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5 Marzo 2021
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232 APS, il rap come strumento educativo

232 APS, il rap come strumento educativo

L’associazione di promozione sociale 232 APS nasce nel 2019 con l’obiettivo di promuovere percorsi artistici ed educativi rivolti a minori e giovani adulti attraverso il canale della musica rap. L’equipe di lavoro è composta da educatrici ed educatori, psicologi, pedagogisti.

Ludovica Pirillo e Fabrizio Bruno, ospiti della puntata di Good Morning Milano, rispettivamente presidente e vicepresidente di 232APS, raccontano dell’associazione e del progetto Inside the Beat, Outside the Box.

Il progetto Inside the Beat, Outside the Box, lanciato qualche settimana fa, è rivolto al Municipio 5. È una campagna di crowdfunding che chiede ai cittadini, attraverso la piattaforma Produzioni dal basso, di finanziare i laboratori che utilizzano il rap come strumento educativo per i ragazzi del quartiere. Contemporaneamente verranno organizzate anche delle incursioni teatrali promosse da Brigata Brighella e organizzate tra i palazzi del quartiere. In questo modo la gente potrà affacciarsi al balcone e assistere ad un momento di svago, senza correre il rischio di assembramento.

Caratteristica di 232 APS è proprio utilizzare le arti, e la musica in particolare, come mezzo per arrivare ad altro. Il rap è stato scelto perché serve molto nei contesti in cui i ragazzi di 232 operano maggiormente, ovvero quelli detentivi. Il rap permette di superare i propri limiti nelle carceri, cosicché le persone possano dar vita ai propri pensieri e alle proprie emozioni.

In particolare, con il progetto verranno attivati quattro laboratori per gli adolescenti del quartiere. Saranno organizzati o in centri già esistenti, come il centro d’aggregazione giovanile, o nei centri di ritrovo spontanei, dal parchetto al campo da basket. La partecipazione è spontanea e l’iniziativa gratuita. L’unico impegno è arrivare alla fine del progetto con la produzione di una canzone. Il tutto si concluderà verso ottobre alla Bolla di Gratosoglio, un gigantesco skate park, già teatro di grandi iniziative hip hop. L’idea di 232 APS è renderlo di nuovo tale, concludendo la serata finale con l’artista Jack the Smoker.

Rivolgere il progetto agli adolescenti è fondamentale. Investire in queste iniziative è un ritorno per la comunità enorme. «Noi lavoriamo nel campo dell’educazione, in cui i risultati si fatica a vederli nell’immediato», spiega Fabrizio Bruno. «Sul lungo periodo abbiamo avuto modo di vedere come i laboratori rap diventino uno spazio all’interno del quale un ragazzo ha l’occasione di sognare. Questo permette loro di investire nelle proprie capacità. Porta a credere in se stessi. È più facile così che quella persona, una volta adulta, riesca a inserirsi perfettamente nella società».

Un adolescente che sogna diventa un uomo che crea.

232 APS lavora principalmente sulla prevenzione. La volontà è quella di intervenire prima che gli adolescenti possano compiere un reato e entrare nel circuito penale. Per dimostrare i vantaggi concreti dell’iniziativa, l’associazione ha fatto un calcolo molto semplice. Un detenuto costa allo Stato italiano 350 euro. Raggiungendo però la cifra di 12.000 euro prevista per poter attivare il progetto, si evita che un ragazzo finisca in carcere per circa tre mesi e le casse dello Stato e i cittadini italiani risparmiano la stessa e identica cifra. L’obiettivo è migliorare le risorse, investendo in interventi preventivi.

Ma quali sono oggi i motivi per cui un ragazzo può finire in carcere? I fattori che subentrano, spiegano Ludovica e Fabrizio, sono tantissimi. Un esempio sono i legami che instaura il ragazzo con la famiglia, con i propri coetanei, con la scuola, con il mondo del lavoro. Per ognuno però c’è una storia a sé, non esiste una formula universale. Quello che accomuna la commissione di un reato spesso è la superficialità con cui si compiono determinate azioni unita all’incapacità di vedere un’alternativa.

«Noi vogliamo porci come alternativa. Il rap diventa uno strumento per cui vale la pena impegnarsi per dar vita ai propri pensieri, perché ognuno ha diritto a dire la sua ed è giusto che venga ascoltato. Questo investimento permette al ragazzo di distrassi dalle cattive strade. Investire su un percorso permette di prendere tempo, capire le proprie competenze per poi buttarsi preparati nel mondo del lavoro».

Il rap è stato scelto come mezzo di comunicazione perché, in questa fase storica, rispecchia molto quello che viene mostrato all’interno dei grandi canali di comunicazione. Fabrizio Bruno porta come esempio i talk show. Quando questi ultimi mettono in scena una discussione, lo fanno per attirare l’attenzione. Allo stesso modo agiscono i ragazzi: esasperare determinate situazioni permette di attirare l’attenzione ed essere visti di più.

Quello che è venuto a mancare nel corso degli anni è stata l’attenzione interessata, sincera e reale nei confronti di quello che accadeva alle nuove generazioni. Lasciando scoperti questi spazi, i ragazzi hanno potuto raccontarsi con gli strumenti che hanno a disposizione. Così se un ragazzo, ad esempio, vive in un contesto povero, racconta quella situazione, esasperandola.

L’associazione 232 APS si può raggiungere:

  • Sul suo sito
  • Su Facebook
  • Su Instagram
  • Su YouTube

Per contribuire alla raccolta fondi dell’iniziativa Inside the Beat, Outside the Box di 232 APS ci sono ancora 40 giorni prima della scadenza. Per donare basta cliccare su questo link: Inside The Beat, Outside The Box – crowdfunding (produzionidalbasso.com)

La formula della raccolta fondi per Inside the Beat, Outside the box è tutto o niente. Se saranno raccolti €12.000 in donazioni, il Comune di Milano donerà €18.000 per supportare il progetto.

Crediti immagine di copertina
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