ASPETTANDO IL RE

Alan (Tom Hanks) va in Arabia Saudita per conto della sua compagnia, una ditta di sistemi informatici, per incontrare il Re e mostrargli e forse vendergli il loro generatore di ologrammi. Ma appena arrivato nel paese scopre che il Re non è mai apparso nel sito in mezzo al deserto dove lui e il suo team si trovano per preparare la dimostrazione del prodotto e l’interlocutore con cui Alan dovrebbe parlare è sempre irraggiungibile. Mentre i giorni passano in attesa del Re, Alan, grazie anche alle differenze che nota tra l’Arabia e il suo paese, fa i conti con sé stesso e la sua vita. Il film di Tom Tykwer (Lola corre; Heaven; La principessa e il guerriero; Cloud Atlas) è bellissimo e ci stupiamo venga distribuito solo a metà giugno, in un periodo cioè in cui al cinema si va poco. Quel che convince nella storia (tratta dal romanzo di Dave Eggers) oltre alla grandezza di Tom Hanks, che con la sua faccia attonita prima e grintosa poi “fa” il film, è il modo in cui il paese in cui si trova Alan si svela ai suoi e ai nostri occhi. Ciò che il personaggio nota è quello che noi stessi notiamo: linguaggio diverso, differente umorismo, atteggiamenti lavorativi e convenzioni sociali, soprattutto nei rapporti tra uomini e donne. Tykwer gira in maniera lineare e precisa, senza caricare la storia di inutili abbellimenti formali, usa il flashback con parsimonia e sottolinea con dei primissimi piani veloci quel che gli interessa che arrivi allo spettatore, senza banalizzare o rendere didascaliche le sue inquadrature. Tutto quello che succede aspettando il Re è il film, un film gradevole per storia e interpreti (nel cast anche Tom Skerritt e Sarita Choudhury), coinvolgente e emozionante. Nel suo genere, quello della commedia intelligente e sensibile (cioè che fa sorridere senza sganasciarsi dalle risate), è un film da non perdere.

 

IN PROGRAMMAZIONE nei cinema DUCALE, PLINIUS, e UCI CINEMAS BICOCCA di MILANO

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Vicepresidente dell’Associazione Culturale LaTW. Cura la sua personale rubrica di Cinema: “Visti dal Conte”. Nato nel 1965, si interessa da sempre al cinema, al mondo dello spettacolo e alla scrittura. Nel 1993 partecipa ad un corso di sceneggiatura condotto da Lara Fremder e Paolo Rosa. Negli anni successivi scrive recensioni cinematografiche per la pagina televideo di Telelombardia, azienda per la quale lavora dal 1986. Dal 2009 inizia a studiare recitazione teatrale presso l’Associazione Culturale Dedalus. Nel 2011 partecipa al “Premio Solinas – Storie per il cinema”. Nel 2011 e nel 2014 partecipa al Concorso letterario indetto dalla Biblioteca Comunale di San Donato Milanese classificandosi entrambe le volte al secondo posto. Nel 2015 ha diretto il suo primo cortometraggio.

adriano.cavicchia@latw.it

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