Chiude il Teatro Caboto, ma è solo un “arrivederci”.

La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno, il “Teatro Caboto” chiude, nonostante nei mesi scorsi l’impegno dei gestori e di un gran numero di spettatori avesse gettato le basi per i lavori di ristrutturazione con una raccolta fondi che dava speranza per il futuro del teatro. Nonostante questo impegno, lo scorso giovedì, Gianluca Frigerio gestore del Teatro da 12 anni e la compagnia stabile del Caboto han dovuto gettare la spugna e comunicare l’imminente chiusura.
La storia del Teatro Caboto è una storia strettamente legata al quartiere in cui si trova, il Municipio 7, in via Caboto appunto, una traversa di Via Washington, all’interno della parrocchia Gesù Buon Pastore e San Matteo.

La storia di questa chiusura per qualche verso è la solita storia delle chiusure di tanti teatri milanesi, soprattutto quelli in periferia, che tra mille difficoltà (spesso e volentieri non di pubblico), regolamenti assurdi e regole che accomunano teatri come “Gli Arcimboldi” o il “Dal Verme” ad un qualsiasi teatro parrocchiale o amatoriale di periferia, devono infine gettare la spugna e dichiarare forfait.
Da un altro verso la storia del Caboto invece è molto diversa.
Nessun problema di pubblico, spesso la sala piena e con molti abbonamenti venduti. Nessun problema nonostante  un progetto da oltre 100 mila euro per la ristrutturazione, ma già in parte finanziato dal pubblico con un crowdfunding che ha raccolto oltre 45mila euro. 
I gestori pronti ad accollarsi un mutuo ventennale per la parte restante del costo delle ristrutturazioni.
Nonostante tutti questi elementi a favore, si è comunque arrivati a dover dichiarare la chiusura imminente. 

Come mai?
Perché forse per la Parrocchia, cioè la proprietà,  l’idea di avere questo teatro alquanto libero, indipendente e così energico a due passi dall’altare non rientra nei propri piani. 
I gestori del Teatro Caboto, dobbiamo ricordare, hanno sempre pagato il canone di locazione alla parrocchia come definito dai passati contratti di affitto per un totale di circa 12500 euro all’anno, a cui a sommare altri 12000 euro per le spese di gestione, compresa anche l’IMU (nonostante dovrebbe essere in carico alla proprietà).
Questo però non è bastato per trovare una collaborazione proficua con Don Luigi Conti che, ad onor del vero, aveva già provato nel 2014, a pochi giorni dal suo arrivo qui a Milano dalla parrocchia di Merate, a mettere in discussione il Teatro Caboto.
All’epoca però si riuscì, grazie alla mobilitazione del pubblico del Caboto, a scongiurare la chiusura e anzi a rilanciare le iniziative del teatro. 
Tutto sembrava quindi risolto almeno fino a quando giovedì scorso, quando durante quella che doveva essere la riunione di presentazione del progetto di restauro da parte degli architetti designati dal Caboto, la proprietà nella figura di Don Luigi e di due architetti fidati del parroco hanno posto ulteriori condizioni e richieste ai gestori del Teatro.
Condizioni e richieste che Gianluca Frigerio ed il suo gruppo ha deciso di non accettare e di rispedirle al mittente.

Quella che quindi doveva sembrare una chiusura e quindi l’ennesimo addio ad un teatro milanese, in poche ore si è tramutato in un “Arrivederci”.

La nuova speranza arriva dalla parrocchia “San Giovanni Bosco” di Via Mar Nero, zona Baggio, sempre Municipio 7.
Una storia che seguiremo da vicino e ci lascia la speranza che se da qualche parte la chiesa si chiude su se stessa per proteggere una non si sa bene quale precisata “egemonia”, dall’altra esistono parroci, spesso di Periferia, che investono in cultura, aggregazione e comunità.
Che sia questa laica, cristiana o “semplicemente umana”.

NOTA DI SERVIZIO:
Coloro che avessero contribuito con una donazione alla raccolta fondi del Teatro Caboto, possono contattare il direttivo del Teatro per richiedere il rimborso della somma donata. Oppure possono sempre contattando il teatro lasciare i fondi per gli eventuali lavori che dovranno essere fatti nella nuova sede.
Potete leggere il comunicato ufficiale e trovare i numeri i contatti necessari al sito http://www.teatrocaboto.com/.
Il gestore e tutta la compagnia del Teatro Caboto è a disposizione per ogni chiarimento e spiegazione sulle modalità di rimborso.

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Presidente dell’Associazione Culturale LaTW, direttore Responsabile di GoodMorning Milano. Ideatore, registra e produttore de LaTelevisioneWeb. Nel 2003 è tra i fondatori di SperimentiTV, la prima Telestreet milanese a trasmettere in diretta, è stato co-fondatore e socio di Sperimenti MediaService SNC.

fabio@latw.it

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