BLADE RUNNER 2049

L’agente K (Ryan Gosling) è un Blade Runner ovvero un replicante poliziotto incaricato di “ritirare” (ovvero di uccidere) i vecchi modelli di replicanti. Un giorno durante un “ritiro” si trova invischiato in una indagine che farà vacillare le proprie certezze. “A volte per amare qualcuno devi essere un estraneo”: forse è con queste parole che Ridley Scott, produttore esecutivo di “Blade Runner 2049”, ha affidato la sua creatura al talentuoso Denis Villeneuve, regista canadese che dopo il fanta filosofico “Arrival” conferma le proprie qualità di metteur en scène. Certo, è aiutato dalla buona sceneggiatura di Hampton Fancher (già autore della prima sceneggiatura del primo “Blade Runner” del 1982)  e Michael Green e dalla produzione esecutiva dello stesso Scott che ha di certo molto influito su tutta l’operazione, nata per dare un seguito al proprio capolavoro di 35 anni prima. Quel che si può dire è che il film mantiene le stesse atmosfere cupe del primo, ha una storia interessante che si dipana lentamente prendendosi tutto il tempo e dilatandolo un po’, lavora di effetti speciali senza esagerare e ha un buon cast tra attori molto noti (Ryan Gosling, Harrison Ford, Robin Wright, Jared Leto) e un nutrito gruppo di giovani attrici per lo più sconosciute. È interessante notare come scrittura e regia mantengano alcuni elementi del vecchio film per riportarli pari pari nel nuovo, come ideali punti di giunzione: si pensi soprattutto a alcuni personaggi e al brano “Tears in rain” di Vangelis. Ottimo il lavoro alle musiche di Hans Zimmer e Johann Johannsson. Nel complesso un buon film, forse solo un po’ lungo che, pur arrivando a una chiusura della storia nel finale, getta le basi per un possibile terzo capitolo. Chissà se sarebbe piaciuto a Philip K. Dick, autore del racconto “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?” e autore della scrittura dei personaggi di “Blade Runner”? Da non perdere.

 

IN PROGRAMMAZIONE nei cinema ANTEO, COLOSSEO, PLINIUS, UCI CINEMAS BICOCCA e UCI CINEMAS CERTOSA di MILANO

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Vicepresidente dell’Associazione Culturale LaTW. Cura la sua personale rubrica di Cinema: “Visti dal Conte”. Nato nel 1965, si interessa da sempre al cinema, al mondo dello spettacolo e alla scrittura. Nel 1993 partecipa ad un corso di sceneggiatura condotto da Lara Fremder e Paolo Rosa. Negli anni successivi scrive recensioni cinematografiche per la pagina televideo di Telelombardia, azienda per la quale lavora dal 1986. Dal 2009 inizia a studiare recitazione teatrale presso l’Associazione Culturale Dedalus. Nel 2011 partecipa al “Premio Solinas – Storie per il cinema”. Nel 2011 e nel 2014 partecipa al Concorso letterario indetto dalla Biblioteca Comunale di San Donato Milanese classificandosi entrambe le volte al secondo posto. Nel 2015 ha diretto il suo primo cortometraggio.

adriano.cavicchia@latw.it

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