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1 Aprile 2020
#198 Fishion – Ristorante di pesce a Milano

#198 Fishion – Ristorante di pesce a Milano

Fishion  –  Ristorante di pesce a Milano

Via P.  Maroncelli, 15    Tel. 02/36.76.45.00 (ch. dom, lun a cena e sab a pranzo)  =  Pet friendly  =

Pasticceria di mare 2 – 3 euro cad. / Caviale 19 – 33 euro / Tapas di mare 7 – 11 euro cad. / Carpacci 15 – 25 euro / Tartare 15 – 20 euro / Lastra di sale rosa dell’Himalaya 19 – 28 euro / Primi piatti 15 – 21 euro / Secondi 26 – 38 euro / Dolci 8 – 9 euro

In una via un po’ nascosta, tra Porta Volta e via Farini, nasce nel 2018 questo ristorante e fishbar, con apertura serale dalle 18 alle 20 per aperitivi e cocktail legati ad alcune proposte della cucina.

E’ il ristorante della rinomata Pescheria Pedol, con sede storica (dal !929) in piazza Wagner a Milano. L’ambiente si presenta un po’ essenziale negli arredi, ma elegante, con luci basse, un’unica sala con i classici mattoni a vista e un paio di tavoli all’ingresso, tutti di marmo verde senza tovagliato (ma dotati di poggia posate) e bancone anch’esso in marmo antistante la cucina.

Il format pensato vorrebbe essere innovativo: vengono proposti piatti tradizionali in chiave moderna, accanto a piccole prelibatezze presentate sottoforma di “pasticceria di mare”, piccoli bocconcini ideali per un aperitivo o un inizio cena, che è possibile anche asportare.

La materia prima è senza dubbio eccellente, sia cruda che cotta: lo chef Alfonso Montefusco presenta  una carta variegata che invoglia a provare le diverse proposte. Decidiamo pertanto di assaggiare qualche pasticcino di mare, ben gradito, quindi un carpaccio di gamberi rossi di Mazara e una tartare di tonno rosso. Proseguiamo con spaghettone di Gragnano ai gamberi rossi, bottoncini di pescato del giorno, triglia alla plancia con carciofi e selezione di pesce misto del giorno da cuocere in tavola su lastra di sale rosa dell’Himalaya.

La lastra di sale rovente su cui cuocere a piacere individualmente risulta molto gradevole, anche per la possibilità di condire a scelta con quattro tipi diversi di olio, una salsina e il sale di carapace. Unico neo, la lastra ha mantenuto poco il calore e gli ultimi filetti di pesce sono rimasti un po’ crudi.

Carta dei vini di livello e molto ben fornita, peccato che i calici di Verdicchio dei Castelli di Jesi ordinati, ci siano stati serviti senza mostrare la bottiglia come si dovrebbe, soprattutto in un locale di questa tipologia.

Come dessert abbiamo particolarmente gradito la presentazione scenografica del tiramisù al caffè con castagne e nocciole tostate, affumicato al tabacco e alloro. Ottima e delicata la tartelletta al lemon curd, mentre un po’ deludente la selezione di gelati “cucinati” al momento che in pratica consiste in due piccole quenelles di sorbetto giunto quasi sciolto, con aggiunta dell’effetto azoto liquido.

Il personale di sala si può dire gentile, soprattutto il maitre di sala molto professionale, anche se sotto certi aspetti abbiamo rilevato qualche pecca nel servizio: a parte la questione vino, piatti che non sono sempre arrivati in contemporanea, caffè servito dal barman un po’ malamente, tempi un po’ lunghi. I prezzi sono decisamente alti ma proporzionati alla qualità delle materie prime.

Ci tornerei? Ni, è un posto che non mi ha convinto del tutto e che sono curiosa di vedere se riuscirà a farsi strada nel panorama dei nuovi locali della città.

Curiosando nei dintorni:

Cappelleria Melegari dal 1914  –  Via Paolo Sarpi, 19  –  Tel. 02/31.20.94

Il tempio del cappello da oltre cento anni. E’ indiscutibilmente una delle botteghe più antiche di Milano, sopravvissuta alle mode che durano solo qualche stagione. C’è la sala dei berretti, quella dei copricapo da uomo e da donna e in ogni stagione presentano dei modelli speciali anche vintage o con il sapore dei tempi passati. Riferimento anche per costumisti e mondo del teatro, i clienti milanesi vengono qui da generazioni. Sono celebri le loro vetrine a tema e anche se non si vuole comprare un cappello, vale la pena di entrare a fare un giro.

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