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5 Marzo 2021
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Cold case, un serial killer a Milano?

Cold case, un serial killer a Milano?

Valter Biscotti, fra i massimi avvocati penalisti in Italia, oggi affronta una nuova sfida: un caso irrisolto di omicidio. La possibilità emersa è che a Milano, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, in un’area circoscritta della città, all’interno dei Bastioni, abitasse un serial killer che ha assassinato ben otto donne.

L’avvocato, durante la puntata di Good Morning Milano, racconta che tutto è nato da un’intuizione del criminologo Franco Posa. Con il suo team, attraverso un sofisticato software utilizzato dalla polizia di New York, è riuscito a restringere il campo sia geografico che temporale. Ha così individuato almeno otto delitti avvenuti con lo stesso modus operandi nei confronti di ragazze molto giovani, ipotizzando così la presenza di un serial killer.

Si tratta di otto casi irrisolti che, all’epoca, sono stati trattati come casi singoli e scollegati tra loro. Grazie all’intuizione di Posa possiamo avere oggi una visione globale dei fatti avvenuti.

Come avvocato ho presentato un’istanza alla Procura
della Repubblica per poter cercare i fascicoli.
Le famiglie delle vittime mi hanno dato l’incarico,
dimostrando grande temperamento e voglia di verità.

Ma come mai non si è approfondito meglio? La risposta è semplice e la spiega bene l’avvocato. Nessuno di questi casi è finito in tribunale perché chi si occupava delle indagini non è riuscito ad arrivare a dei risultati concreti.

Bisogna considerare, inoltre, il periodo storico in cui si sono svolti i fatti. All’inizio degli anni Settanta aveva preso il sopravvento il crimine politico, dalla strage di Piazza Fontana all’omicidio del commissario Calabresi. I fatti di cronaca sono passati maggiormente in secondo piano con la contemporanea emersione dei sequestri di persona. Tutti questi eventi hanno fatto sì che l’attenzione mediatica si concentrasse principalmente su questi tragici eventi.

Il crimine comune non era accantonato ma le forze investigative erano concentrate dove c’era una domanda dell’opinione pubblica più pressante.

Sembra quasi assurdo riaprire il caso dopo cinquant’anni. Come spiega l’ospite, nonostante il tempo trascorso e nonostante questo ipotetico serial killer possa essere già deceduto, «nella sensibilità della vittima la ricerca della verità rimane fondamentale. Quest’ultima infatti darebbe una pace interiore pari a quella di veder condannato l’assassino del proprio congiunto. E questo ha una valenza morale di carattere straordinario.».

Nel 2021 le indagini ripartono cercando di avere una visione globale di quegli anni. Oggi le modalità di investigazione scientifica offrono molte più possibilità rispetto al passato. Infatti nonostante i cinquant’anni passati, la prova del DNA potrebbe aiutare moltissimo. Diventa primario così non solo avere i fascicoli degli omicidi dalla procura, ma anche avere la possibilità di visionare eventuali reperti.

Io sono convinto che, viste le modalità identiche degli omicidi, il luogo geografico circoscritto e gli episodi temporali molto ravvicinati, una visione integrata di questi casi possa portare a nuove risposte. Significa arrivare ad una verità che può essere importante per chi, come le vittime, ha subito un fatto criminoso”.

Fondamentale nel racconto degli eventi è che l’argomento venga trattato con il dovuto rispetto nei confronti delle vittime che richiedono una certa discrezione. La signora Agostina Belli, figlia di una delle vittime, ad esempio, ha avuto molto coraggio ad affermare che con molta probabilità sua madre era stata uccisa da un serial killer.

L’avvocato Valter Biscotti conclude con una richiesta. È stato lanciato, infatti, un appello pubblico, condividendo un indirizzo email e un numero di telefono da poter contattare. L’ospite, infatti, è convinto che, nonostante questi casi siano rimasti irrisolti, negli angoli più reconditi di Milano ci possa essere qualcuno che sa qualcosa. La verità processuale non arriva a coprire tutto e qui non abbiamo nemmeno una verità processuale, perché non c’è stato un processo.

L’invito è di chiamare o scrivere a questi indirizzi, le informazioni ricevute saranno trattate con assoluta riservatezza.
Email: delittimilano@gmail.com
Numero telefonico: 370.1518179

Crediti immagine di copertina:
Icons made by Nhor Phai from www.flaticon.com

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