e appassionati, allenati per quell’obbiettivo, con esperti di respirazione, trekking, alimentazione?».

Raggiungere il campo base del monte Everest è dunque l’obiettivo della sfida 2020, per la quale Tiberio e i suoi compagni di viaggio si allenano duramente. Da questa avventura verrà anche tratto un film documentario, creative-documentary, intitolato Un picnic sul tetto del mondo, diretto dalla regista italiana Donatella Cervi.

Un picnic sul tetto del mondo, un film-documentario di Donatella Cervi

Per ogni nuova sfida, una nuova soluzione

Nonostante l’interruzione di tutte le attività sportive a causa dell’epidemia di Covid-19, gli allenamenti continuano, anche se in modo diverso. Mai arrendersi e trovare sempre soluzioni alternative. Paola e Tiberio si sono così re-inventati i corsi via Skype. Innovazione e passione non si fermano mai!

«Le persone che partecipano al corso sono principalmente anziani e avevo paura che questo potesse essere un ostacolo per l’accesso alle piattaforme digitali. Tuttavia sono riusciti ad accedere a Skype con l’aiuto di un parente e abbiamo iniziato le lezioni. Fare lezione via Skype con loro è divertente, perché non è solo sport, ma è anche un’esperienza sociale, non si sentono abbandonati.»

Paola Roncareggi

La storia di Tiberio Roda, insieme a tutte le altre storie di Ma che razza di Umani, puoi trovarle sulla nostra pagina Facebook, Instagram, LinkedIn e Youtube.

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