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5 Marzo 2021
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Amnesty e il valore della consapevolezza

Amnesty e il valore della consapevolezza

Amnesty è la più grande organizzazione non governativa (ONG) di difesa dei diritti umani al mondo. Dal 1961 ha contribuito a ridare libertà e dignità a oltre 50.000 persone, salvando 3 vite al giorno.

Nella puntata di Good Morning Milano sono stati ospiti Antonio Scordia, responsabile del Coordinamento Medio Oriente e Nord Africa di Amnesty International Italia, e Lucia Bocchi, giornalista e attivista di Amnesty International. Entrambi fanno parte del Gruppo 100 Milano di AI Italia, di cui Scordia è vice-presidente.

Amnesty, spiega il vicepresidente del gruppo, non è elitario. Vuole agire sul territorio perché è fondamentale per la difesa dei diritti umani che sono universali.

Giovedì 17 febbraio ci sarà un incontro online molto importante in cui si parlerà di Egitto, dal titolo Egitto e Europa. Relazioni complicate e violazioni dei diritti umani – Patrick Zaki e non solo. Il webinar, aperto a tutti, tratterà della situazione generale dell’Egitto, tragica per le libertà individuali e di associazione. Alle condizioni interne del Paese si unisce il tema spinoso dei Paesi europei, Italia compresa, che continuano a intrattenere relazioni di ogni livello con il regime di Abdel Fattah al-Sisi.

Fondamentale è non ancorarsi solo a degli anniversari in memoria di persone scomparse oppure credere che la realtà sia solo quella mediatica. Le condanne che i cittadini sentono dai tg, spiega Lucia Bocchi, non mettono in evidenza la verità. Sappiamo che cosa è successo a Patrick Zaki, ad esempio, perché è collegato ad un Paese europeo. Il webinar, invece, è dedicato alle altre decine di migliaia di prigionieri di coscienza che, esattamente come Zaki, sono trattati in maniera disumana nelle carceri egiziane.

Le sparizioni forzate in Egitto sono all’ordine del giorno. L’ultimo caso è stato quello di Ahmed Samir Santawy, studente egiziano dell’università di Vienna, arrestato al Cairo il primo febbraio scorso. La dinamica dell’accaduto è la stessa di Patrick Zaki. Il ragazzo, infatti, è uno studioso di diritti delle donne e in particolare di diritti riproduttivi in Egitto. Questo tipo di sparizioni possono riguardare anche i minori.

Ma com’è possibile che avvenga tutto questo alle porte dell’Europa? L’Unione Europea ha chiesto a tutti i suoi Stati, Italia compresa, di non trattare l’Egitto come se fosse un Paese democratico. Sappiamo però, come citato sopra, che nei fatti le relazioni, sia commerciali che diplomatiche, continuano.

Noi europei stiamo facendo finta di niente.

Per questo Amnesty ha deciso di agire. L’Egitto vuole mostrarsi come Paese democratico, ma in realtà viola tutti i diritti umani. I due attivisti spiegano che l’attuale capo di governo egiziano modifica la Costituzione come ritiene più opportuno e continua a dichiarare lo stato di emergenza, giustificando e autorizzando i propri comportamenti citati prima. «Proviamo anche solo a pensare che cosa voglia dire questo regime per le donne, per gli omosessuali», prosegue Lucia Bocchi.

L’obiettivo di Amnesty e del Gruppo 100 è rendere note le violazioni che avvengono in Egitto, in modo che l’opinione pubblica ne sia consapevole e che le istituzioni possano agire.

Obiettivo specifico del webinar, invece, è far arrivare la consapevolezza che queste storie sono reali e accadono proprio dietro la porta di casa. «Questa consapevolezza vuole portare all’azione concreta. Vogliamo mobilitare l’opinione pubblica per la difesa dei diritti umani. Vogliamo far entrare nella memoria delle persone questi tragici eventi».

Il webinar non si focalizzerà soltanto sul caso Patrick Zaki ma analizzerà anche come si sopravvive in Egitto sotto il regime.

Per partecipare al webinar basta accedere giovedì 18 febbraio al seguente link di Zoom: https://us02web.zoom.us/j/87147083225

Per avere maggiori informazioni si può scrivere all’indirizzo email gr100@amnesty.it

Crediti immagini di copertina
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