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15 Agosto 2020
#198 Barmare L’Altro

#198 Barmare L’Altro

Barmare L’Altro

Via Lecco, 4    Tel. 02/36.55.53.57  (ch. a pranzo lun e sab)   =  Pet friendly  =

(Consigliabile prenotare, anche on line)

Antipasti 12 – 20 euro / Primi piatti 16 – 18 euro / Secondi 20 – 24 euro / Contorni 6 euro /  Dolci 7 euro / Vini al calice 7 – 9 euro / Coperto 2 euro

In zona Porta Venezia, più esattamente all’angolo tra via Lecco e via Panfilo Castaldi, Barmare L’Altro si discosta leggermente dal Barmare di Porta Romana, nato nel maggio 2017. Entrambi dedicati alla cucina di mare, questo locale aperto più recentemente si considera il fratello un po’ ribelle del primo. 

Situato in un social district un po’ eccentrico, tra palazzi della vecchia Milano con architettura liberty e numerosi ristoranti etnici per tutti i palati, Barmare L’Altro si differenzia per lo stile anni ’70 grazie al design di Rodrigo Izquierdo: lungo bancone in marmo all’ingresso predisposto per aperitivi serali o anche per pranzare con vista sulla cucina, ampie vetrate che si affacciano sulla via e danno molta luce all’ambiente, grande specchio a tutta parete su un lato dell’unica sala, pannelli in legno color nocciola e tavolini in marmo nudo per una cinquantina di coperti in tutto. Ambiente informale ma ben curato, veniamo accolti con estrema gentilezza da personale giovane, attento, sorridente e preparato.

Il menù è composto da numerosi antipasti, 4 primi, 4 secondi e 5 dolci: un autentico viaggio nella tradizione mediterranea con spunti di creatività e accostamenti inusuali ma centrati, l’utilizzo di cotture brevi, di materie prime di qualità ma anche di tipologie di pesce considerato “povero”, pasta fresca fatta in casa, olio siciliano monocultivar, ottimo pane di grano duro.

Decidiamo di sperimentare con un tris di tacos al tonno, ricciola e verza con feta, inoltre con frittelle di baccalà e chutney di ananas piccante. Step successivo: deliziosi maccheroncini alla carbonara di tonno fresco agli agrumi e merluzzo con crema di piselli, fave e spinaci. Accompagniamo il pranzo con un buon calice di Etna Rosso La Gelsomina 2015, un blend di Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio e non Nero d’Avola, come erroneamente indicato sulla lista vini. Elegante e intenso, con sentori di frutta rossa e vaniglia (trascorre più di un anno tra tonneaux e barrique).

Ci tornerei? Volentieri per assaggiare altre proposte del menù, ma anche per l’atmosfera intima e piacevole. Assolutamente da rivedere la lista vini.

Curiosando nei dintorni:

PAC (Padiglione d’Arte Contemporanea)  –  Via Palestro, 14  –  Tel. 02/76.00.90.85

Orari: merc – ven – sab – dom 9,30 – 19,30  /  mart – giov 9,30 – 22,30 (ch. lun)

Il PAC, oltre ad essere uno spazio espositivo per l’arte contemporanea, ospita eventi e attività didattiche aperte a bambini, ragazzi e singoli visitatori.

Fra i primi esempi in Italia di architettura progettata per l’arte contemporanea, è simile alle Kunsthalle europee e pensata come un’agile struttura espositiva. I limiti perimetrali sono quelli delle ex scuderie della Villa Reale e creano un’area trapezoidale suddivisa in tre livelli verticali, differenziati come volumi luminosi disegnati da Ignazio Gardella.

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